Leasing: gestione contabile e fiscale. Focus su metodo finanziario e patrimoniale

Francesco Oliva - Bilancio e principi contabili

Registrazioni contabili del leasing e scritture in partita doppia con il metodo finanziario e con il metodo patrimoniale, considerazioni di carattere fiscale: guida alla gestione amministrativa del contratto di leasing.

Leasing: gestione contabile e fiscale. Focus su metodo finanziario e patrimoniale

Il contratto di leasing rappresenta una modalità di acquisizione dei beni strumentali o cespiti (materiali o immateriali) cui l’imprenditore può ricorrere in luogo dell’acquisto presso terzi o alla produzione (costruzione) in economia.

Si tratta di un contratto commerciale definito “atipico” fino al 2017 poiché non contemplato né dal codice civile né da altre leggi speciali. Dal 2017, invece, il leasing è stato tipizzato dalla Legge numero 172/2017 di conversione del Decreto legge 148/2017.

Esistono due metodologie di contabilizzazione del leasing:

  • il metodo patrimoniale (o dei canoni);
  • il metodo finanziario.

Leasing: registrazioni contabili con il metodo patrimoniale

Il metodo patrimoniale (o dei canoni) è quello utilizzato in Italia.

In questo caso il bene rimane di proprietà della società concedente: continuerà a figurare quindi nel suo attivo dello stato patrimoniale. L’imprenditore/società utilizzatore non iscrive il bene tra le immobilizzazioni ma registra l’impegno assunto contrattualmente nei conti d’ordine: beni in leasing (dare) a società di leasing conto impegni (avere).

Nel conto economico, invece, quest’ultimo/a contabilizza i canoni di leasing periodici cosi come risultanti dalle fatture passive ricevute.

Leasing: cos’è e contabilizzazione del maxi canone?

Spesso il contratto di leasing prevede il pagamento di un “maxi canone” iniziale: si tratta di una sorta di acconto sul valore complessivo del bene che in alcuni casi può raggiungere percentuali del 20/25 %.

Questo maxi canone non può essere completamente imputato all’esercizio in cui si è manifestato finanziariamente. Perché? Perché per rispettare il principio della competenza economica è necessario ripartire tale valore per tutta la durata del contratto attraverso la tecnica dei risconti. Occorre fare molta attenzione però: ad ogni esercizio occorre “riaprire” il conto risconti attivi in modo da spegnere il conto acceso nel periodo precedente ed imputare cosi all’esercizio successivo la quota residua. Se la registrazione contabile è fatta correttamente nell’ultimo esercizio il mastrino risconti attivi avrà un saldo pari a zero.

Leasing e metodo patrimoniale: l’iscrizione in bilancio
L’imprenditore/società utilizzatore iscriverà il bene nello stato patrimoniale soltanto qualora, al termine del contratto, decida di esercitare il riscatto. In questo caso la fattura sarà registrata utilizzando un conto patrimoniale (macchinario, attrezzatura, ecc. dipende dall’oggetto del contratto). Tale bene sarà poi soggetto ad ammortamento secondo le regole ordinarie.

Leasing: registrazioni contabili con il metodo finanziario

Nel metodo finanziario, invece, il leasing viene contabilizzato (dal punto di vista dell’imprenditore/società utilizzatore) come se si trattasse dell’acquisto di un bene mediante ricorso ad un finanziamento esterno, con pagamento rateizzato. Attenzione: si tratta del metodo previsto dai principi contabili internazionali, IAS 17 nella fattispecie, nel caso di leasing finanziario. In caso di leasing operativo, invece, lo IAS 17 prevede le stesse regole contabili che abbiamo già visto nel metodo operativo.

Ricapitoliamo un attimo: in Italia contabilizziamo il leasing, a prescindere che si tratti di leasing finanziario od operativo, con il metodo patrimoniale.

Nell’ambito di applicazione dei principi contabili internazionali IAS-IFRS, invece, dobbiamo distinguere:

  • il leasing finanziario cui si applica il metodo finanziario;
  • il leasing operativo cui si applica il metodo patrimoniale.

Tornando al metodo finanziario, al momento della sottoscrizione del contratto, si rileva il “fair value” o valore corrente o valore di mercato del bene locato (oppure, se inferiore, il valore attuale dei pagamenti minimi previsti dal contratto) a fronte della simultanea registrazione del debito di finanziamento nei confronti del locatore (società di leasing).

Successivamente, in occasione del pagamento periodico delle rate (versamento dei canoni), si rendicontano gli oneri associati al finanziamento e, per la parte residua, si riduce il debito (quota capitale) nei confronti del locatore.

Di conseguenza nel metodo finanziario dobbiamo distinguere due componenti:

Quota capitale: riduce il debito finanziario iscritto nel passivo dello S.P.;
Quota interessi: viene imputata a conto economico come componente negativa di reddito accesa ai costi finanziari.

Il caso del “cambio” di rilevazione contabile del leasing durante il corso del contratto: la deducibilità per la giurisprudenza di merito

Recentemente la gestione contabile e fiscale del leasing è stata oggetto di un interessante intervento di Giorgio Gavelli sul Sole 24 Ore.

In questa sede è stato affrontato il tema del cambio di rilevazione contabile del leasing durante l’ordinario corso del contratto; secondo i giudici di merito (Ctp Milano e Ctr Lombardia 4221/16/2018):

è illegittimo l’avviso di accertamento con cui l’ufficio riprende a tassazione i componenti negativi di reddito dedotti da un’impresa che modifica in corso di contratto il criterio di rilevazione della locazione finanziaria, passando dal “metodo patrimoniale” previsto dai vigenti Oic al “metodo finanziario” proprio degli Ias/Ifrs

Tale variazione, secondo i giudici, è stata motivata dall’esigenza di applicare il principio di prevalenza della sostanza sulla forma.

Lo stesso Gavelli evidenzia tuttavia come si tratti di un tema assai controverso, su cui la dottrina prevalente non ritiene comunque possibile che le imprese che non adottano i principi contabili internazionali Ias/Ifrs possano derogare alla disciplina prevista dal codice civile e dai principi contabili nazionali (a questo proposito si veda, in particolare, il principio contabile nazionale OIC numero 11).

Leasing: contabilizzazione in partita doppia

In partita doppia si registrerà inizialmente (alla data di stipula del contratto) quanto segue:

Attrezzatura in leasing - DARE (VFA)
Debiti verso società di leasing – AVERE (VFP)

In occasione del ricevimento delle fatture periodiche:

Debiti vs società di leasing – DARE (VFA)
Oneri finanziari – DARE (VFA)
Debiti vs fornitori –AVERE (VFP)

Ovviamente in occasione del pagamento della fattura avremo:

Debiti vs fornitori – DARE (VFA)
Banca x c/c – AVERE (VFP)

Leasing: cos’è il contratto del sale and lease-back?

Una variante, che può essere utile conoscere almeno per grandi linee, è quella del sale and lease-back (retrolocazione). Si tratta dell’operazione doppia di cessione di un bene ad un terzo e contemporanea stipula di un contratto di leasing per l’utilizzo dello stesso bene, con correlazione tra canoni locatori e prezzo di vendita. Le parti dunque, sono da un lato il venditore/locatario, e dall’altro il compratore/locatore. Secondo i principi internazionali i risvolti contabili dipendono sempre dal tipo di leasing sottostante: metodo finanziario per il leasing finanziario, metodo patrimoniale per il leasing operativo.

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