Rottamazione quinquies 2026, la tolleranza di cinque giorni non copre tutte le rate

Rottamazione quinquies 2026, il termine di tolleranza di cinque giorni è a perimetro strettissimo: le novità introdotte in fase di conversione del DL Fiscale si applicheranno solo alla prima e unica rata e all'ultima. Scadenze perentorie negli altri casi

Rottamazione quinquies 2026, la tolleranza di cinque giorni non copre tutte le rate

Poca tolleranza sulla rottamazione quinquies.

La conversione in legge del Decreto Fiscale n. 38/2026 non raggiunge l’obiettivo di applicare alla nuova rottamazione le stesse regole sui pagamenti previsti dall’edizione quater tutt’ora in corso.

L’emendamento approvato in Commissione al Senato per estendere il termine di tolleranza è di portata ben inferiore alle attese e, soprattutto, agli annunci.

La legge di conversione approdata alla Camera per l’ok finale prevede infatti che i cinque giorni aggiuntivi rispetto alla scadenza si applicheranno solo all’unica rata prevista per il pagamento e a quella finale. Nessuna deroga in tutti gli altri casi.

Rottamazione quinquies 2026, cinque giorni di tolleranza solo sull’unica rata e sull’ultima

La possibilità di restare in corsa in caso di lieve ritardo rispetto alle scadenze ordinarie è un aspetto positivo che ha caratterizzato le ultime edizioni di definizione agevolata delle cartelle. Può capitare infatti che in caso di problemi tecnici, o semplici dimenticanze, non si rispetti l’appuntamento in calendario.

Si tratta di una norma di buon senso pensata proprio per “salvare” i ritardatari, che però non è stata prevista dalla Legge di Bilancio 2026 in fase di messa a punto dell’edizione quinquies. E, a quanto pare, di spazio per modifiche ex post ce n’è poco.

Rispetto alla formulazione iniziale, l’emendamento entrato nella legge di conversione del DL Fiscale n. 38/2026 è ben diverso dalle richieste e alle aspettative dei contribuenti, a conferma che ritoccare le regole della rottamazione quinquies è quasi un tabù.

Il comma 2-bis inserito all’articolo 10 prevede infatti che la tolleranza di cinque giorni rispetto alle scadenze ordinarie si applicherà limitatamente ai pagamenti previsti dalle lettere a) e c) del comma 95, articolo 1 della Legge di Bilancio 2026.

Si tratta nello specifico:

  • dell’unica rata scelta dal debitore per effettuare il pagamento, da versare entro il 31 luglio 2026;
  • dell’ultima rata di quelle nelle quali il debitore ha scelto di dilazionare il pagamento.

L’unica rata, così come l’ultima, sono quelle per le quali il mancato rispetto della scadenza comporta la decadenza immediata, e quindi l’interruzione dei benefici della rottamazione quinquies.

Un rischio che diventa “più blando” con l’introduzione dei cinque giorni di tolleranza.

Nessuna tolleranza sulle rate della rottamazione quinquies 2026, una norma raccontata male a danno dei contribuenti

A differenza quindi di quanto richiesto - e dal modo in cui la novità è stata raccontata dai più - il termine extra lascerà fuori tutte le altre rate diverse dall’unica e dall’ultima.

Chi opterà per la dilazione delle somme, non potrà contare su giorni aggiuntivi rispetto alle scadenze ordinarie di pagamento.

Ciò conferma la necessità di prestare particolare attenzione allo scadenzario per evitare di decadere dalla definizione agevolata e il venir meno dei benefici economici e in termini di sospensione della riscossione.

Nello specifico, la rottamazione quinquies non produrrà più effetti in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, del piano che verrà comunicato ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 30 giugno.

E, come detto, non ci saranno deroghe: le scadenze delle rate restano perentorie, senza i cinque giorni di tolleranza. Una nota dolente, l’ennesima, per chi aspettava correttivi di maggior favore con la conversione del DL Fiscale 2026.