Lotta all’evasione, le novità del DL Fiscale e della Legge di Bilancio 2020

Evasione fiscale, panoramica delle novità contenute nella Legge di Bilancio 2020 e nel Decreto collegato. Dalla stretta alle compensazioni, ai nuovi controlli intensivi fino ai nuovi limiti per l'uso del contante: ecco il piano del Governo per scovare chi non paga le tasse.

Lotta all'evasione, le novità del DL Fiscale e della Legge di Bilancio 2020

Lotta all’evasione, è una valanga di novità quella contenuta nella Legge di Bilancio 2020 e nel Decreto Legge collegato.

L’obiettivo è “scovare” chi non paga le tasse, ma a rimetterci saranno anche le piccole e grandi partite IVA che adempiono correttamente ai propri obblighi tributari.

Ha fatto e continua a far discutere la stretta alle compensazioni fiscali che potrebbe portare, anche in caso di piccoli errori nelle deleghe di pagamento F24, all’applicazione di una sanzione pari a 1.000 euro. Critiche pesanti, poi, alle nuove tempistiche per l’utilizzo dei crediti fiscali per le partite IVA, che dovranno attendere fino alla presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero a dicembre.

Rientra nel piano di contrasto all’evasione fiscale anche la riduzione dei limiti per l’uso di denaro contante, così come la spinta ai pagamenti con bancomat, che saranno incentivati da un bonus ad hoc. Sanzioni, inoltre, per i commercianti ed i professionisti che rifiutano i pagamenti con bancomat, i quali saranno tenuti a versare una multa di 30 euro, alla quale si sommerà una sanzione proporzionata al valore della transazione.

Il dibattito politico oggi è tutto incentrato sul carcere per gli evasori, con il M5S che spinge per riformare quanto previsto dal Decreto n. 74/2000 ed inasprire la pena in caso di dichiarazioni fraudolente.

Le novità “reali”, che impatteranno sulla vita di milioni di contribuenti e partite IVA, sono però già messe nero su bianco all’interno del DL Fiscale 2020 e del Disegno di Legge di Bilancio. Facciamo quindi il punto su quali sono le misure in arrivo.

Tutte le novità contro l’evasione fiscale

Lotta all’evasione, le novità del DL Fiscale e della Legge di Bilancio 2020

Partiamo da una panoramica generale delle principali novità contenute nel DL Fiscale e nella Legge di Bilancio 2020 per contrastare l’evasione.

Il Documento Programmatico di Bilancio le elenca una per una, illustrando gli obiettivi in termini di maggior gettito prevista per ciascuna di esse. L’obiettivo è reperire risorse che consentiranno di ridurre la pressione fiscale sui contribuenti onesti e, per farlo, saranno introdotte le seguenti novità:

