2 giugno: come è indicata la festività in busta paga?

Oggi è la festa della Repubblica: come viene indicato il 2 giugno in busta paga?

2 giugno: come è indicata la festività in busta paga?

Come viene pagato chi lavora il 2 giugno?

La festa della Repubblica è sempre indicata in busta paga. A lavoratori e lavoratrici spetta la normale paga giornaliera e, in caso di attività effettivamente svolta, anche la maggiorazione prevista dal CCNL.

Vediamo come viene indicato il 2 giugno in busta paga.

2 giugno: festa della Repubblica

Il 2 giugno è una delle date in rosso nel calendario delle festività dell’anno scolastico e lavorativo per cui la normativa italiana riconosce un giorno di riposo obbligatorio. In questa data si ricorda la nascita della Repubblica italiana dopo il referendum istituzionale del 1946.

Attualmente, come previsto dalla legge n. 260/1949, sono considerati giorni festivi nazionali, oltre alle domeniche e alle Festività del Santo Patrono:

  • il 1° gennaio: Primo giorno dell’anno; Maria Santissima Madre di Dio;
  • il 6 gennaio: Epifania del Signore;
  • il lunedì dopo Pasqua;
  • il 25 aprile: Anniversario della Liberazione;
  • il 1° maggio: Festa del lavoro;
  • il 2 giugno: Festa nazionale della Repubblica;
  • il 15 agosto: Assunzione della Beata Vergine Maria;
  • il 1° novembre: Tutti i Santi;
  • l’8 dicembre: Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria;
  • il 25 dicembre: Natale;
  • il 26 dicembre: Santo Stefano.

A queste si aggiunge dal 2026 la giornata del 4 ottobre, dove si celebrerà San Francesco.

2 giugno: come è indicata la festività in busta paga?

Al pari delle altre festività previste dalla Legge anche la giornata del 2 giugno è trattata in modo particolare per quanto riguarda la retribuzione di lavoratori e lavoratrici.

Di conseguenza, anche per la celebrazione della Repubblica, così come per gli altri giorni festivi, i dipendenti troveranno in busta paga la giornata festiva retribuita come se fosse lavorata. La retribuzione durante le festività è la normale retribuzione di fatto giornaliera, compresi gli accessori.

Non si tratta di una giornate di ferie o di permesso, ma di una festività riconosciuta dalla legge e quindi la giornata è retribuita come se fosse lavorativa.

I dipendenti che non svolgono alcuna attività lavorativa in questi giorni non riceveranno somme aggiuntive. Lo stipendio mensile, infatti, già contempla l’importo relativo alle festività.

Se, come capita quest’anno, la festa cade in un giorno della settimana lavorativo (più comunemente dal lunedì al venerdì, ma dipende dal contratto), si parla di “festività goduta”, dato che coincide con un giorno normalmente lavorativo e il dipendente ne beneficia senza dover lavorare.

Festività di sabato, domenica o in giorni di riposo: il CCNL detta le regole

Diverso, invece, il caso in cui la festività (non solo il 2 giugno, vale per tutte le date indicate) cade di sabato oppure durante il giorno di riposo per chi ha un orario settimanale distribuito su 5 giorni. Le regole variano in base al CCNL applicato e dall’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa.

Nel caso di sabato non lavorativo, il giorno viene considerato semplicemente un giorno non lavorativo e non festivo. Il dipendente, quindi, da contratto non avrebbe comunque lavorato in questo giorno, quindi non gli spettano ulteriori indennizzi.

In caso contrario, come vedremo anche più avanti, il lavoratore che presta servizio durante un sabato festivo, allo stesso modo della domenica o degli altri giorni considerati festivi, ha diritto alla maggiorazione prevista dal CCNL. Ad esempio, per il CCNL commercio, la maggiorazione è pari la 30 per cento mentre è pari al 50 per cento per il CCNL metalmeccanici.

Quando, invece, la festività cade di domenica spetta una retribuzione aggiuntiva, tipicamente pari a 1/26 della retribuzione mensile (1/6 per chi è pagato settimanalmente).

Come viene pagato il lavoro nei giorni festivi

Veniamo ora al caso di lavoratori e lavoratrici che effettivamente prestano servizio nel giorno della festa della Repubblica o nelle altre giornate festive.

Chi lavora il 2 giugno ha diritto a una retribuzione maggiorata: oltre alla normale retribuzione globale di fatto giornaliera (dove, come detto, è già compreso ogni elemento accessorio) il datore di lavoro è tenuto a corrispondere la retribuzione per le ore effettivamente lavorate, con la maggiorazione per il lavoro festivo, la cui percentuale è stabilita dal contratto collettivo di riferimento (il CCNL commercio, come visto, prevede una maggiorazione del 30 per cento). In alcuni casi potrebbe essere previsto anche un giorno di riposo compensativo.

Va sottolineato che le eventuali maggiorazioni contribuiscono alla formazione di reddito imponibile. Si pagano, quindi, IRPEF e contributi INPS.

La festività è indicata nel cedolino mensile di giugno: i dettagli sulla festa della Repubblica sono indicati in dettaglio nella busta paga.