Rottamazione delle cartelle e non solo: il piatto ricco del Decreto Fiscale

Rosy D’Elia - Fisco

Lavori in corso su rottamazione, nuove flat tax e sanzioni nel Decreto Fiscale. Si scaldano i motori della precompilata. Arriva la festa della mamma senza buone notizie: le principali novità dal 4 al 10 maggio

Rottamazione delle cartelle e non solo: il piatto ricco del Decreto Fiscale

Discussione aperta sul futuro del Decreto Fiscale: dalla rottamazione quater e quinquies alle sanzioni legate ai dati di scontrini e pagamenti elettronici, nella settimana che sta per concludersi è partita la discussione per scrivere una nuova versione del provvedimento tutto orientato al Fisco e che dovrà arrivare in aula al Senato a partire dal 14 maggio per il voto, prima di passare alla Camera.

Nel frattempo il calendario fiscale fa i conti con uno degli appuntamenti più importanti dell’anno: lo studio del modello 730/2026 precompilato, dopo la pubblicazione online sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Si parte con alcune criticità sui dati, cittadini e cittadine scelgono la versione semplificata.

Allo stesso tempo il calendario delle feste non porta buone notizie: oggi si celebra la festa della mamma, ma per le madri il lavoro resta ancora una sfida impossibile, gli indicatori sull’occupazione arrancano e le politiche in campo non aiutano. Dalle misure specifiche a quelle più ampie, come gli ultimi bonus assunzione, la strada d’accesso è sempre tortuosa.

Ecco uno sguardo a 360 gradi sulle novità arrivate dal mondo del Fisco e del Lavoro nella settimana che si conclude oggi.

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Riapertura della rottamazione, flat tax, sanzioni ridotte: il piatto ricco del Decreto Fiscale

Nel calderone degli emendamenti al Decreto Fiscale c’è di tutto: da nuove proposte per mitigare la cosiddetta tampon tax all’ennesima revisione della detassazione dei premi di produttività.

Al netto della fantasia, il cantiere aperto è la giusta occasione per mantenere delle promesse, dare forma a nuovi progetti, correggere norme in vigore.

La rottamazione delle cartelle è un sempreverde e anche nell’iter di conversione in legge del DL n. 38 del 2026 ha un ruolo da protagonista. Dopo l’opportunità persa del Decreto Milleproroghe, si punta a una nuova riapertura della rottamazione quater.

L’obiettivo è quello di dare una nuova chance a chi non ha pagato le ultime rate scadute, sfruttando la scadenza del 31 maggio 2026 che, grazie al termine di tolleranza, rende possibili i pagamenti fino all’8 giugno.

I tempi supplementari per effettuare i versamenti non sono previsti nella partita della rottamazione quinquies: l’estensione di questa regola alla nuova definizione agevolata delle cartelle è un’altra delle novità proposte, insieme ad altre correzioni per allargare il raggio d’azione.

Ne abbiamo parlato anche con l’Onorevole Alberto Gusmeroli (Lega), Presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, in un’intervista sui temi più caldi dell’attualità fiscale.

Ma la lista dei desideri per il Decreto Fiscale è lunga: si prepara anche il terreno a una sorta di flat tax per colf e badanti su cui Massimo Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, si è confrontato recentemente con il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone.

Gli occhi, poi, sono puntati sull’evoluzione del provvedimento anche per quanto riguarda le sanzioni legate al nuovo collegamento tra POS e cassa e a eventuali disallineamenti dei dati: l’idea è quella di adottare una linea più morbida per gli errori formali con una soglia di tolleranza del 5 per cento prima che scattino le multe.

Per ora sono tutte ipotesi: i lavori riprenderanno a partire da lunedì e il testo dovrà arrivare in aula in settimana per proseguire la corsa verso l’approvazione definitiva, anche da parte della Camera, entro il 26 maggio.

Modello 730/2026 precompilato: dal 14 maggio partono le modifiche

Fuori dal campo dell’incertezza, poi, c’è il calendario fiscale da rispettare: la stagione della dichiarazione dei redditi scalda i motori con il modello 730/2026 precompilato disponibile dal 30 aprile.

