Legge di Bilancio 2026: le novità del testo in Gazzetta Ufficiale

Rosy D’Elia - Fisco

La Legge di Bilancio 2026 approda in Gazzetta Ufficiale: dagli affitti brevi alle pensioni, nel testo pubblicato il 30 dicembre 2025 le novità su fisco, lavoro, imprese e famiglie

Legge di Bilancio 2026: le novità del testo in Gazzetta Ufficiale

Subito dopo l’approvazione della Camera, la Legge di Bilancio 2026 ha tagliato il traguardo della Gazzetta Ufficiale (L. n. 199 del 30 dicembre 2025).

Nel testo (disponibile in pdf), che entra in vigore il 1° gennaio, le novità su Fisco, Lavoro, imprese e famiglie.

Tra citazioni di Matteotti, Fantozzi e Wanna Marchi, la discussione si è conclusa nella mattinata del 30 dicembre, dopo una lunga fase di scrittura, che ha visto lo stesso Governo apportare correzioni fino a un attimo prima del via libera del Senato, nel secondo ramo del Parlamento il passaggio è stato lampo e senza modifiche.

Tra sconti d’imposta, nuove tasse e aumenti di quelle già esistenti, contributi chiesti a banche e assicurazione, la Manovra approvata dal Parlamento vale 22 miliardi e arriva al termine di una serie di accese discussioni, dalle pensioni agli affitti brevi, anche all’interno della maggioranza.

“Non abbiamo tolto un euro alla spesa sociale per destinarlo alla spesa per le armi”», ha voluto sottolineare il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, precisando che ogni valutazione sul tema sarà affrontata quando e se l’Italia uscirà dalla procedura di infrazione, con l’obiettivo di “non toccare in alcun modo le spese destinate a sanità, scuola e istruzione”.

Una panoramica delle principali novità in arrivo dal 1° gennaio 2026.

Legge di Bilancio: le principali novità in arrivo
Fisco
Novità sul calcolo IRPEF:

  • riduzione della seconda aliquota dal 35 al 33 per cento;
  • taglio delle detrazioni oltre i 200.000 euro di reddito



Rottamazione quinquies per le cartelle fino al 2023 con una rateizzazione bimestrale fino a 9 anni

Nuove regole per gli affitti brevi (riscrittura durante l’iter parlamentare)

  • cedolare secca al 21 e al 26 per cento per primo e secondo immobile;
  • partita IVA dal terzo immobile



Conferma del regime forfettario per dipendenti e pensionati fino a 35.000 euro di reddito

Nuove flat tax dall’1 al 15 per cento su aumenti di stipendio, premi, notturni e straordinari e bonus turismo confermato fino al 30 settembre 2026

Esenzione dei buoni pasto da 8 a 10 euro

Conferma dei bonus casa anche nel 2026

Novità anche per le fatture elettroniche (inserite durante l’iter parlamentare):

  • verifica dei debiti del professionista da parte della PA anche per importi sotto i 5.000 euro e taglio dei compensi in caso di cartelle;
  • ritenuta dello 0,5 per cento dal 2028 e dell’1 per cento dal 2029 sulle transazioni business to business



Blocco delle compensazioni per i contribuenti con debiti superiori a 50.000, modificando il limite di 100.000 euro

Liquidazione IVA automatica, anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione annuale

Revisione del regime di tassazione dei dividendi e dell’esenzione in relazione alla quota di partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate (riscrittura durante l’iter parlamentare)

Aumentano le aliquote della Tobin tax

Aumento per la flat tax per i super ricchi da 200.000 a 300.000 euro, da 25.000 a 50.000 euro per i familiari

Lavoro e pensioni
Esonero contributivo parziale per l’assunzione di giovani, donne e per lo sviluppo della ZES unica per il Mezzogiorno

Aumento graduale dell’età per la pensione anticipata dal 2027 (67 anni e 1 mese) ad esclusione di chi svolge lavori usuranti e gravosi

