L'Agenzia delle Entrate guarda con favore alla proposta di una flat tax per colf e badanti, in sostituzione dell'IRPEF ordinaria, versata direttamente dalle famiglie: l'idea di un compromesso antievasione arriva da Garavaglia
Dalle audizioni sul Decreto Fiscale che si sono tenute ieri, 14 aprile, arriva la proposta di una flat tax per colf e badanti.
L’ipotesi di una nuova tassa piatta, più leggera dell’IRPEF ordinaria, nasce dalla necessità di contrastare l’evasione del settore domestico coinvolgendo le famiglie nel ruolo di sostituti d’imposta, ovvero soggetti che al posto dei lavoratori e delle lavoratrici versano materialmente le imposte dovute, prevedendo però pagamenti più leggeri.
A farsi portavoce dell’idea è il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Massimo Garavaglia nel confronto con il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, che vede con favore una possibile estensione del ruolo che spetta solitamente alle aziende anche all’ambito familiare.
Per ricevere via email gli aggiornamenti gratuiti di Informazione Fiscale in materia di ultime novità ed agevolazioni fiscali e del lavoro, lettrici e lettori interessati possono iscriversi gratuitamente alla nostra newsletter, un aggiornamento fiscale al giorno via email dal lunedì alla domenica alle 13.00.
Una buona fonte dalla quale aggiornarsi su questi temi, gratuita e che non farà mai clickbaiting!
Flat tax per colf e badanti versata dalle famiglie: come funziona la proposta antievasione
Attualmente il settore domestico segue regole diverse dagli altri: le famiglie versano esclusivamente i contributi, mentre l’IRPEF deve essere pagata direttamente al momento della dichiarazione dei redditi dal lavoratore o dalla lavoratrice.
Ma il meccanismo non sempre funziona: “mi risulta un’IRPEF non versata di circa mezzo miliardo all’anno”, dice Garavaglia, mettendo in campo l’ipotesi di un compromesso antievasione che vede le famiglie coinvolte in prima linea.
Si guarda a “un regime semplificato per cui già che versi i contributi, versi anche la ritenuta IRPEF, magari anche semplificata con una flat tax, riducendo quindi la tassazione”.
Per far quadrare i conti, i datori di lavoro di colf e badanti dovrebbero assumere pienamente il ruolo di sostituti d’imposta.
| Chi sono i sostituti d’imposta? |
|---|
| Soggetti che di fatto si sostituiscono ai contribuenti nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria, trattenendo le imposte dovute da compensi, salari, pensioni o altri redditi erogati, versando, successivamente, le stesse allo Stato. Di solito questo ruolo è assunto, ad esempio, dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. |
La flat tax per colf e badanti piace anche all’Agenzia delle Entrate
Da un lato le famiglie sarebbero chiamate in prima linea a effettuare materialmente i pagamenti, dall’altro per alleggerire il nuovo adempimento si alleggerirebbe anche l’importo da versare, con un’imposta fissa e alternativa all’IRPEF ordinaria.
La prospettiva tracciata da Garavaglia è quella di una “semplificazione” che porta anche a una “moralizzazione del settore”. E la formula piace anche al direttore dell’Agenzia delle Entrate:
“La figura del sostituto d’imposta storicamente nasce proprio con questa funzione: di assicurare all’erario delle entrate al momento in cui si erogano determinati compensi.
In forma semplificata, senza aggravere ulteriormente il datore di lavoro, si potrebbe arrivare a una soluzione del genere.”
Per ora tutto resta teorico, ma vista la sede del botta e risposta istituzionale i lavori di conversione in legge del DL Fiscale potrebbero essere la buona occasione per discuterne in termini più concreti.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Flat tax per colf e badanti versata dalle famiglie: la proposta antievasione