Assegno unico 2026, senza ISEE importo più basso da marzo

Alessio Mauro - Leggi e prassi

Scaduto il termine del 28 febbraio per l’aggiornamento dell’ISEE, l’assegno unico sarà erogato per l’importo minimo a partire da marzo. C’è ancora tempo per recuperare gli arretrati

Assegno unico 2026, senza ISEE importo più basso da marzo

L’assegno unico scende d’importo a partire da marzo per chi non ha aggiornato l’ISEE.

Superata la scadenza del 28 febbraio 2026, chi non ha aggiornato l’indicatore alla base del calcolo del contributo mensile erogato dall’INPS riceverà l’importo minimo dalla prossima mensilità in pagamento.

Un taglio al quale è però possibile porre rimedio, presentando l’ISEE entro il mese di giugno.

Assegno unico 2026, perché a marzo sarà più basso senza nuovo ISEE

Le regole che disciplinano l’erogazione dell’assegno unico prevedono l’obbligo di aggiornamento annuale dell’ISEE.

Questo è infatti il parametro che permette di calcolare l’importo riconosciuto mese per mese, ed è quindi evidente la necessità per l’INPS di avere il quadro aggiornato della condizione economica del nucleo familiare richiedente.

Per i primi due mesi di ciascun anno, l’importo dell’assegno unico non cambia. Da marzo invece i valori vengono aggiornati, sulla base del calcolo ISEE.

Da qui la necessità di procedere con la presentazione dell’ISEE entro il termine del 28 febbraio, scadenza confermata anche ai fini dell’assegno spettante per il 2026.

In caso contrario l’INPS procederà a rideterminare al minimo l’importo riconosciuto, corrispondendo alle famiglie beneficiarie una somma pari a circa 58,30 euro mensili.

ISEE aggiornato entro il 30 giugno per il recupero degli arretrati

Superata la scadenza del 28 febbraio 2026, chi non ha aggiornato l’ISEE può in ogni caso rimettersi in regola, a patto però di non sforare i tempi supplementari concessi fino a giugno.

La data da annotare per presentare l’ISEE e quindi ottenere il ricalcolo dell’assegno unico, comprensivo di arretrati a partire da marzo, è quella del 30 giugno 2026.

Superata anche questa data, l’aggiornamento dell’indicatore a partire dal mese di luglio avrà impatti solo sul futuro: le somme relative alle mensilità pregresse non saranno conguagliate e, quindi, verranno di fatto perse.

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