Tagli per l’uscita anticipata dal lavoro per i precoci e per chi svolge lavori usuranti (inseriti durante l’iter parlamentare)

Aumento delle pensioni minime di 20 euro per chi è in difficoltà economica

Conferma dell’APE sociale

Novità anche su TFR e previdenza complementare
Famiglie
Conferma della carta dedicata a te anche per il 2026 e il 2027

Congedi parentali accessibili fino ai 14 anni di età del figlio o della figlia

Rinnovo dell’Assegno di inclusione senza stop ma con taglio della nuova mensilità (inserimento durante l’iter parlamentare)

Potenziamento del bonus mamme che resta un contributo anziché un esonero anche nel 2026

Novità anche sull’ISEE: revisione dell’esenzione prima casa e della scala di equivalenza per alcune agevolazioni e semplificazione per la DSU precompilata (riscrittura durante l’iter parlamentare)

Bonus paritarie fino a 1.500 euro e buono libri per le superiori (inserimento durante l’iter parlamentare)

Ridefinizione del bonus cultura per i giovani
Imprese
Reintroduzione dell’iper ammortamento fino al 180 per cento: applicazione fino al 2028 (riscrittura durante l’iter parlamentare)

Rifinanziamento fino al 2028 del credito d’imposta per le zone economiche speciali (ZES), con nuovi fondi anche per le domande già presentate (inserimento durante l’iter parlamentare), e per le zone logistiche semplificate (ZLS)

Rifinanziamento della Nuova Sabatini

Nuovi fondi per gli investimenti effettuati prima del 31 dicembre 2025 che danno diritto al bonus Industria 4.0

Nuovo blocco per plastic e sugar tax per tutto il 2026.
Legge di Bilancio 2026
LEGGE 30 dicembre 2025, n. 199 pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Legge di Bilancio 2026: dagli affitti brevi ai dividendi, le principali modifiche introdotte

Rispetto all’impianto iniziale, il testo è stato modificato e integrato in più punti.

E la maggior parte dei correttivi è stata formulata per intervenire sulle questioni che hanno animato il dibattito fuori e dentro la maggioranza in questi mesi. È stata una lunga operazione chirurgica perché tenere i conti in ordine è rimasta la priorità assoluta, su cui ha continuato a vigilare il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, come dimostrano anche gli ultimi dissapori sulle pensioni.

Tra le principali modifiche apportate durante i lavori parlamentari, nell’impianto rinnovato della Manovra c’è l’accordo sugli affitti brevi:

  • la cedolare secca sul primo immobile resta al 21 per cento anche per chi si affida alle piattaforme, anziché salire al 26 come previsto dal DDL Bilancio;
  • allo stesso tempo, però, il suo raggio di applicazione si restringe: scatta, infatti, già dal terzo immobile l’attività imprenditoriale per chi affitta. Oggi l’asticella è fissata a quattro: solo oltre questa soglia, si trasforma in impresa.

Tra gli osservati speciali anche l’articolo 18 del DDL Bilancio che nella prima formulazione limitava il regime di esclusione dalla tassazione ai dividendi che derivano da partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate in misura non inferiore al 10 per cento con un potenziale aumento di tassazione dall’1,2 al 24 per cento. Nel testo rivisto la soglia minima viene fissata al 5 per cento o ad importi pari ad almeno 500.000 euro.

Il costo di questa modifica ha un peso, l’impostazione iniziale prometteva incassi per circa un miliardo. Ed è la matematica a dettare la linea.

Nella versione della Manovra arrivata in Senato, infatti, prende forma un contributo di due euro sulle piccole spedizioni, sotto i 150 euro, che arrivano da Paesi extra UE e raddoppia la Tobin tax, che passa dallo 0,2 allo 0,4 per cento sia sul trasferimento della proprietà di azioni e altri strumenti partecipativi che sulle negoziazioni ad alta frequenza relative agli strumenti finanziari.

