Pagamenti con POS e scontrini: si va verso una soglia di tolleranza per gli errori

I dati dei pagamenti con POS e degli scontrini elettronici devono viaggiare insieme: gli errori costano cari, ma si va verso una soglia di tolleranza del 5 per cento per l'applicazione delle sanzioni

Pagamenti con POS e scontrini: si va verso una soglia di tolleranza per gli errori

Gli errori negli scontrini e le incongruenze con i dati dei pagamenti elettronici si pagano a caro prezzo. Ma si fa largo l’ipotesi di una soglia di tolleranza del 5 per cento per l’applicazione delle sanzioni.

La novità arriva dai lavori di conversione in legge del Decreto Fiscale in corso in Commissione Finanze del Senato.

La previsione di un limite minimo per far scattare le penalità, formulata in un emendamento a firma Garavaglia, rappresenta la risposta alla richiesta di ammorbidire il meccanismo sanzionatorio, che in questi mesi è arrivata da diverse associazioni di categoria come Confartigianato, CNA e Casartigiani.

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Pagamenti con POS e scontrini: gli errori si pagano, ma si va verso una soglia di tolleranza

Dal 2026 da ogni attività deve partire un flusso coordinato di dati su pagamenti e scontrini elettronici.

È in questa ottica che si inserisce il nuovo obbligo di collegamento tra POS e cassa e la necessità di emettere documenti commerciali precisi sui mezzi di pagamento utilizzati dai clienti.

L’obiettivo dichiarato è quello di favorire i controlli e recuperare 50 milioni all’anno di gettito IVA.

I risultati attesi sono collegati anche alla rigidità delle nuove regole. A fronte di adempimenti di semplice gestione, è stato previsto un meccanismo sanzionatorio che punisce in maniera netta chi non si adegua alle nuove regole, ma anche chi commette errori puramente formali.

In questo contesto si inserisce la proposta di prevedere la disapplicazione di una serie di sanzioni nel caso in cui tra il numero dei corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi e quello dei pagamenti elettronici accettati ci sia una discrepanza non superiore al 5 per cento.

Incongruenze tra pagamenti con POS e scontrini: l’ipotesi di un sistema più morbido per le sanzioni

In particolare, la soglia di tolleranza riguardebbe sia la sanzione pari al 70 per cento dell’IVA corrispondente all’importo non memorizzato o trasmesso con lo scontrino, in caso di anomalie e ritardi sui dati dei corrispettivi, che la multa di 100 euro fino al limite di 1.000 euro per trimestre in caso di informazioni lacunose o sbagliate sui corrispettivi giornalieri, compresi gli errori sulle modalità di pagamento del cliente.

Inoltre, lo sbarramento proposto nei lavori del DL Fiscale riguarderebbe anche la sanzione accessoria che prevede lo stop dell’attività da tre giorni a un mese, in caso di quattro distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale compiute in giorni diversi nel corso di 5 anni.

Nessuno sconto in cantiere, invece, per le altre sanzioni introdotte con il nuovo obbligo di collegamento tra POS e cassa: il mancato abbinamento viene punito con una multa da 1.000 a 4.000 euro e con il rischio di sospensione dell’attività da 15 giorni a due mesi che possono arrivare a 6, in caso di recidiva.

In ogni caso, la linea più morbida per ora è solo una proposta al vaglio della Commissione Finanze, che si accompagna anche ad altre possibili novità per mitigare i costi delle commissioni sui pagamenti con POS sostenuti dagli esercenti.

Il cantiere per la conversione in legge del DL n. 38 del 2026 è ancora aperto: il testo con le modifiche che otterranno il via libera dovrebbe arrivare in aula a partire dal 14 maggio e dovrà, poi, passare anche alla Camera per l’approvazione definitiva.

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