Bonus in busta paga fino a 850 euro nel 2026: per chi? Le simulazioni dei Consulenti del Lavoro

Partirà in primavera l'applicazione delle flat tax sugli aumenti contrattuali. L'effetto? Un bonus in busta paga fino a 850 euro. Dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro il calcolo dei vantaggi

Bonus in busta paga fino a 850 euro nel 2026: per chi? Le simulazioni dei Consulenti del Lavoro

Un bonus in busta paga fino a 850 euro, con effetti già dai mesi di marzo e aprile.

Dopo la pubblicazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro mette a disposizione alcune simulazioni di calcolo relative alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Sugli aumenti di stipendio corrisposti in attuazione dei rinnovi dei CCNL sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 è prevista l’applicazione di una flat tax pari al 5 per cento, in favore dei titolari di redditi da lavoro dipendente fino a 33.000 euro.

L’impatto pratico dipenderà dalla tipologia di contratto collettivo e dal valore dell’aumento dello stipendio previsto in fase di rinnovo, con vantaggi maggiori per il settore del commercio, delle telecomunicazioni e dei metalmeccanici, da 250 euro a 850 euro circa.

Bonus in busta paga 2026, verso il via tra marzo e aprile. Partono i calcoli della flat tax sugli aumenti dei CCNL

La pubblicazione della circolare n. 2/2026 da parte dell’Agenzia delle Entrate era il passaggio atteso per sbloccare l’applicazione della flat tax del 5 per cento sugli aumenti previsti dai CCNL rinnovati nel 2024, 2025 e 2026 e posti in pagamento dal 1° gennaio.

Tra i mesi di marzo e aprile è atteso il debutto delle novità nei software gestionali di elaborazione delle buste paga e, di conseguenza, l’esposizione nei cedolini dei dipendenti con l’erogazione degli arretrati spettanti per i mesi precedenti.

Ed è per fornire una bussola sui nuovi calcoli che la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato alcune simulazioni, utili per “pesare” l’impatto delle novità sugli stipendi.

Il valore dell’aumento derivante dall’applicazione dell’imposta sostitutiva non sarà uguale per tutti, ma dipenderà dall’importo dell’incremento previsto dal CCNL per ciascun livello di inquadramento.

CCNL Commercio, Telecomunicazioni e Metalmeccanici: bonus da 250 a 850 euro in busta paga nel 2026

Dai calcoli dei Consulenti del Lavoro emerge che a beneficiare in misura maggiore dei vantaggi della flat tax del 5 per cento, sostitutiva di IRPEF e addizionali, saranno i dipendenti per i quali si applica il CCNL Commercio di Livello II.

A fronte di una retribuzione lorda pari a 31.412,17 euro, è previsto il riconoscimento di un aumento derivante da rinnovo contrattuale sottoposto ad imposta sostitutiva pari a 2.698,73 euro, con un vantaggio pari in tutto a 851,13 euro annui.

Per i livelli successivi, il valore del vantaggio si riduce sulla base della contestuale rimodulazione dell’incremento previsto dal CCNL.

CCNL Commercio - LivelloRAL (Annua Lorda)Incremento CCNL (Imponibile 5%)Imposta Sostitutiva (5%)Vantaggio Netto 2026
Livello II 31.412,17 € 2.698,73 € 134,94 € + 851,13 €
Livello IV 25.048,52 € 1.995,00 € 99,75 € + 592,19 €
Livello VI 21.640,97 € 1.618,17 € 80,91 € + 482,66 €
Livello IV (PT 60%) 15.029,11 € 1.197,00 € 59,85 € + 182,30 €

Per quel che riguarda il CCNL Industria Metalmeccanici, il calcolo dei vantaggi riflette il valore inferiore di incremento derivante dal rinnovo rispetto al commercio.

Il beneficio più corposo andrà ai dipendenti full time di livello B1, per i quali l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5 per cento porterà a un vantaggio pari a circa 250 euro per il 2026.

CCNL Industria MetalmeccaniciLivelloRAL (Annua Lorda)Incremento CCNL (Soggetto al 5%)Imposta Sostitutiva (5%)Vantaggio Netto 2026
Livello B1 (Full-time) 30.529,34€ 841,89€ 42,09 € + 249,91 €
Livello D1 (Full-time) 22.989,67 € 633,96 € 31,70 € + 188,18 €
Livello B1 (Part-time 60%) 18.317,60 € 505,13 € 25,26 € + 125,69 €
Livello D1 (Part-time 60%) 13.793,80 € 380,38 € 19,02 € + 57,93 €

Per i dipendenti per i quali si applica il CCNL Telecomunicazioni invece, il valore del beneficio massimo sarà pari a 507,59 euro e a beneficiarne saranno coloro che sono inquadrati nel Livello 6, sull’incremento di 1.709,96 euro previsto dal rinnovo del contratto.

CCNL Telecomunicazioni - LivelloRAL (Annua Lorda)Incremento CCNL (Soggetto al 5%)Imposta Sostitutiva (5%)Vantaggio Netto 2026
Livello 6 30.248,99 € 1.709,96 € 85,50 € + 507,59 €
Livello 5 25.953,49 € 1.400,00 € 70,00 € + 415,57 €
Livello 2 20.357,58 € 995,12 € 49,76 € + 247,62 €
Livello 5 (PT 60%) 15.572,09 € 840,00 € 42,00 € + 127,93 €

Flat tax anche su ferie e superminimo individuale assorbito dall’aumento del CCNL: la posizione dei Consulenti del Lavoro

Nella bussola fornita per l’applicazione della flat tax sugli aumenti di stipendio, i Consulenti del Lavoro considerano incluse nell’agevolazione anche le ferie.

Il documento specifica che, nonostante l’Agenzia delle Entrate non abbia esplicitamente menzionato le ferie tra le assenze rilevanti (come malattia o maternità), queste rientrano nel calcolo secondo l’orientamento della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia UE, secondo cui la retribuzione durante le ferie deve essere equivalente a quella ordinaria per non disincentivare il lavoratore dal fruirne.

Il periodo di ferie è considerato parte integrante del rapporto sinallagmatico (prestazione-retribuzione) in cui il datore di lavoro è comunque obbligato a pagare lo stipendio.

Il testo chiarisce inoltre come comportarsi quando l’aumento del CCNL viene assorbito da un superminimo già esistente. Ad esempio, se un lavoratore ha un superminimo di 200 euro e il CCNL prevede un aumento di 50 euro, il datore può ridurre il superminimo a 150 euro.

Dal punto di viste del trattamento fiscale, i 50 euro di aumento contrattuale beneficiano comunque dell’imposta sostitutiva al 5 per cento, mentre i restanti 150 euro di superminimo restano soggetti a tassazione ordinaria.

Secondo i Consulenti del Lavoro, l’agevolazione deve applicarsi non solo ai superminimi previsti dalla contrattazione collettiva, ma anche a quelli concordati individualmente tra azienda e lavoratore, per evitare disparità di trattamento.

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