Legge di Bilancio 2026: si parte dal taglio IRPEF

Al netto delle novità introdotte durante l’iter parlamentare, la Manovra 2026 poggia le sue basi sul taglio IRPEF per il ceto medio.

Anche il prossimo anno il calcolo dell’imposta si baserà su tre scaglioni e tre aliquote, confermate in via strutturale con la precedente Legge di Bilancio, ma la seconda aliquota passerà dal 35 al 33 per cento.

Aliquote IRPEF 2025Scaglioni di reddito
23 per cento Fino a 28.000 euro
35 per cento Da 28.001 a 50.000 euro
43 per cento Da 50.001 euro

L’intervento sull’imposta ha un prezzo alto e per questo il progetto lo scorso anno è rimasto fermo. Quest’anno, però, più che una scelta per l’Esecutivo ha rappresentato una strada obbligata: l’intervento, infatti, era stato annunciato lo scorso anno per poi arenarsi a causa dell’insuccesso del concordato preventivo biennale e dall’inizio del 2025 dal Governo sono arrivate continue rassicurazioni sul taglio per il ceto medio.

Accanto a una aliquota più leggera, che garantisce risparmi fiscali fino a 440 euro all’anno, si introduce un meccanismo di sterilizzazione dei guadagni per chi supera la soglia dei 200.000 euro che però rischia di rivelarsi inefficace.

Per effetto della stratificazione delle norme il taglio delle detrazioni inserito nella Manovra ha ben poco da tagliare e quindi, in alcuni casi, lascia intatto il risparmio fiscale anche ai più ricchi: un malfunzionamento che ha come effetto un mancato risparmio pari a 68,2 milioni di euro.

Dal regime forfettario alle fatture: le novità fiscali per le partite IVA

Nel capitolo fiscale della Manovra trovano, poi, spazio anche una serie di novità per le partite IVA.

Viene confermato il limite di reddito più alto per l’accesso e la permanenza nel regime forfettario per dipendenti e pensionati: resta la soglia dei 35.000 euro anche per il 2026.

Si modifica la norma sul blocco dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione in caso di fatture emesse da professionisti e professioniste con debiti fiscali o contributivi.

Dal 15 giugno 2026 i controlli preventivi dovranno riguardare anche i compensi inferiori a 5.000 euro, comprese le somme dovute per il gratuito patrocinio.

E anche un solo euro di debito modificherà le procedure di pagamento:

  • la Pubblica Amministrazione verserà gli importi dovuti direttamente alla Riscossione;
  • e solo se la fattura avrà una cifra superiore al debito, l’importo residuo sarà corrisposto al professionista.

Nella seconda fase di scrittura della Manovra tra le novità è stata inserita anche una nuova ritenuta sulle fatture elettroniche relative alle transazioni business to business, con una esclusione per le partite IVA che collaborano con il Fisco (tramite concordato preventivo e cooperative compliance): si parte dallo 0,5 per cento nel 2028 per arrivare all’1 per cento dal 2029.

Legge di Bilancio 2026: cambiano le regole sugli affitti brevi

Sempre sul fronte fiscale, dopo lunghe discussioni si definiscono le nuove regole di applicazione della cedolare secca sugli affitti brevi: il testo del Disegno di Legge di Bilancio prevedeva l’aumento dal 1° gennaio per chi si affida a piattaforme e intermediari.

L’impianto iniziale della Manovra escludeva la riduzione dell’aliquota al 21 per cento sul primo immobile “in caso di contratti aventi ad oggetto tale unità immobiliare tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”.

Ma nel testo approvato prende forma un nuovo sistema progressivo di regole sugli affitti brevi.

