Scadenze fiscali dicembre 2020: dopo imposte e dichiarazione dei redditi, è il mese dell’IMU

Anna Maria D’Andrea - Scadenze fiscali

Scadenze fiscali dicembre 2020, ad aprire il calendario è la proroga di imposte e dichiarazione dei redditi. Slitta il rinvio di IVA, ritenute e contributi del 16 dicembre, mentre resta fermo nello scadenzario del mese l'appuntamento con l'IMU, il saldo e la dichiarazione annuale.

Scadenze fiscali dicembre 2020, è la proroga di imposte e dichiarazione dei redditi a segnare l’avvio del calendario degli adempimenti del mese.

Dopo la proroga prevista dal decreto Ristori quater, il 10 dicembre 2020 è il termine per inviare la dichiarazione dei redditi, dell’Irap e del modello 770. Stesso termine anche per pagare il secondo acconto delle imposte dovute dalle partite IVA che non rientrano nei requisiti per il rinvio al 30 aprile 2021.

A caratterizzare il calendario delle scadenze fiscali di dicembre è sicuramente il versamento del saldo IMU 2020, che resta fissato al 16 dicembre. Anche per l’IMU però bisogna fare i conti con le novità introdotte negli ultimi mesi, cioè la cancellazione per specifiche categorie di immobili commerciali e per il rinvio del termine per pagare il conguaglio annuale.

L’emergenza Covid-19 stravolge e complica lo scadenzario di dicembre 2020: per gli adempimenti periodici in materia di IVA, Irpef e contributi INPS, il Ristori quater prevede una nuova proroga, con diversi vincoli e requisiti da considerare.

Solleva invece non pochi dubbi la scadenza dell’acconto IVA, fissata al 28 dicembre 2020. La proroga non è certa, e si attendono chiarimenti specifici da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Scadenze fiscali 10 dicembre 2020: secondo acconto imposte, dichiarazione dei redditi e modello 770

Il primo appuntamento del mese è quello con la dichiarazione dei redditi e le imposte, dopo la proroga introdotta dal decreto Ristori quater.

Il 10 dicembre 2020 è innanzitutto la nuova scadenza del secondo acconto 2020 per i titolari di partita IVA.

La proroga del termine ordinario, fissato al 30 novembre, si applica a tutti gli operatori economici, mentre ne restano esclusi i non titolari di partita IVA (dipendenti, pensionati, soci e collaboratori). A scandire il calendario dei versamenti è però anche la proroga lunga al 30 aprile 2021.

La proroga dei versamenti del 10 dicembre 2020 è a più livelli:

  • l’articolo 98 del decreto legge n. 104/2020 ha previsto la proroga del secondo acconto delle imposte sui redditi 2020 al 30 aprile 2021 per le partite IVA che, nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, hanno subito un calo di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33%;
  • la possibilità di beneficiare della proroga del secondo acconto Irpef si applica altresì alle partite IVA che esercitano attività incluse nei due elenchi dei codici ATECO allegati al decreto Ristori bis all’interno delle zone rosse.
  • non pagano il secondo acconto il 10 dicembre 2020 anche i ristoranti in zona arancione, a prescindere dal calo di fatturato registrato;
  • il decreto Ristori quater estende il rinvio al 30 aprile 2021 dei versamenti relativi alla dichiarazione dei redditi alle imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019;
  • la proroga si applica inoltre alle attività oggetto delle misure restrittive del Dpcm del 3 novembre e a quelle operanti nelle zone rosse, nonché per i ristoranti in zona arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dall’andamento dello stesso.

Proroga della scadenza al 10 dicembre 2020 anche per la presentazione della dichiarazione dei redditi ex Unico e del modello Irap. In aggiunta, entro tale data bisognerà inviare il modello 770 e le certificazioni uniche dei lavoratori autonomi.

Scadenze fiscali 16 dicembre 2020: saldo IMU senza conguaglio. Chi paga e novità sulla cancellazione della seconda rata

Nel calendario delle scadenze fiscali di dicembre 2020 c’è l’IMU, con il saldo che come di consueto dovrà essere versato entro il 16 dicembre 2020.

Il calcolo della seconda rata dell’IMU segue le stesse regole già previste per l’acconto. Bisognerà pagare la metà di quanto versato nel 2019, considerando la proroga prevista dalla legge di conversione sullo stato d’emergenza Covid-19, che consente ai Comuni di adottare le nuove delibere entro la fine del 2020.

Il conguaglio dovuto, sulla base delle nuove aliquote, scandirà il calendario delle scadenze fiscali 2021: il termine di versamento è fissato al 28 febbraio 2021.

C’è poi da considerare l’ampia, seppur circoscritta, cancellazione della scadenza IMU del 16 dicembre 2020 per i soggetti passivi e gestori di attività esercitate in specifiche categorie di immobili.

Rimandando all’articolo dedicato per un’analisi completa di chi paga e chi no, facciamo alcuni esempi.

Ai sensi del decreto Agosto, accedono alla cancellazione dell’IMU gli immobili relativi ad attività turistiche e dello spettacolo (come cinema, teatri, discoteche).

