Quali sono le conseguenze nel caso di controlli fiscali che accertino che il saldo cassa della contabilità aziendale è in negativo?
La cassa contanti è un conto che non può mai chiudere in negativo - non ha senso col segno meno - per cui va costantemente monitorato.
La datata ma sempre attuale ordinanza della Corte di Cassazione n. 25676/2024 fornisce diversi spunti in ordine alle ipotesi di saldo negativo di cassa, riscontrato dai verificatori fiscali.
Analizziamo, quindi, l’intervento, che si pone sulla scia di una serie di precedenti.
Saldo cassa negativo e ricavi “in nero”
Con avviso di accertamento notificato ad una S.r.l., l’Agenzia delle Entrate per l’anno d’imposta 2006 recuperava a tassazione maggiori ricavi per 176.384,76 euro e minori costi per 81.500 euro.
In particolare l’Amministrazione procedeva alla quantificazione dei ricavi in via induttiva contestando la sussistenza di conti cassa in negativo, rilevando numerosi apporti di cassa effettuati in contanti dal legale rappresentante della società e ipotizzando la falsa apparenza di una informale capitalizzazione giustificata in contabilità quale apporto del socio o quale finanziamento infruttifero.
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Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Ricavi “in nero” e saldo cassa negativo