Fisco, due mesi da bollino rosso: prima scadenza per POS-RT, parte la dichiarazione dei redditi

Anna Maria D’Andrea - Scadenze fiscali

Marzo e aprile due mesi carichi di adempimenti e scadenze fiscali. Atteso il lancio del collegamento POS-RT, ma con l'invio delle CU 2026 parte anche la stagione della dichiarazione dei redditi

Fisco, due mesi da bollino rosso: prima scadenza per POS-RT, parte la dichiarazione dei redditi

Due mesi ricchi di appuntamenti con il Fisco.

Marzo e aprile inaugurano la lunga stagione della dichiarazione dei redditi.

La prima delle scadenze da annotare è quella relativa all’invio delle CU 2026. Ad essere chiamati in campo sono anche i diversi soggetti tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese che confluiranno nel 730 precompilato.

Non da meno, è atteso ormai a brevissimo il debutto del servizio per il collegamento tra POS e registratori di cassa telematici (RT).

L’avvio è previsto per giovedì 5 marzo, ma ancora si attende la conferma ufficiale dell’Agenzia. Quel che è certo è che si va verso un nuovo tassello nella digitalizzazione del rapporto con il Fisco, pensato per dare un nuovo sprint al contrasto all’evasione.

È inoltre tempo di valutare i vantaggi dell’adesione alla rottamazione quinquies, per la quale sarà possibile fare domanda entro la scadenza ultima del 30 aprile prossimo.

Fisco, debutta il 5 marzo il collegamento POS-RT. Prima scadenza il 19 aprile

Partito dal 2019 con il lancio della fatturazione elettronica, seguito poi dall’introduzione dello scontrino elettronico, con l’obbligo di collegare POS e RT il Fisco digitale compie un passo in più, chiamando le partite IVA interessate così come gli intermediari a confrontarsi anche con nuove sanzioni.

Dal 1° gennaio 2026 è in vigore la norma che impone di far dialogare i pagamenti effettuati in modalità elettronica con i corrispettivi trasmessi all’Agenzia delle Entrate. Da questa data è fondamentale per la platea di soggetti obbligati prestare attenzione alla corretta indicazione del metodo di pagamento nel documento commerciale e, quindi, nel set dei dati inviati a cadenza giornaliera.

In caso contrario, è prevista l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro.

Il collegamento tra POS e registratore di cassa è l’ulteriore tassello che completerà il nuovo metodo di “dialogo telematico”.

L’Agenzia delle Entrate ha emanato alla fine di ottobre dello scorso anno il provvedimento con le regole operative, mentre le linee guida pratiche sono state diffuse il 19 febbraio 2026.

Ancora non è stato dato avviso dell’apertura del servizio telematico che consentirà di procedere con l’abbinamento, anche se in diverse occasioni l’Agenzia delle Entrate ha annunciato come data di partenza quella del 5 marzo.

Salvo quindi passi indietro, ne deriva che la prima scadenza da tenere a mente sarà quella del 19 aprile, decorsi i 45 giorni di tempo previsti per i POS già in uso a gennaio.

Non sempre “basta un click” per abbinare POS e registratori di cassa

Sebbene all’atto pratico la procedura appare semplice da gestire, sarà fondamentale prepararsi al meglio, in particolare per i casi più complessi come ad esempio i negozi con più punti vendita.

Ne abbiamo parlato in una diretta video con Sandra Pennacini, fiscalista nonché formatrice esperta che terrà sul portale academy.informazionefiscale.it un webinar lunedì 2 marzo dedicato al collegamento POS-RT.

Diversi gli ostacoli di natura pratica, in primis la necessità di far corrispondere ciascun terminale al relativo registratore telematico. L’esercente sarà quindi tenuto a creare un vero e proprio “inventario” per evitare errori di abbinamento.

Da tenere a mente inoltre, in caso di gestione dell’adempimento da parte dell’intermediario, la necessità di aver ottenuto l’apposita delega ad operare per conto del contribuente.

Non basta la delega per la fatturazione elettronica o per il cassetto fiscale. Serve la delega “Accreditamento e censimento dispositivi”, spesso in possesso solo dei tecnici che fanno manutenzione alle casse e non dei commercialisti.

Per chi usa invece il software dell’AdE per la compilazione e l’invio del documento commerciale (senza cassa fisica) è necessario procedere personalmente.

