Il Decreto Fiscale accoglie le richieste del mondo professionale: blocco dei pagamenti dalla PA solo per le cartelle oltre i 5.000 euro. Si ammorbidisce la novità in arrivo il 15 giugno
La levata di scudi del mondo professionale ha dato i suoi frutti: il testo del Decreto Fiscale arriva in Aula al Senato con una revisione delle regole che si applicheranno dal 15 giugno ai professionisti e alle professioniste che hanno delle cartelle non pagate e devono ricevere compensi dalla Pubblica Amministrazione.
Il provvedimento dovrà, poi, essere approvato anche dalla Camera entro il 26 maggio.
Non basterà più un euro di debito a bloccare le fatture, ma la soglia che fa scattare le trattenute sale a 5.000 euro, così come previsto per gli altri meccanismi di verifica.
Di fatto, quindi, con il via libera sulle novità saranno salvi tutti i pagamenti in caso di pendenze con il Fisco di modico valore.
Salve le fatture dei professionisti con cartelle di importo sotto i 5.000 euro
La stretta della Riscossione sui compensi da ricevere dalla PA entrerà in vigore tra un mese, ma dalla sua genesi con il Disegno di Legge di Bilancio 2026 ha già subito diverse modifiche.
Commercialisti e avvocati, ma non solo, in questi mesi hanno chiesto a gran voce di ammorbidire la linea di un taglio selettivo, perché relativo solo ai redditi di lavoro autonomo, e indiscriminato, perché slegato dal valore dei debiti.
Dopo un silenzio iniziale su possibili modifiche e nuove richieste dal mondo professionale, la versione del Decreto Fiscale licenziata dalla Commissione Finanze nella giornata del 13 maggio arriva in Aula al Senato e promette di mettere un punto fermo sulla vicenda.
Si conferma il ruolo di mediazione della Pubblica Amministrazione tra i professionisti che devono ricevere i compensi e la Riscossione che deve incassare eventuali cartelle, ma si salvano le fatture di tutti e tutte coloro che hanno debiti di importi bassi.
Cartelle da 5.000 euro in poi per i professionisti: come funziona il taglio della PA sulle fatture
In particolare, dal 15 giugno prima di erogare i compensi la PA dovrà seguire una nuova procedura tenendo conto della nuova versione del comma 1-ter dell’articolo 48-bis del Dpr n. 602 del 1973, che dovrà trovare conferma definitiva con il via libera di Camera e Senato sul DL Fiscale.
Prima di erogare i compensi a professionisti e professioniste la Pubblica Amministrazione dovrà verificare la presenza di cartelle di importo pari o superiore a 5.000 euro. Se non ci sono debiti o la cifra è più bassa, scatta il semaforo verde per il pagamento.
Per chi supera questa soglia, invece, si attiva il meccanismo compensativo: la PA dovrà dare priorità alle somme da corrispondere alla Riscossione, trasferendo direttamente l’importo fino a concorrenza del debito.
Solo se la fattura ha un importo superiore alla cartella da sanare, la cifra residua potrà essere corrisposta al professionista o alla professionista.
Le regole, nonostante la revisione, saranno applicate in maniera rigida a partire dal 15 giugno. Secondo quanto chiarito dalla circolare del 17 marzo 2026 del Ministero della Giustizia, la stretta scatterà “indipendentemente dalla data di acquisizione dei documenti contabili o dalla riferibilità delle prestazioni professionali a periodi precedenti”.
| Pagamento dalle fatture alla PA | Verifica della situazione del professionista |
|---|---|
| Fino a 5.000 euro (regola valida per i redditi di lavoro autonomo) | In presenza di cartelle pari ad almeno 5.000 euro, versamento degli importi dovuti alla Riscossione e pagamento dell’eventuale importo residuo al professionista |
| Oltre i 5.000 euro | Blocco del pagamento in presenza di cartelle pari o superiori a 5.000 euro |
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Salve le fatture alla PA: il taglio sui compensi scatterà con cartelle da 5.000 euro in poi