L’ennesima proroga in corsa

Salvatore Cuomo - Scadenze fiscali

Siamo ormai a ridosso del termine del 1° marzo riguardante il pagamento delle rate 2020 sospese per effetto di provvedimenti Covid, ma della più volte anticipata ed ennesima proroga non vi è stata traccia ufficiale, fino al comunicato stampa del MEF pubblicato oggi 27 febbraio 2021.

L'ennesima proroga in corsa

Oggi è stato pubblicato dal MEF il comunicato stampa numero 36 che annuncia un prossimo provvedimento di proroga riguardante le rate 2020 sospese della rottamazione ter, del saldo e stralcio ed anche la rata 2021 in scadenza lunedì prossimo.

Anticipazioni di stampa delineano quello che sarà il primo provvedimento del Governo Draghi riguardante i contributi a sostegno delle imprese e le proroghe dei versamenti di cui sopra.

Alcune di queste confermano le indiscrezioni che in questo mese sono trapelate dai Palazzi romani:

  • La valutazione di una ulteriore proroga di due mesi del termine di pagamento delle cartelle, del saldo e stralcio, delle rottamazioni e delle rateazioni riguardanti i debiti verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione.
  • Il ristoro per le imprese che hanno avuto una riduzione dell’attività 2020 misurabile su base annua in almeno il 33% rispetto al 2019, con l’abbandono definitivo del riferimento ai codici Ateco che tante polemiche e discrasie aveva suscitato.
  • La riedizione della rottamazione delle cartelle riguardante anche periodi esclusi dalle precedenti edizioni.

Le anticipazioni meglio precisano l’ipotizzato perimetro dell’intervento previsto che utilizzerà i 32 miliardi di euro stanziati dal precedente Governo Conte II con l’ultimo scostamento di Bilancio approvato dalle Camere.

Proroga scadenze nel decreto Sostegno e nuova edizione della rottamazione

L’atteso provvedimento rinominato Decreto Sostegno, che potrà forse essere emanato già lunedì prossimo dopo la formalizzazione della nomina dei sottosegretari, vedrebbe legate la proroga delle scadenze AdER alla nuova edizione della rottamazione, nell’ambito della quale è previsto anche il saldo e stralcio delle cartelle per importi inferiori ai 5.000 euro.

Va certo considerato che il Governo Draghi si è insediato da pochi giorni, e che il Ministro Franco ed i tecnici del MEF stanno trattando un provvedimento che deve esprimere nella sua formulazione l’indirizzo tecnico politico di una maggioranza diversa dalla precedente compagine governativa, e che la complessità della sua articolazione necessità dei tempi tecnici essenziali per la sua corretta formulazione.

Il Governo uscente poteva forse considerare meglio questo aspetto, fin da quando aveva deciso di lasciare a quello entrante ogni decisione in merito ai Ristori.

Proroga in corsa, professionisti in difficoltà

Il termine attualmente vigente è stato appena prorogato “di fatto” ma in questo ultimo mese più volte i professionisti tributari si sono trovati nell’obiettiva incertezza di come consigliare al meglio il cliente in difficoltà finanziaria riguardo il se pagare o attendere l’annunciata proroga.

Parliamo di contribuenti in reali condizioni critiche, quali ad esempio il ristoratore operante in un centro storico o in una località turistica, l’imprenditore alberghiero, i diversi altri soggetti economici operanti nell’ambito dell’intrattenimento e spettacolo, gli operatori nei centri commerciali, ancora in attesa delle istruzioni operative per chiedere il fondo perduto a loro dedicato, o anche chi aveva diritto ai fondi delle precedenti edizioni del fondo perduto per istanze dapprima escluse e poi sbloccate a seguito di autotutele i cui accrediti ancora oggi latitano.

Quanti colleghi sono stati fino a poche ore fa alle prese con il dubbio su cosa rispondere al riguardo a chi, dopo un anno di fermo economico da DPCM, ha le casse in profondo rosso?

E questo anche dopo aver fruito dei pochi fondi provenienti dai precedenti decreti ristori o dai finanziamenti garantiti dallo Stato del Decreto Liquidità, utilizzati per la “sopravvivenza” dell’impresa mentre, nell’attesa dell’emanazione dell’agognato Decreto Sostegno, si trova nella condizione di non potersi rivolgere ad un sistema bancario che non è certo disposto ad esporsi ulteriormente verso soggetti in tali condizioni.

Forse più che il chiedere di essere inseriti tra le categorie prioritarie da vaccinare si dovrebbe pretendere una maggiore attenzione a questo come ad altri aspetti ben più importanti della professione.

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