Dopo un avvio complicato con la segnalazione di Certificazioni Uniche errate e il rischio di rivedere le informazioni inserite, il portale dell’Agenzia delle Entrate ha registrato un traffico importante nei primi giorni utili, con un boom di accessi in modalità semplificata.

D’altronde sia per il Fisco che per i cittadini e le cittadine, con le debite differenze, la gestione della dichiarazione dei redditi muove una mole complessa e infinita di dati.

Dopo questa prima fase di studio, in cui è stato possibile solo visualizzare i dati, da giovedì 14 maggio chi ha necessità di integrare o modificare i contenuti potrà intervenire sul modello 730/2026 messo a punto dall’Amministrazione finanziaria.

Dalla stessa data si potrà procedere anche con l’invio: ma per la trasmissione c’è tempo fino alla scadenza del 30 settembre.

Arriva la festa della mamma, ma le lavoratrici madri hanno poco da festeggiare

I dati che arrivano da Save The Children ogni anno in occasione della festa della mamma, con il report Le Equilibriste, invece dicono che sul complesso intreccio tra cura, natalità e occupazione femminile non c’è molto tempo da perdere.

Una lavoratrice su quattro under 35 lascia il lavoro dopo la prima nascita: d’altronde, alle donne è richiesto ancora e sempre di gestire la maggior parte dei carichi di cura familiari. Ma il tempo scorre per tutti e per tutte ed è una coperta corta.

Il tasso di occupazione femminile, che si attesta al 68,7 per cento tra le donne senza figli, scende al 63,2 per cento tra le madri con almeno un figlio minorenne: più le famiglie diventano numerose, più l’occupazione arretra.

Con la nascita, i percorsi lavorativi maschili e femminili si allontanano sempre di più. “Circa la metà ritiene che l’arrivo di un figlio possa peggiorare le proprie opportunità di lavoro, percentuale che sale al 65 per cento tra le giovanissime (18-24 anni)”, si legge nel report.

Ed è nella complessità del rapporto tra cura e occupazione femminile che vanno inquadrati anche i dati sulla natalità: nel 2025 il numero delle nascite è sceso a circa 355.000, con un calo del 3,9 per cento in un solo anno.

Dal bonus mamme agli esoneri contributivi: la debolezza delle politiche in campo

Le cifre parlano chiaro, ma non sembrano esserci orecchie pronte ad ascoltarle. Le politiche messe in campo non sono adeguate: lo dimostra la storia del bonus mamme, che dovrebbe essere la misura chiave.

Destinato solo a una selezionata platea di lavoratrici madri, è stato rivisto più volte con modifiche che hanno toccato la natura stessa dell’agevolazione.

La debolezza delle politiche previste è dimostrata anche dall’ultima relazione sul Benessere Equo e Sostenibile, pubblicata il 30 aprile dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che passa a rassegna una serie di domini e indicatori per verificare lo stato di salute del paese: in un quadro complessivo di miglioramento, “in lieve peggioramento solo l’occupazione relativa delle madri e il consumo di suolo”.

D’altronde, anche se si allarga lo sguardo oltre le misure specifiche per le madri, le politiche in campo per favorire l’occupazione femminile e giovanile negli ultimi anni hanno avuto una vita particolarmente burrascosa e difficilmente possono determinare un cambiamento rilevante.

Con il Decreto Lavoro, sono stati riscritti in corso d’anno i bonus assunzione per i giovani, le donne e per i nuovi ingressi nelle regioni del Centro e del Sud (Zes Unica Mezzogiorno): le novità sono (paradossalmente) incomprensibili anche per il centro studi di Camera e Senato che ha analizzato il testo.

E per ora, c’è una sola certezza: l’impossibilità di muoversi in un territorio chiaro e definito rischia di compromettere i benefici delle agevolazioni sia per le aziende che per le lavoratrici e i lavoratori.

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