A marzo anche la scadenza della CU 2026, parte la stagione dichiarativa

La necessità di confrontarsi con le novità si affianca agli adempimenti che caratterizzano il periodo. Marzo è il mese della Certificazione Unica, il prospetto che inaugura di fatto la stagione della dichiarazione dei redditi, già partita il 27 febbraio per quel che riguarda l’analisi delle novità dopo la pubblicazione della modulistica definitiva.

I sostituti d’imposta sono chiamati a procedere con l’invio telematico delle CU dei dipendenti entro il 16 marzo prossimo, data che consente all’Agenzia delle Entrate di predisporre dei dati utili per la messa a punto del modello 730 precompilato.

Quest’anno il calendario delle scadenze si fa in tre.

Dopo l’appuntamento di marzo seguirà la scadenza del 30 aprile per le CU degli autonomi e, successivamente, la coda ultima del 31 ottobre (2 novembre) per quelle relative a redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione dei redditi pronta all’uso.

TipologiaScadenza
CU dipendenti e pensionati 16 marzo 2026
CU autonomi 30 aprile 2026
CU contenente redditi esenti e\o esclusi da precompilata 31 ottobre 2026 (2 novembre)

In tutti i casi però è unico il termine per la consegna al percipiente: che si tratti di dipendenti o autonomi, è necessario consegnare la CU al percettore delle somme entro il 16 marzo.

Incrocio di scadenze a marzo per l’avvio del 730 precompilato entro il 30 aprile 2026

Sempre a servizio della precompilata, il 16 marzo è in programma anche la scadenza multipla per l’invio dei dati delle spese detraibili, appuntamento che interessa ad esempio gli amministratori di condominio, così come asili nido, scuole e università.

Per elaborare il modello 730 precompilato, così come il modello Redditi per le partite IVA in regime forfettario, l’Agenzia delle Entrate attinge infatti anche dai dati inviati dai cosiddetti soggetti terzi, veri e propri cooperanti diretti nell’opera di semplificazione dell’adempimento dichiarativo.

Partirà poi il lavoro che impegnerà il Fisco, insieme al partner tecnologico Sogei, nel lavoro di riordino e utilizzo delle informazioni a propria disposizione, seguendo il cronoprogramma che porterà il 730/2026 precompilato online entro la scadenza del 30 aprile.

Stando inoltre alle informazioni contenute nel PIAO pubblicato a inizio febbraio dall’Agenzia delle Entrate, si attende un’ulteriore semplificazione in materia di dichiarazione precompilata.

L’obiettivo è migliorare il percorso guidato del 730 in versione semplificata, per rendere il fai da te la modalità primaria per adempiere agli obblighi dichiarativi di dipendenti e pensionati.

Entro aprile anche la domanda per la rottamazione quinquies

I mesi di marzo e aprile saranno anche utili a valutare i benefici dell’adesione alla rottamazione quinquies.

Sarà possibile presentare domanda entro il 30 aprile 2026, in relazione ai carichi affidati dal 2000 al 2023 e che rientrano nel perimetro della nuova definizione agevolata.

La rottamazione quinquies offre al contribuente la possibilità di mettersi in regola senza dover versare sanzioni e interessi. La quota capitale del debito potrà essere versata in un massimo di 54 rate a cadenza bimestrale, secondo un piano di pagamenti che partirà a luglio e si chiuderà nel 2035.

Attenzione però: è previsto un minimo di 100 euro per ciascuna rata, fattore che riduce il calendario per le cartelle di importo più basso.

Tra le insidie della nuova pace fiscale, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, vi è la gestione delle cartelle miste, contenenti in parte carichi ammessi e in parte esclusi dalla rottamazione.

In caso di rateazioni ordinarie in essere, sarà fondamentale non sospendere il pagamento delle quote escluse dal perimetro delle agevolazioni, per evitare di incorrere nella decadenza e nella conseguente impossibilità di dilazionare nuovamente le somme dovute.

E qui emerge un paradosso: ad oggi per poter proseguire con i pagamenti bisogna recarsi fisicamente presso gli sportelli della Riscossione per l’emissione dei bollettini.

Non è possibile procedere online, e nonostante la linea della digitalizzazione del rapporto tra Fisco e contribuenti, la gestione “analogica” è in questo caso l’unica via per evitare errori dagli effetti pesanti.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network