  • Estensione del regime del reverse charge per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera, per contrastare il fenomeno della nascita di false cooperative ed imprese che, delegando il reperimento di risorse a finte società affidatarie, evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute operate sui redditi dei lavoratori. Per contrastare tali fenomeni, il regime del reverse charge sarà esteso agli appalti caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera (logistica, servizi alle imprese, settore alimentare, meccanica e, in generale, tutti i settori caratterizzati dal consistente utilizzo di manodopera) e, contestualmente, sarà stabilito il principio di responsabilità solidale della società appaltante nel caso di mancato versamento delle ritenute. Una misura che porterà a 400 milioni di euro di maggiori entrate all’anno.
  • Controllo preventivo delle compensazioni di crediti per imposte dirette effettuate tramite modello F24: quanto già previsto per l’IVA, sarà esteso anche alle imposte dirette (Irpef, Ires, Irap). I titolari di partita IVA dovranno presentare la dichiarazione dei redditi per utilizzare in compensazione crediti superiori a 5.000 euro. Inoltre, anche i non titolari di partita IVA dovranno presentare il modello F24 esclusivamente in modalità telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Sono previste maggiori entrate per 1.084 milioni di euro per l’anno 2020 e 878 milioni di euro per i successivi.
  • Accollo debito imposta e divieto di compensazione: al soggetto che ha assunto l’obbligo di provvedere al pagamento delle imposte (mediante l’istituto dell’accollo) è vietato versarle mediante compensazione con propri crediti tributari. La misura porterà a 288 milioni di euro di maggiori entrate su base annua.
  • Cessazione partita IVA ed inibizione compensazione: la norma intende contrastare l’abuso del meccanismo degli indebiti utilizzi di crediti da parte di soggetti titolari destinatari dei provvedimenti di cessazione della partita IVA, subordinando a specifiche verifiche l’utilizzo in compensazione dei crediti di imposta. Sono 200 milioni le maggiori entrate annue previste.
  • Frodi Iva auto UE: la norma è volta a contrastare il fenomeno delle frodi Iva nella compravendita di autoveicoli e motoveicoli di provenienza comunitaria da parte di società cartiere che non adempiono agli obblighi di versamento IVA, dichiarando falsamente che le transazioni riguardano veicoli usati, per cui l’Iva è dovuta nel paese di origine. Le maggiori entrate previste sono pari 208 milioni di euro su base annua.
  • Lotteria degli scontrini, sanzione per commercianti infedeli: viene introdotta una specifica sanzione, dai 500 ai 2.000 euro per coloro che rifiutano il codice fiscale dei contribuenti o il suo invio al fine di partecipare alla “lotteria degli scontrini”. Si tratta di uno strumento di pressione a disposizione dei clienti, che rafforza il contrasto di interesse tra le parti. Le maggiori entrate prevista ammontano a 4,5 milioni su base annua.

Se queste sono le principali novità messe nero su bianco nel DpB, documento con il quale l’Italia riepiloga all’UE quali sono i passi che intende compiere con la Legge di Bilancio 2020, le misure previste in ottica anti-evasione sono ancora ulteriori, e riguardano sia le partite IVA che i consumatori.

Partite IVA, forfettario addio per combattere l’evasione fiscale

Sarà un piatto ricco quello che il Governo offrirà a imprese e professionisti nel 2020. Per le partite IVA le novità non mancheranno e, tra queste, è la stretta al forfettario la misura più critica.

Sebbene sia condivisibile l’idea di reintrodurre alcuni limiti per l’accesso al regime fiscale agevolato, come quello sui compensi ai dipendenti o sui beni strumentali, non lo è altrettanto anche la modifica netta alle regole sul calcolo del reddito imponibile.

Dal forfait calcolato in base ai coefficienti di redditività, si passerà ad un calcolo analitico che farà di fatto scomparire il regime forfettario e tornare al regime dei minimi.

Anche le piccole partite IVA avranno bisogno di affidarsi ad un commercialista e dovranno tenere un minimo di contabilità. Il regime agevolato, nato per rendere più semplice l’avvio di un’attività d’impresa o professionale, è destinato a diventare più complicato dal 2020.

Sempre per combattere l’evasione fiscale, dal 2020 sarà verosimilmente esteso l’obbligo di fatturazione elettronica anche alle piccole partite IVA, almeno dai 30.000 euro in su.

Evasione fiscale, i controlli sulle fatture elettroniche spazzano via il diritto alla privacy

Quando si parla di lotta all’evasione fiscale ed introduzione di nuovi obblighi ed adempimenti telematici, torna inevitabilmente alla mente la lunga diatriba tra Agenzia delle Entrate ed Autorità Garante per la Privacy in merito all’uso dei dati delle fatture elettroniche.

Se l’obiettivo perseguito dal Garante è stato quello di limitare i controlli invasivi dell’Agenzia delle Entrate, disponendo l’obbligo di richiedere l’assenso al contribuente prima della conservazione indiscriminata dei dati delle proprie fatture, il Decreto Fiscale 2020 spazza via ogni possibile tutela per il contribuente.

