Permessi elettorali e rimborsi anche per chi fa il servizio civile

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Anche i volontari impegnati in progetti di servizio civile hanno diritto ai permessi elettorali e agli eventuali rimborsi. Le istruzioni del Dipartimento per le politiche giovanili

Permessi elettorali e rimborsi anche per chi fa il servizio civile

Nelle giornate di voto e scrutinio, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti impegnate nei seggi elettorali hanno diritto alla piena retribuzione per l’attività svolta.

I giorni di assenza coperti da permessi elettorali, infatti, sono considerati a tutti gli effetti giornate di attività lavorativa.

Questo vale in parte anche per i volontari impegnati in progetti di servizio civile. In questo caso però le procedure sono leggermente diverse rispetto a quanto previsto per i dipendenti.

Vediamo come funzionano i permessi elettorali e i rimborsi per chi fa il servizio civile.

Permessi elettorali e rimborsi anche per chi fa il servizio civile

Il prossimo 22 e 23 marzo cittadini e cittadine sono chiamate alle urne per il referendum costituzionale 2026 sulla giustizia.

Come accade per ogni tornata elettorale molte persone saranno impegnate nei seggi nelle varie funzioni: presidente di seggio, segretario, scrutatore, rappresentante di lista, di candidato o di gruppo di candidati.

Tutte queste figure, come noto, hanno diritto a dei giorni di assenza dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e scrutinio.

Lo stesso vale anche per i volontari impegnati in progetti di servizio civile.

Il Dipartimento per le politiche giovanili ha confermato l’indirizzo già adottato in precedenti consultazioni elettorali con l’obiettivo di incentivare la massima partecipazione dei giovani volontari al referendum.

Per chi svolge attività legate al servizio civile, infatti, sono previsti specifici permessi per andare a votare, ma anche per partecipare alle attività elettorali in qualità di scrutatori, segretari, presidenti di seggio e rappresentanti di lista.

Le regole sono quelle elencate nelle “Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale”, approvate con il decreto dipartimentale n. 1641/2024.

Partiamo dai permessi per l’esercizio del diritto di voto. Ai giovani volontari, come detto, è riconosciuto un periodo di permesso, della durata variabile in base a determinati criteri, per poter raggiungere il proprio seggio elettorale ed esprimere il proprio voto.

I giorni di permesso straordinario per esercitare il diritto di voto variano in base alla distanza del luogo di residenza da quello in cui si sta svolgendo il servizio civile e sono pari a:

  • 1 giorno nel caso in cui il luogo di residenza disti da 50 a 500 Km dalla sede di svolgimento del servizio civile;
  • 2 giorni nel caso in cui il luogo di residenza disti oltre 500 Km dalla sede di svolgimento del servizio;
  • 2 giorni nel caso in cui l’operatore volontario sia impegnato nello svolgimento di progetti in Europa;
  • 3 giorni nel caso in cui l’operatore volontario sia impegnato nello svolgimento di progetti in paesi extraeuropei.

Come detto, gli operatori volontari, al pari degli altri cittadini e cittadine, hanno diritto a partecipare alle attività elettorali nel caso in cui vengano nominati alla carica di presidente di seggio, segretario, scrutatore, o rappresentante di lista.

In questi casi, hanno diritto ad usufruire di giorni di permesso corrispondenti alla durata delle operazioni elettorali.

Le assenze dal servizio sono giustificate nel numero dei giorni che risultano dal verbale della commissione elettorale, al quale vanno eventualmente sommati i giorni necessari per raggiungere la località di votazione, secondo le distanze elencate in precedenza.

Calcolo dei permessi e rimborsi

Come accade per lavoratori e lavoratrici dipendenti, non tutti i giorni danno diritto al permesso. Bisogna, infatti, tenere conto dei giorni festivi, non festivi e di riposo.

I giorni di riposo settimanale previsti dal progetto non sono conteggiati. Il giorno di permesso spetta, invece, se la domenica in cui si vota è prevista quale giorno di servizio secondo i turni di attività indicati nel progetto.

Se, come detto, l’operatore volontario, oltre ad esercitare il diritto di voto, ricopre incarichi connessi allo svolgimento delle operazioni elettorali, le assenze dal servizio sono giustificate nel numero dei giorni risultanti dal verbale della commissione elettorale, a cui eventualmente si sommano i giorni per raggiungere la località di votazione.

Attenzione, però, perché le giornate in i volontari sono stati impegnati per le elezioni e/o per le operazioni elettorali non danno diritto a recuperi.

Come funziona invece per i rimborsi?

Il Dipartimento per le politiche giovanili rimborsa le spese sostenute per i titoli di viaggio acquistati con specifiche agevolazioni previste per l’esercizio del diritto di voto, a condizione che sia stato utilizzato il mezzo di trasporto più economico.

Per poter ottenere il rimborso è necessario presentare un’apposita domanda, allegando il titolo di viaggio e la copia della tessera elettorale per confermare l’avvenuta votazione.

I volontari interessati dovranno presentare la richiesta, con la relativa documentazione, al responsabile dell’Ente, il quale provvederà ad inoltrarla al Dipartimento.

La stessa procedura va seguita anche dai volontari in servizio all’estero.

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