Ecco i principi cardine per il corretto inquadramento previdenziale del socio amministratore di S.r.l.
L’inquadramento contributivo INPS del socio amministratore di una Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.) rappresenta uno dei nodi più complessi del diritto societario e previdenziale italiano.
La coesistenza, in un unico soggetto, della figura del proprietario (socio), dell’organo di gestione (amministratore) e, spesso, del lavoratore operativo, genera dubbi interpretativi che possono sfociare in onerosi contenziosi con l’INPS.
Sotto il profilo civilistico, l’amministratore di S.r.l. instaura con la società un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (parasubordinato), non di lavoro subordinato.
Un primo punto fondamentale riguarda la gratuità dell’incarico.
Come confermato dalla giurisprudenza, l’incarico di amministratore si presume oneroso, ma tale presunzione può essere derogata:
- Da una clausola statutaria che sancisca espressamente la gratuità;
- Da una delibera assembleare dei soci che decida di non attribuire alcun compenso.
In assenza di una previsione di gratuità o di una specifica delibera, l’amministratore ha diritto a un compenso che, in caso di disaccordo, può essere determinato dal Giudice (art. 2389 c.c.).
Il nodo previdenziale fondamentale è la doppia contribuzione
Il tema più critico è la cosiddetta doppia contribuzione.
Per anni si è discusso se un soggetto potesse essere iscritto contemporaneamente a due gestioni INPS.
Il D.L. 78/2010 (norma di interpretazione autentica) ha chiarito che il principio di prevalenza non si applica tra la Gestione Separata e la Gestione Commercianti.
Oggi, l’inquadramento segue queste direttrici:
- Gestione Separata INPS: obbligatoria per l’attività di amministratore, a condizione che venga percepito un compenso. I contributi sono per 2/3 a carico della società e per 1/3 a carico dell’amministratore;
- Gestione Commercianti (IVS): obbligatoria per il socio che partecipa al lavoro aziendale con i requisiti della abitualità e della prevalenza.
Quando scatta l’obbligo della doppia contribuzione? Se il socio amministratore percepisce un compenso per la gestione della società (Gestione Separata) e contemporaneamente svolge con abitualità e prevalenza attività operativa/commerciale (Gestione Commercianti), è tenuto al versamento di entrambi i contributi.
La prova dell’attività lavorativa e il contenzioso
L’INPS spesso procede a iscrizioni d’ufficio alla Gestione Commercianti, basandosi sulla mera carica di socio amministratore.
Tuttavia, la giurisprudenza è chiara:
l’onere della prova spetta all’Istituto
L’INPS deve dimostrare che il socio svolge un’attività operativa che va oltre i compiti di pura gestione (come firmare contratti, approvare bilanci o impartire direttive).
Se la società ha dipendenti che svolgono le mansioni operative, o se l’amministratore si limita ad atti di alta amministrazione, l’iscrizione alla Gestione Commercianti può essere contestata con successo.
Aspetti fiscali e fringe benefit
Dal punto di vista fiscale, il compenso dell’amministratore è assimilato al reddito di lavoro dipendente (art. 50 TUIR).
La società può dedurre il compenso secondo il principio di cassa allargato (pagamenti effettuati entro il 12 gennaio dell’anno successivo).
Oltre al compenso monetario, l’inquadramento può prevedere:
- fringe benefit: auto aziendale, cellulare, alloggio (entro i limiti di esenzione fiscale stabiliti annualmente);
- trattamento di fine mandato (TFM): una sorta di TFR per l’amministratore, che richiede però una data certa (delibera o statuto) antecedente all’inizio del rapporto per godere della tassazione separata.
Come inquadrare correttamente ai fini INPS il socio amministratore di S.r.l.
Il corretto inquadramento INPS del socio amministratore di S.r.l. richiede, innanzitutto, un’analisi attenta dello statuto e delle delibere assembleari.
Per evitare contestazioni, è fondamentale che la distinzione tra l’attività di gestione (strategica) e quella operativa (lavorativa) sia chiaramente documentata.
In caso di avvisi di addebito INPS per doppia contribuzione, una difesa tecnica basata sulla realtà operativa della S.r.l. è la via principale per superare il contenzioso.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Socio amministratore S.r.l.: il corretto inquadramento INPS