Il 2026 è l'anno decisivo per la riforma fiscale. Il viceministro all'Economia e alle Finanze Maurizio Leo anticipa i prossimi passi durante Telefisco 2026: un decreto omnibus per concludere. Tra novità in stand by e promesse, a che punto siamo?
Dopo la proroga approvata la scorsa estate, il 2026 dovrà necessariamente essere l’anno decisivo per la riforma fiscale: si va verso un decreto Omnibus per provare a dare forma concreta ad alcune misure rimaste in stand by su vari capitoli, risorse permettendo.
Ad anticiparlo è il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo, padre del progetto di revisione del sistema tributario, durante l’evento Telefisco organizzato dal quotidiano Il Sole 24 Ore oggi, 5 febbraio.
Leo: un decreto Omnibus come atto finale della riforma fiscale
Tre anni dopo l’avvio del cantiere, a marzo 2023, sono stati approvati 18 decreti legislativi e 6 Testi Unici e si guarda alla grande opera titanica del codice tributario con l’obiettivo che ad oggi suona come una impresa impossibile, di avere a disposizione norme chiare, certe, accessibili.
Nel frattempo il Governo si muove già verso i prossimi passi:
“Abbiamo in animo di portare avanti altri due decreti legislativi: quello sui giochi fisici (già abbiamo fatto un intervento per i giochi online, ora dovremmo completare la disciplina introducendo delle norme per i giochi fisici), la giustizia tributaria (abbiamo già il processo, quindi il testo unico sul processo tributario, ma manca la geografia giudiziaria, stiamo lavorando in stretta collaborazione col Consiglio di presidenza di Giustizia Tributaria), sugli aspetti ordinamentali che riguardano i magistrati tributari”.
Ha spiegato Leo, anticipando anche l’atto finale della riforma fiscale: un decreto Ommbius “dove recuperare tutta una serie di interventi che toccano i tributi, che toccano gli aspetti organizzativi, gli aspetti procedimentali”.
Tutto a una sola condizione: “le risorse a disposizione”. Ed è proprio la necessità di trovare coperture che fino a questo momento ha resto vane alcune promesse. Solo per fare qualche esempio: la detassazione delle tredicesime, gli sconti fiscali per i giovani, le aliquote IVA light su beni di maggiore rilveanza sociale. Ma anche, come sottolineato durante Telefisco, la revisione delle regole sulle rendite finanziarie.
Il nodo delle risorse per le novità della riforma fiscale rimaste inattuate
I principali punti scoperti costano e, vista la coperta corta della Legge di Bilancio 2026, difficilmente in tempi brevi si potranno trovare i fondi necessari anche perché, come sottolinea Leo, la prudenza resta la stella polare per il Governo.
“Questo ci sta premiando perché dobbiamo fare la riforma, la dobbiamo fare però con risorse ben definite senza fare salti nel buio”.
Ha concluso il viceministro.
Nel frattempo in quest’anno di chiusura non c’è solo da mettere in cantiere ulteriori novità, ma anche da rendere concrete e applicabili quelle già approvate.
A cascata, dalla legge delega derivano i decreti legislativi di attuazione che a loro volta prevedono una serie di provvedimenti per le misure non autoapplicative, quelle disposizioni che non nascono pronte all’uso e quindi non basta averle scritte per renderle applicabili. Ma si richiede a Ministeri ed enti competenti di definire i contorni operativi.
Alla data del 4 febbraio risultano 36 provvedimenti ancora da firmare, su un totale di 94, per chiudere tutti i 18 cantieri aperti.
Dai pagamenti delle imposte tramite PagoPA alla consultazione semplificata con un database di interpelli da interrogare per ottenere risposte dal Fisco, diverse semplificazioni della riforma fiscale, messe in campo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, restano ancora solo delle belle promesse. Proprio come le novità che richiedono un nuovo sforzo economico per essere approvate. E anche per le misure rimaste su carta il 2026 si prospetta come l’anno delle risposte.
Quanti e quali decreti legislativi della riforma fiscale sono stati adottati?
Testi Unici della riforma fiscale: a che punto siamo?
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Riforma fiscale, Leo: un decreto Omnibus come atto finale