L’estensione si applica inoltre agli immobili in cui si svolgono le attività sospese dal dpcm del 24 ottobre 2020, e le relative pertinenze.

Nelle zone rosse, la cancellazione della scadenza IMU del 16 dicembre 2020 si applica anche agli immobili relativi ad ulteriori attività, come quelle del commercio al dettaglio e dei servizi alla persona.

Scadenze fiscali 16 dicembre 2020: IVA, ritenute Irpef e contributi INPS, i requisiti per la proroga

Cambiano anche le scadenze fiscali del 16 dicembre 2020. Il decreto Ristori quater prevede la proroga dei versamenti dell’IVA dovuta a dicembre, contributi e ritenute Irpef.

I versamenti periodici slittano al 16 marzo 2021, in favore dei seguenti soggetti:

  • partite IVA con ricavi e compensi fino a 50 milioni di euro nel 2019, che hanno subito un calo di fatturato pari almeno al 33% su novembre 2020 rispetto a novembre 2019;
  • partite IVA che hanno avviato l’attività dal 30 novembre 2019, a prescindere dai parametri di ricavi e fatturato;
  • partite IVA che esercitano attività sospese ai sensi del DPCM del 3 novembre 2020;
  • ristoranti in zone rosse o arancioni;
  • i soggetti che operano nei settori economici individuati nell’Allegato 2 al Decreto Ristori bis, ovvero soggetti che esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle zone rosse.

Scadenze fiscali 28 dicembre 2020: acconto IVA

Resta invece dubbia la proroga dell’acconto IVA. La scadenza è fissata al 28 dicembre 2020, e nel decreto Ristori quater non c’è una menzione specifica dell’adempimento.

L’articolo 2 del decreto n. 157 del 30 novembre 2020 (quello che rinvia il termine dei versamenti periodici), stabilisce in maniera generica la proroga dei versamenti relativi all’IVA dovuti a dicembre. Non è chiaro se si faccia riferimento anche all’acconto annuale dell’imposta.

In attesa di chiarimenti, ricordiamo che l’acconto IVA può essere calcolato con:

  • metodo storico,
  • metodo previsionale,
  • metodo analitico.

Il primo è sicuramente il più utilizzato, poiché considerato più utile e più semplice, mentre gli altri due meglio si adattano a talune situazione.

Così come per la generalità degli acconti, anche per l’IVA annuale è possibile adottare il metodo previsionale. L’acconto dovuto è in questo caso pari all’88% dell’IVA che si prevede di dover versare a dicembre (per i mensili), in sede di dichiarazione annuale per i trimestrali ordinari o per il quarto trimestre per i contribuenti trimestrali “speciali”.

A differenza di quanto previsto per le imposte sui redditi, non vi sono moratorie sulle sanzioni previste in caso di scostamento tra IVA emersa dalla dichiarazione annuale ed acconto versato con metodo previsionale.

Scadenze fiscali 28 dicembre 2020: invio Intrastat

Entro la scadenza del 28 dicembre 2020, gli operatori intracomunitari con obbligo mensile dovranno effettuare l’invio degli elenchi Intrastat.

Nel dettaglio, la scadenza riguarda la trasmissione degli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente nei confronti di soggetti UE.

Gli elenchi Intrastat possono essere presentati esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Dogane mediante il Servizio Telematico Doganale E.D.I. (Electronic Data Interchange) oppure all’Agenzia delle Entrate sempre mediante invio telematico.

Scadenze fiscali 31 dicembre 2020: dichiarazione IMU

Chiude il calendario delle scadenze di dicembre 2020 la dichiarazione IMU, adempimento che consente al contribuente di mettere a conoscenza il proprio Comune di quelle variazioni, oggettive o soggettive, che impattano sul calcolo dell’imposta dovuta.

I soggetti obbligati ad inviare la dichiarazione IMU entro la scadenza del 31 dicembre sono, tra gli altri, coloro che possiedono:

  • immobile concesso in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta di primo grado (comodato genitori-figli), allegando il contratto di comodato d’uso registrato;
  • immobile inagibile o inutilizzabile per usufruire della riduzione del 50% sulle imposte nel caso di immobili inagibili per cause strutturali accertate dal Comune d’ubicazione;
  • fabbricati di interesse storico e artistico, per i quali è stabilita la riduzione del 50% della base imponibile Imu e Tasi;
  • casa coniugale affidata all’ex, il coniuge assegnatario è obbligato a presentare la dichiarazione nel caso in cui il Comune in cui è ubicata la casa affidata non coincide con quello in cui si è spostato o con il Comune in cui è nato;
  • coniugi con due immobili nello stesso Comune, è obbligatorio presentare la dichiarazione Imu per scegliere quale delle due abitazioni destinare come prima casa e quindi esentare dall’imposta;
  • trasferimento per motivi di servizio, anche per i membri delle Forze Armate, per certificare il diritto a mantenere l’esenzione dell’imposta sulla prima casa anche nel caso di cambio di residenza.

L’invio della dichiarazione IMU dovrà essere effettuato al Comune in cui è ubicato l’immobile.

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