Cedolare secca affitti brevi: le novità in arrivo con la Manovra
Le regole progressive in arrivo dal 2026:

  • imposta sostitutiva del 21 per cento sul primo immobile (a scelta del contribuente) senza distinzioni per chi usa piattaforme;
  • 26 per cento sul secondo immobile;
  • esclusione e necessità di utilizzare la partita IVA dal terzo immobile.

È questa la norma di compromesso che arriva dopo mesi di confronto all’interno dell’Esecutivo.

Legge di Bilancio 2026: rottamazione quinquies in arrivo

Restando in tema di equilibri di maggioranza, con la Manovra arrivano conferme anche sulla rottamazione delle cartelle, che insieme all’IRPEF, ha dato vita a un derby fiscale tra i partiti di Governo nei mesi scorsi.

Con la Legge di Bilancio 2026, arriva una nuova pace fiscale:

  • libero accesso a chi ha presentato la dichiarazione dei redditi, anche in caso di adesione ad altre definizioni agevolate, compresa la quater in caso di decadenza fino al 30 settembre scorso;
  • incluse le cartelle fino alla fine del 2023;
  • 9 anni a disposizione dei contribuenti per pagare: 54 appuntamenti bimestrali a partire dal 31 luglio 2026;
  • non ci sarà alcun ticket d’ingresso, ma si parte da un importo minimo della rata di 100 euro;
  • la decadenza arriva dopo due mancati pagamenti, ma con un “meccanismo maggiormente punitivo rispetto alle precedenti edizioni”, aveva anticipato Giorgetti. Le sue parole si traducono nell’esclusione dalla possibilità di richiedere nuove rateizzazioni ordinarie del debito.

Con i lavori parlamentari, gli interessi che si applicano ai piani di pagamento sono passati dal 4 al 3 per cento, per la rottamazione quater sono pari al 2 per cento.

Rottamazione quinquiesLe regole della Legge di Bilancio 2026
Debiti Ammessi Cartelle affidate dal 2000 al 2023, per omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatizzati e formali (con riferimenti normativi specifici). Rientrano anche i contributi INPS, con esclusione di quelli derivanti da accertamento. Sono esclusi i debiti contributivi dovuti alle Casse di previdenza private
Pagamenti Fino a 54 rate bimestrali da versare in 9 anni. È prevista la tolleranza per 2 rate non pagate, anche non consecutive
Decadenza Si decade se non si paga la prima e unica rata o l’ultima. La decadenza comporta lo stop a nuove rateazioni.
Interessi 3 per cento annuo dal 1° agosto 2026

Nella Legge di Bilancio 2026 anche un pacchetto stipendi

Accanto alle necessità imposte dagli equilibri politici, nella lista di priorità della prossima Legge di Bilancio non mancano le esigenze dettate dai tempi.

Nonostante la Manovra approvata lo scorso anno abbia investito 14 miliardi per il taglio del cuneo fiscale e contributivo, la difesa del potere d’acquisto di cittadini e cittadine resta prioritaria per l’economia del Paese.

Non può mancare per il 2026 un pacchetto stipendi: si prova a rendere più leggero il Fisco su alcune voci della busta paga.

In campo diversi interventi:

  • riduzione dal 5 all’1 per cento dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività e partecipazione agli utili elevando anche la soglia per l’applicazione da 3.000 a 5.000 euro;
  • detassazione degli straordinari legati a turni, notturni e festivi con una imposta sostitutiva del 15 per cento fino a 1.500 euro e la conferma del bonus turismo fino al 30 settembre;
  • flat tax al 5 per cento per i rinnovi contrattuali dal 2024 al 2026, ma con un meccanismo selettivo per i redditi fino a 33.000 euro.
Importi interessatiTipologia di Flat tax ed eventuali limiti di applicazioneLimite di reddito di lavoro dipendente
Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali 5 per cento 33.000 euro
Premi di produttività e partecipazione agli utili 1 per cento fino a 5.000 euro 80.000 euro
Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo 15 per cento fino a 1.500 euro 40.000 euro

A questo elenco si aggiunge anche una esenzione più generosa per i buoni pasto: il limite passa da 8 a 10 euro.

