Decreto fiscale: verso l’approvazione del testo tra novità e grandi assenti

Rosy D’Elia - Fisco

Alla Camera domani, 20 maggio, si vota il Decreto fiscale: il testo si avvia verso l'approvazione definitiva. Novità su rottamazione quinquies e concordato, nulla di fatto sulla vecchia pace fiscale

Decreto fiscale: verso l'approvazione del testo tra novità e grandi assenti

La nuova versione del Decreto fiscale modifica la rottamazione quinquies a pochi giorni dalla prima importante scadenza e rivede le regole che entreranno in vigore dal 15 giugno per i pagamenti della Pubblica Amministrazione a professionisti e professioniste.

Nel testo del DL n. 38 del 2026, che dovrebbe essere approvato domani alla Camera in via definitiva con voto di fiducia, entrano diverse novità che toccano anche il concordato preventivo biennale.

Ma nell’iter di conversione in legge ci sono anche grandi assenti, a partire dalla riapertura della vecchia pace fiscale.

Decreto Fiscale: le novità del testo originario

Il pacchetto di novità parte dai 18 articoli dell’impianto iniziale. Il provvedimento è stato approvato in prima battuta dal Governo a fine marzo anche per correggere l’ultima Manovra in più punti. Tra le misure inserite:

  • lo slittamento dal 1° marzo al 1° maggio 2026 della decorrenza dell’applicazione della ritenuta sulle provvigioni per attività di intermediazione commerciale;
  • lo spostamento della decorrenza del nuovo regime IVA per le permute alle operazioni eseguite in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026;
  • il rinvio al 1° luglio della tassa sui piccoli pacchi, il contributo di due euro sulle spedizioni sotto i 150 euro, che resta comunque da armonizzare alle regole UE che prevedono un prelievo gemello di tre euro sempre a partire da luglio;
  • l’eliminazione del vincolo di acquisto di beni prodotti in uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo per l’accesso all’iper ammortamento;
  • il ripristino dall’inizio dell’anno del regime di esclusione dei dividendi e della participation exemption, nella versione in vigore prima delle revisioni della Legge di Bilancio 2026;
  • l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti aziendali da 110 a 118 euro;
  • l’incompatibilità tra regime impatriati e flat tax riservata ai neo residenti;
  • l’introduzione di un credito d’imposta per le imprese che hanno richiesto il bonus Transizione 5.0, ma non l’hanno ottenuto per mancanza di risorse disponibili. Inizialmente prevista nella misura del 35 per cento, l’agevolazione a sostegno dei cosiddetti esodati è stata portata a circa il 90 per cento con il Decreto carburanti bis, che è stato approvato nei primi di aprile ed è confluito nel DL n. 38 del 2026 durante l’iter di conversione in legge.

Ma l’ingresso delle misure contro il caro energia nell’impianto del provvedimento fiscale non è l’unica novità rilevante.

Decreto Fiscale - DL n. 38 del 2026
Testo di conversione in legge approvato dal Senato il 14 maggio 2026

Decreto Fiscale: cambia ancora la rottamazione quinquies

In linea di continuità con la prima stesura, si continua il labor limae sulla Manovra approvata a fine anno e con gli emendamenti approvati dal Senato si interviene anche sulla rottamazione quinquies.

La data del 30 giugno non segna soltanto la data ultima per ricevere i piani rateali in caso di adesione. Entro la stessa data anche i Comuni potranno aderire, allargando il perimetro della nuova definizione agevolata delle cartelle anche alle tasse locali. Si apre la strada alla rateizzazione lunga delle cartelle (2000-2023) relative a IMU, TARI, multe stradali emesse dai comuni e gestite dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

E inoltre, i contribuenti che hanno aderito guadagnano 5 giorni per pagare l’unica rata dovuta e l’ultima prevista dal piano: si introduce un termine di tolleranza selettivo.

Meno fortunata, invece, è la sorte di chi sperava di rientrare nel perimetro della rottamazione quater: si ripete lo stesso schema del Decreto Milleproroghe e la riapertura non trova spazio neanche nel testo del Decreto fiscale. La scadenza del 31 maggio interesserà solo coloro che sono in regola con i pagamenti.

Stesso esito per la revisione delle sanzioni su pagamenti e scontrini elettronici e la proposta di una sorta di flat tax per il lavoro domestico.

Decreto fiscale: tra le novità si allenta la stretta della riscossione su professionisti e professioniste

Restando ancora nel perimetro della Manovra, poi, arriva una novità molto attesa dal mondo professionale: si allenta la stretta della Riscossione che entrerà in vigore dal 15 giugno sui compensi che i professionisti e le professioniste devono ricevere dalla Pubblica Amministrazione.

Non basterà più un solo euro di debito per bloccare il pagamento delle fatture, la soglia che fa scattare le trattenute sale a 5.000 euro, così come previsto per gli altri meccanismi di verifica.

Pagamento dalle fatture alla PA Verifica della situazione del professionista
Fino a 5.000 euro (regola valida per i redditi di lavoro autonomo) In presenza di cartelle pari ad almeno 5.000 euro, versamento degli importi dovuti alla Riscossione e pagamento dell’eventuale importo residuo al professionista
Oltre i 5.000 euro Blocco del pagamento in presenza di cartelle pari o superiori a 5.000 euro

Il Decreto fiscale riscrive anche il concordato preventivo biennale

Il perimetro delle revisioni del Decreto fiscale, poi, supera i confini della Manovra 2026, arrivando a toccare anche il concordato preventivo biennale.

Con le modifiche approvate in Senato, si sposta la scadenza per accettare il patto con il Fisco relativo al biennio 2026-2027: passa al 31 ottobre che, cadendo di sabato, slitta al 2 novembre.

Ma non solo: vengono anche introdotte nuove regole per le partite IVA con punteggi ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) più bassi:

  • la proposta di reddito concordato non può eccedere di più del 30 per cento il valore dichiarato nel periodo d’imposta antecedente (opportunamente rettificato) per i contribuenti con punteggio pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;
  • la soglia sale al 35 per cento in presenza di un livello di affidabilità fiscale (ISA) pari o superiore a 1 ma inferiore a 6.

Il Decreto fiscale diventa, quindi, anche l’occasione per rendere ancora più attrattivo il concordato preventivo biennale, misura chiave della riforma fiscale che il Governo si appresta a concludere nei prossimi mesi. Anche dopo il via libera definitivo sulla conversione in legge del DL n. 38 del 2026, atteso nella giornata del 20 maggio, il Fisco rimane un cantiere sempre aperto.