Anche nel caso di mancata adesione al servizio di conservazione e consultazione dei dati delle fatture elettroniche, non solo l’Agenzia delle Entrate ma anche la Guardia di Finanza potranno accedere all’intero panel di dati contenuti nei file xml, per un totale di 8 anni.

L’obiettivo è quello di intensificare i controlli non solo fiscali, ma anche in ambiti diversi. Il diritto alla privacy viene, di fatto, sostituito dal Grande Fratello che il DL Fiscale e la Legge di Bilancio 2020 inaugurano in via ufficiale.

Lotta all’evasione, arriva il Piano Italia cashless: limite contanti e sanzioni POS

Sanzioni, nuovi limiti, e bonus: il Piano Italia cashless è una delle novità più chiacchierate della Legge di Bilancio 2020.

Per indurre i consumatori a pagare con bancomat e per rendere sempre più marginale l’uso del denaro contante, dal 2020 sarà introdotto un meccanismo di incentivo-disincentivo.

In primo luogo, il limite per l’uso del contante passerà a 1.000 euro, forse con un meccanismo a scalare che prevede prima un passaggio dagli attuali 3.000 euro ai 2.000 euro per il 2020 e per il 2021, e poi a 1.000 euro dal 2022 in poi.

Usare meno contante e consentire al Fisco di tenere traccia completa degli spostamenti di denaro è anche l’obiettivo alla base dell’avvio della lotteria degli scontrini, così come dell’introduzione della sanzione per commercianti ed artigiani che rifiutano pagamenti con POS.

Si parla di una somma pari a 30 euro e di un’ulteriore balzello proporzionale, pari al 4% del valore della transazione.

In ballo c’è però il tema dei costi di commissione, vero motivo per il quale molti titolari di partita IVA si schierano tra i contrari all’addio al contante. Se il Governo ha promesso un piano ad hoc, nell’attuale versione del DL Fiscale e della Legge di Bilancio 2020 non c’è nulla a riguardo.

Scontro sul carcere agli evasori, una norma esiste già

Il cammino è tutt’altro che in discesa. Dopo il via libera salvo intese al Decreto Fiscale e al Disegno di Legge di Bilancio 2020, è scontro nel Governo sul carcere agli evasori.

Il M5S spinge per l’inasprimento delle pene, portando da 6 ad 8 gli anni di reclusione per chi commette il reato di dichiarazione infedele o fraudolenta. La modifica riguarda le regole già previste dal DL n. 74/2000.

Inoltre, si punta a ridurre le soglie di punibilità, prevedendo il carcere nel caso di mancato versamento delle imposte dai 50.000 euro in su, ed introducendo la confisca dei beni per gli evasori, così come avviene oggi per i mafiosi.

Il PD è tuttavia scettico, e rimanda ad un apposito DdL il vaglio delle nuove norme contro l’evasione fiscale. Non sarebbe quindi il Decreto Fiscale 2020 o la Manovra il terreno adatto per una misura del genere. Una divergenza di pensiero che rischia di portare ad un vero e proprio braccio di ferro all’interno della nuova Maggioranza.

La storia si ripete, seppure con differenze rilevanti. Lo scorso anno, era stato sempre il tema dell’evasione a creare i primi attriti tra M5S e Lega, ma allora si parlava di pace fiscale e chi includere o escludere dalla sanatoria.

Ora, invece, si parla di evasori, piccoli e grandi, e di chi punire e chi salvare dal nuovo anno di lotta ad uno dei fenomeni endemici di un Paese dove le tasse sono l’incubo di milioni di imprese e semplici contribuenti.

Peccato che, ancora una volta, ci si dimentichi la reale ragione alla base dell’elevatissima evasione fiscale italiana: un sistema tributario complesso, oppressivo, e farraginoso, dove a fronte di una molte infinita di dati a disposizione, mancano le risorse per l’avvio di controlli efficienti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il rischio concreto è di appesantire ancor di più la vita per i contribuenti onesti, e di colpire in misura solo marginale i grandi evasori.

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