Nessuna novità all’orizzonte per le soglie di esenzione dei fringe benefit, i bonus erogati dal datore di lavoro, che fino al 2027 sono fissate a 1.000 euro e 2.000 euro per chi ha figli o figlie.

Sul fronte contributivo, invece, arriva la conferma, con qualche innovazione, anche per i bonus assunzione che riguardano giovani, donne e regioni della ZES Unica Sud e interessano, però, direttamente i datori di lavoro.

Legge di Bilancio 2026: le novità per le famiglie

In linea di continuità con gli interventi sugli stipendi, non può mancare nella Manovra un capitolo dedicato alle famiglie e al contrasto della povertà che, però, rimane risicato.

Il 14 ottobre mentre il Governo lavorava sulla Legge di Bilancio 2026, l’ISTAT ha pubblicato i dati sulla povertà in Italia nel 2024: le difficoltà assolute riguardano oltre 2,2 milioni di famiglie, l’8,4 per cento dei nuclei residenti.

Le due misure chiave proposte dal Governo assorbono una parte importante delle risorse a disposizione: la conferma della carta dedicata a te, anche per il 2027, e la revisione del calcolo dell’ISEE valgono in totale un miliardo all’anno.

La Legge di Bilancio conferma le ipotesi in circolazione da mesi sulla modifica della scala di equivalenza e sull’estensione del raggio d’azione dell’esenzione della prima casa: fino a 91.500 euro resterà fuori dall’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, soglia che sale fino a 120.000 euro per chi si trova nelle città metropolitane.

Le novità, adottate in attesa di una riforma più profonda, avranno un perimetro ristretto e saranno rilevanti solo per l’accesso e il calcolo di cinque prestazioni:

  • assegno di inclusione e supporto formazione per la formazione e il lavoro;
  • assegno unico;
  • bonus nido;
  • bonus nuovi nati.

Sempre sul fronte dell’ISEE nella DSU precompilata trovano spazio nuovi dati che arrivano dall’Anagrafe nazionale e dall’Automobile Club d’Italia e viene aggiornata la definizione di patrimonio mobiliare per considerare nel calcolo nuove voci, come le criptovalute.

Nel pacchetto famiglia c’è poi anche il potenziamento del bonus mamme, che salirà da 480 a 720 euro. Più che di un potenziamento dell’attuale contributo, però, si dovrebbe parlare di una ulteriore riscrittura della misura prevista lo scorso anno.

Nascono, poi, il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati con una dotazione di 20 milioni a decorrere dal 2026 e un fondo per il sostegno del caregiver familiare (1,15 milioni per il 2026).

Anche la casa avrà il suo posto nella Manovra: vengono prorogate per il 2026, alle stesse condizioni previste per l’anno 2025, le regole per accedere alla detrazione delle spese sostenute per interventi edilizi. Senza un intervento in questo senso, ad esempio il bonus ristrutturazioni passerebbe al 36 e al 30 per cento dal 2026.

Legge di Bilancio 2026: il nodo dell’età pensionabile

Tra i capitoli più spinosi della Legge di Bilancio 2026 c’è, poi, quello delle pensioni.

Quest’anno il nodo da sciogliere ha riguardato l’aumento dell’età pensionabile di tre mesi. Congelare i requisiti costerebbe 3 miliardi di euro, una cifra troppo alta. L’aumento prenderà forma in via graduale.

Dal 2027 passerà a 67 anni e 1 mese e crescerà di altri due mesi solo dal 2028 con un blocco che riguarderà solo chi svolge attività usuranti e gravose.

Ad aumentare sarà anche il requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria che passerà a:

  • 43 anni e 1 mese di contributi per gli uomini;
  • 42 anni e 1 mese di contributi per le donne.

