Pagamento pensione marzo 2026: il cedolino con gli aumenti

Francesco Rodorigo - Pensioni

La pensione di marzo è in pagamento. I dettagli sull'importo dell'accredito nel cedolino INPS. Questo mese sono versati gli aumenti previsti dalla Legge di Bilancio

Pagamento pensione marzo 2026: il cedolino con gli aumenti

La pensione di marzo 2026 è in pagamento.

Come di consueto pensionati e pensionate ricevono l’accredito INPS nel primo giorno bancabile del mese. A marzo l’attesa è breve, il nuovo pagamento arriva lunedì 2.

Nessuna differenza nei tempi di accredito. La data è la stessa sia per chi riceve le somme spettanti tramite Poste Italiane sia per coloro che le ottengono attraverso le banche.

In molti questo mese ricevono un importo più alto per via dell’applicazione delle novità introdotte con la Legge di Bilancio 2026.

Tutti i dettagli relativi all’importo in pagamento dall’INPS sono contenuti nel cedolino della pensione, disponibile online sul sito istituzionale.

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Pagamento pensione marzo 2026: data di accredito e cedolino con gli aumenti

Finisce l’attesa per il nuovo pagamento della pensione. L’accredito viene effettuato nel primo giorno bancabile del mese che, per marzo, coincide con lunedì 2, proprio come previsto dalla tabella di marcia INPS con tutte le date di accredito previste fino a fine anno.

Per il nuovo pagamento, pertanto, la data che i pensionati e le pensionate devono segnare in calendario per l’accredito della pensione è quella di oggi, 2 marzo 2026.

Tutti gli importi in pagamento sono dettagliati nell’apposito servizio INPS: il cedolino della pensione. Questo servizio offre, infatti, la panoramica dei vari elementi che hanno un impatto sul calcolo dell’importo della pensione.

Come ogni mese, pensionati e pensionate possono accedere al servizio online disponibile sul sito INPS tramite le seguenti credenziali:

  • PIN rilasciato dall’INPS;
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

Va specificato che il PIN INPS non è più attivo dal 2020, ed è rimasto a disposizione solo per i cittadini e le cittadine italiane che risiedono all’estero e non possiedono un documento di riconoscimento italiano.

Ricordiamo che per effetto della rivalutazione annuale dell’1,4 per cento, l’aumento è pieno per le pensioni fino a 4 volte il minimo INPS, mentre scende al 90 per cento per quelle tra 4 e 5 volte il minimo e al 75 per cento per quelle superiori a 6 volte il minimo.

Alla luce di tali novità, la rivalutazione 2026 è riconosciuta come indicato in tabella.

Dal 1° gennaio 2026 Fasce di importo Percentuale indice perequazione da attribuire Aumento del Fasce di importo
Fino a 4 volte il Trattamento Minimo 100 1,4 per cento fino a 2.413,60
Tra 4 e 5 volte il TM 90 1,26 per cento da 2.413,61 a 3.017
Oltre 5 volte il TM 75 1,05 per cento oltre 3.017,01

Ma dal mese di marzo si applicano anche le altre novità previste dalla dalla Legge di Bilancio 2026 che garantiscono aumenti dell’assegno pensionistico a chi ne ha diritto.

Nello specifico, sono due i fattori che determinano pensioni più ricche a partire da marzo 2026:

  • la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35 al 33 per cento per lo scaglione di reddito tra i 28.000 euro e i 50.000 euro per i titolari di pensioni e di prestazioni di accompagnamento alla pensione;
  • l’incremento mensile di 20 euro legato alle maggiorazioni sociali riconosciute ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni ed agli invalidi civili totali maggiorenni con basso reddito.

Come confermato dall’Istituto, a partire dal pagamento delle pensioni di marzo gli importi sono adeguati alle novità. E con la pensione di marzo sono accreditate anche le somme aggiuntive spettanti non erogate a gennaio e febbraio.

Non solo aumenti però. Come sempre, hanno un loro peso sulle cifre in arrivo a marzo 2026 anche l’IRPEF mensile e le addizionali regionali e comunali relative al 2025. Si tratta delle trattenute fiscali in 11 rate che si applicano nell’anno successivo a quello cui si riferiscono.

Sempre sul rateo di pensione di marzo 2026, ha fatto sapere l’INPS, possono essere presenti ulteriori conguagli a credito o a debito, dovuti al ricalcolo che l’Istituto, prima dell’emissione della Certificazione Unica 2026, deve effettuare, tenendo conto non solo delle prestazioni pensionistiche, ma anche di tutte le ulteriori prestazioni eventualmente pagate a uno stesso soggetto nel corso del 2025.

Pagamento pensioni marzo 2026: come ritirare in contanti

Come di consueto, a partire da lunedì 2 marzo, i pensionati e le pensionate che ricevono trattamenti pensionistici, assegni, pensioni e indennità di accompagnamento tramite Poste Italiane possono ritirare in contanti gli importi accreditati dall’INPS se non superiori a 1.000 euro netti.

Sebbene non sia più previsto l’accesso agli uffici in ordine alfabetico, l’invito di Poste Italiane è quello di seguire alcuni accorgimenti per cui, per evitare assembramenti e tempi di attesa superiori alla media, si consiglia, ove possibile, di recarsi a ritirare la pensione in tarda mattinata o durante le ore pomeridiane privilegiando i giorni successivi ai primi.

In qualsiasi momento, invece, sempre a partire dal 2 marzo, i pensionati e le pensionate che hanno a disposizione un Libretto di Risparmio, un Conto BancoPosta o una Postepay Evolution potranno utilizzare gli sportelli Postamat per il prelievo in contanti dell’accredito INPS.

Si ricorda infine che le carte di debito associate a conti/libretti consentono di accedere a una polizza assicurativa che concede un risarcimento fino a 700 euro all’anno sui furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo effettuato dagli sportelli postali e dagli ATM Postamat.

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