Fattura elettronica forfettari 2020, vantaggi e novità

Fattura elettronica non obbligatoria per i forfettari, ma con regime premiale in caso di adesione: le novità previste dalla Legge di Bilancio 2020 prevedono una serie di vantaggi per le partite IVA minori che abbandonano la carta per passare completamente al digitale.

Fattura elettronica forfettari 2020, vantaggi e novità

Fattura elettronica non obbligatoria ma vantaggiosa per i titolari di partita IVA in regime forfettario: la Legge di Bilancio 2020 lascia facoltativa l’adesione al nuovo sistema di fatturazione, introducendo un regime premiale per chi abbandona la carta.

Il regime forfettario dal 2020 viene nuovamente stravolto. Cambiano limiti e requisiti per l’accesso alla tassazione ridotta del 15 o del 5 per cento, con la riedizione dei vincoli relativi ai compensi erogati a dipendenti e collaboratori (fino a 20.000 euro) e con la reintroduzione del limite di cumulo con i redditi da lavoro o pensione (fino a 30.000 euro).

A dispetto delle prime anticipazioni, la Legge di Bilancio 2020 lascia liberi i forfettari di scegliere se aderire o meno alla fatturazione elettronica. Non sarà un obbligo, quindi, ma una scelta incentivata da un regime premiale, che si applicherà tuttavia solo nel caso di totale abbandono della fatturazione cartacea.

Nell’insieme delle misure per combattere l’evasione fiscale, la Legge di Bilancio 2020 punta a rendere più trasparenti le transazioni commerciali. L’obiettivo è far compiere alla fatturazione elettronica un nuovo importante passo dal 1° gennaio 2020.

Fattura elettronica forfettari 2020, niente obbligo. Resta facoltativa e con regime premiale: vantaggi e novità

È da mesi che si vociferava della possibilità che il regime forfettario fosse nuovamente riformato con la Legge di Bilancio 2020.

L’approvazione del testo della Manovra da parte del Senato consente di mettere alcuni punti fermi e, considerando che è inverosimile che vi siano ulteriori modifiche di rilievo, è ormai chiaro il perimetro delle novità per il regime forfettario dal 2020.

Se sui limiti d’accesso è ormai definitiva l’introduzione dei nuovi vincoli, è stata smentita l’ipotesi di estensione anche alle partite IVA in regime forfettario dell’obbligo di fatturazione elettronica.

L’adesione alla fattura elettronica da parte dei forfettari, a partire dal 2020, viene tuttavia incentivata dall’introduzione di un regime premiale.

La Legge di Bilancio 2020 stabilisce infatti che, per i contribuenti che si avvalgono del regime forfettario, e che hanno un fatturato annuo costituito soltanto da fatture elettroniche, il termine di decadenza per gli avvisi di accertamento è ridotto di un anno.

I forfettari che dal 1° gennaio 2020 sceglieranno di fatturare esclusivamente in modalità elettronica, il termine di decadenza per gli accertamenti passerà quindi da 5 a 4 anni.

Al vantaggio minimo previsto dal regime premiale introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, si affianca tuttavia quella che è ormai diventata quasi una necessità.

Fattura elettronica forfettari 2020: perché è ormai indispensabile aderirvi

L’avvio della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019 per le operazioni B2B e B2C ha portato a non poche problematiche di ordine pratico.

Criticabile è stata la modalità di gestione di un obbligo che, gioco forza, si è dovuto scontrare con la scarsa propensione a digitalizzazione ed innovazione di buona parte delle imprese italiane, oltre che con il problema del digital divide.

Sarebbe tuttavia un’ipocrisia non constatare come, dopo una prima fase di avvio, l’obbligo di fatturazione elettronica produca vantaggi anche per le imprese. L’addio alla carta, una maggior efficienza nei rapporti commerciali e la riduzione dei costi di gestione sono alcuni dei pro di un Fisco che continua la sua strada verso il “tutto online”.

L’adesione facoltativa alla fatturazione elettronica anche ai forfettari diventa quindi quasi una scelta obbligata e naturale, e risolverebbe alcuni problemi di natura pratica.

È un dato di fatto che molte imprese, soprattutto quelle di dimensioni maggiori, hanno scelto di lavorare esclusivamente con fornitori aderenti al nuovo sistema di fatturazione. Un vincolo di natura organizzativa, viste le criticità che si verificherebbero nel caso di rapporti a “binario doppio” (si pensi alla necessità di una doppia modalità di conservazione delle fatture).

È questa la ragione per la quale molti titolari di partita IVA in regime forfettario hanno già adottato facoltativamente la nuova modalità di fatturazione elettronica, per non rischiare di essere tagliati fuori da una fetta importante di mercato.

Il processo di transito al digitale trova uno stimolo anche nel nuovo adempimento IVA telematico che debutterà per tutti, forfettari inclusi, dal 2020: lo scontrino elettronico non prevede specifici esoneri per le partite IVA minori.

Fattura elettronica e non solo: tutte le novità per i forfettari

L’estensione della fattura elettronica per perfezionare un processo di digitalizzazione delle procedure, così come per contrastare il problema endemico dell’evasione fiscale potenziando le strategie di controllo delle Entrate, trova il consenso di buona parte delle imprese e dei professionisti.

L’incubo della fatturazione elettronica è tra l’altro passato, dopo i primi mesi di assestamento.

Dal 1° gennaio 2020 bisognerà invece fare i conti con un nuovo adempimento IVA: lo scontrino elettronico si applicherà a tutti i titolari di partita IVA (salvo
che ai soggetti esonerati dal MEF).

Quel che appare evidente è che il Fisco digitale diventerà una scelta obbligata per tutti.

Si ricorda che per i contribuenti in regime forfettario, la Legge di Bilancio 2020 porta anche alla necessità di fare i conti con i nuovi limiti d’accesso. Pur non intervenendo sulla soglia di ricavi e compensi, fissata a 65.000 euro, la Manovra reintroduce:

  • il limite alle spese sostenute per il personale e per il lavoro accessorio, fissato a 20.000 euro lordi;
  • il limite di 30.000 euro relativo ai redditi da lavoro dipendente e assimilati.

Restano immutate le ulteriori cause ostative introdotte già dallo scorso anno.

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