Previsto anche l’incremento di 20 euro per le pensioni minime per chi si trova in condizione di difficoltà e la conferma dell’Ape sociale.

Nelle ultime fasi di lavoro ha poi fatto discutere l’ipotesi di una doppia stretta per l’accesso alla pensione nei prossimi anni:

  • dal 2032 si allungano i tempi per poter vedere il primo assegno: la finestra mobile passerebbe gradualmente da 3 a 6 mesi nel 2035;
  • dal 2031, inoltre, aumentano anche i tempi per uscire dal lavoro con una estensione di sei mesi che arriva a due anni e mezzo nel 2035.

Le novità non sono state inserite nella Manovra 2026 approvata da Camera e Senato, ma nel nuovo impianto del testo altre sorprese hanno trovato spazio.

Durante l’iter parlamentare, infatti, sono stati inseriti dei tagli alle risorse per l’accesso alla pensione di lavoratori e lavoratrici precoci e di coloro che svolgono mansioni usuranti.

Nel pacchetto di misure è stata inserita anche la norma relativa al silenzio assenso per la destinazione del TFR ai fondi pensione: se il dipendente non esprime esplicitamente la volontà di mantenere il TFR in azienda o presso l’INPS entro 60 giorni, verrà destinato automaticamente ai fondi pensione.

E inoltre si esclude la possibilità di cumulare la rendita dei fondi pensione con l’assegno ordinario per raggiungere l’importo soglia che garantisce l’accesso alla pensione anticipata nel sistema contributivo.

Legge di Bilancio 2026: novità anche per le imprese

Infine, la Legge di Bilancio 2026 traccia le prospettive del nuovo anno anche per le imprese:

  • reintroduzione dell’iper ammortamento per investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, secondo il modello “Industria 4.0”, effettuati dalle imprese dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La maggiorazione da applicare al costo arriva fino al 180 per cento;
  • rifinanziamento del credito d’imposta per la zona economica speciale (ZES) Unica fino al 2028 e nuovi fondi anche per le domande già presentate;
  • 100 milioni per il bonus ZES, zone logistiche semplificate, fino al 2028;
  • rifinanziamento del fondo Industria 4.0 per 1,3 miliardi di euro: per riconoscere il credito d’imposta alle aziende che hanno investito in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese prima del 31 dicembre 2025;
  • rifinanziamento di 200 milioni di euro per l’anno 2026 e di 450 milioni di euro per l’anno 2027 anche per la Nuova Sabatini;
  • nuovo blocco per plastic e sugar tax per tutto il 2026.

I lavori non finiscono con l’approvazione della Manovra 2026

Per l’approvazione della Manovra 2026 il Governo e il Parlamento hanno utilizzato quasi tutto il tempo a disposizione.

È ormai una prassi. E ogni anno si approva la Legge di Bilancio a ridosso del 31 dicembre, a un passo dell’esercizio provvisorio, che prevede un meccanismo di gestione limitata della spesa pubblica.

Leggi di BilancioData di approvazione
LEGGE n. 207/2024 30 dicembre
LEGGE n. 213/2023 30 dicembre
LEGGE n. 197/2022 29 dicembre
LEGGE n. 234/2021 30 dicembre
LEGGE n. 178/2020 30 dicembre
LEGGE n. 160/2019 27 dicembre
LEGGE n. 145/2018 30 dicembre

Ma il cantiere delle Manovre non si conclude del tutto con il via libera del Parlamento: dal bonus scuole paritarie alla carta dedicata a te, passando per gli esoneri contributivi per le assunzioni. I testi da firmare sono circa 100.

Molte delle misure inserite nel testo diventeranno concrete solo con la definizione di provvedimenti attuativi con tutte le regole operative.

Una consuetudine che, nella maggior parte dei casi, lascia in stand by numerosi bonus, agevolazioni e novità a causa della lentezza burocratica.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network