Fattura elettronica, possibile estensione ai forfettari dal 2020

Fattura elettronica anche ai contribuenti in regime forfettario a partire dal 2020. L'ipotesi prende piede, accanto al possibile ripristino dei vecchi limiti d'accesso alla tassazione agevolata per i titolari di partita IVA.

Fattura elettronica, possibile estensione ai forfettari dal 2020

Fattura elettronica verso l’estensione anche ai forfettari, quei titolari di partita IVA di dimensioni minori. L’ipotesi è in campo, e potrebbe rappresentare una delle importanti novità fiscali del 2020.

La fattura elettronica è stata introdotta per le operazioni tra privati a partire dal 1° gennaio 2019, lasciando tuttavia fuori una grossa fetta di imprese e professionisti, complice anche l’estensione del regime forfettario alle partite IVA con ricavi o compensi fino a 65.000 euro.

L’ipotesi che la fattura elettronica sia estesa erga omnes dal 2020 si fonda su due diverse ragioni:

  • la prima è una nuova spinta alla digitalizzazione delle transazioni tra privati al fine di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e potenziare le strategie di controllo dell’Agenzia delle Entrate,
  • la seconda è la possibile riduzione dei limiti per l’accesso al regime forfettario, con un ritorno ai parametri vigenti fino al 2018.

Quel che è certo è che tra i piani del nuovo Governo PD-M5S c’è quello di combattere l’evasione fiscale, anche rendendo più trasparenti le transazioni commerciali. La fatturazione elettronica potrebbe quindi fare un nuovo importante passo dal 1° gennaio 2020.

Fattura elettronica, possibile estensione ai forfettari dal 2020

È da alcune settimane che si vocifera della possibilità che il regime forfettario sia nuovamente riformato con la Legge di Bilancio 2020.

Una scelta non solo politica, che segnerebbe sicuramente un importante cambio di rotta del nuovo Governo in campo fiscale, ma dettata anche da ragioni di gettito ed equità.

Una delle prime novità che tra gli “addetti ai lavori” viene data quasi per certa è l’estensione della fattura elettronica anche ai forfettari, attualmente esonerati.

Potrebbe quindi saltare totalmente l’esclusione di tale categoria di titolari di partita IVA dal nuovo obbligo, rendendo di fatto universale la fatturazione elettronica così come tra l’altro previsto per lo scontrino elettronico a partire dal 1° gennaio 2020.

Non si dimentichi che la fattura elettronica è “figlia” della politica fiscale del PD, che da sempre la considera come strumento importante per la lotta all’evasione fiscale. Il nuovo Governo potrebbe quindi completare e perfezionare un progetto nato ed avviato gradualmente dal 2015.

Fattura elettronica ai forfettari, un’estensione necessaria

L’avvio della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019 per le operazioni B2B e B2C ha portato a non poche problematiche di ordine pratico.

Criticabile è stata la modalità di gestione di un obbligo che, gioco forza, si è dovuto scontrare con la scarsa propensione a digitalizzazione ed innovazione di buona parte delle imprese italiane, oltre che con il problema del digital divide.

Sarebbe tuttavia un’ipocrisia non constatare come, dopo una prima fase di avvio, l’obbligo di fatturazione elettronica produca vantaggi anche per le imprese. L’addio alla carta, una maggior efficienza nei rapporti commerciali e la riduzione dei costi di gestione sono alcuni dei pro di un Fisco che continua la sua strada verso il “tutto online”.

L’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche ai forfettari diventa quindi quasi una scelta obbligata e naturale, e risolverebbe alcuni problemi di natura pratica.

È un dato di fatto che molte imprese, soprattutto quelle di dimensioni maggiori, hanno scelto di lavorare esclusivamente con fornitori aderenti al nuovo sistema di fatturazione. Un vincolo di natura organizzativa, viste le criticità che si verificherebbero nel caso di rapporti a “binario doppio” (si pensi alla necessità di una doppia modalità di conservazione delle fatture).

È questa la ragione per la quale molti titolari di partita IVA in regime forfettario hanno già adottato facoltativamente la nuova modalità di fatturazione elettronica, per non rischiare di essere tagliati fuori da una fetta importante di mercato.

Fattura elettronica anche ai forfettari con il ripristino dei vecchi limiti dal 2020

Estendere la fattura elettronica per perfezionare un processo di digitalizzazione delle procedure, così come per contrastare il problema endemico dell’evasione fiscale potenziando le strategie di controllo delle Entrate, trova il consenso di buona parte delle imprese e dei professionisti.

C’è tuttavia una diversa ipotesi che preoccupa.

Si fa avanti la possibilità che dal 2020 venga totalmente smantellato il sistema della flat tax voluto fortemente dalla Lega per i titolari di partita IVA. Un progetto che ha seguito due diverse direttrici:

  • l’estensione fino a 65.000 euro dei limiti d’accesso al regime forfettario, eliminando tra l’altro i vincoli relativi a dipendenti e beni strumentali;
  • l’introduzione a partire dal 2020 di un’imposta sostitutiva del 20% nel caso di sforamento del limite per la permanenza nel forfettario, ovvero da 65.001 euro fino a 100.000 euro.

Sulla seconda misura si attende ancora l’autorizzazione dell’Unione Europea, chiamata a dare il via libera a tutte le misure che derogano alle regole comunitarie in materia di IVA. La flat tax del 20% è inoltre stata oggetto di diverse critiche operative. Insomma, l’ipotesi di un addio non creerebbe tanto scompiglio.

Diversa sarebbe invece la reazione nel caso di un nuovo intervento sui limiti per l’accesso al regime forfettario, che potrebbero tornare nella misura prevista fino al 2018 (da 30.000 euro a 50.000 euro in base all’attività esercitata).

Sono state diverse le contestazioni al nuovo regime agevolato per i titolari di partita IVA. Il rischio, sollevato anche in Commissione Finanze della Camera, è che si inneschino comportamenti elusivi per sfuggire alla più pesante tassazione Irpef, così come che si crei una sorta di concorrenza al ribasso tra le imprese, disincentivate alla crescita e all’aggregazione.

Sono questi i motivi che fanno pensare ad un possibile nuovo intervento sul regime forfettario con la possibile riduzione dell’attuale limite di 65.000 euro, novità che estenderebbe automaticamente l’obbligo di fatturazione elettronica ad un ampia fetta di partite IVA.

Siamo sul terreno delle ipotesi, ma quel che appare certo è che sul fronte fiscale anche il 2020 sarà un anno di importanti novità. Il tutto a scapito di qualsiasi principio di certezza e di logiche di pianificazione fiscale da parte di imprese e professionisti.

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