Regione Lazio: presto giù IRAP e addizionale IRPEF

Salvatore Cuomo - Imposte

La Regione Lazio prevede di ridurre l'addizionale IRPEF e l'aliquota ordinaria IRAP, ecco come, in che tempi e il confronto con le altre regioni italiane

Regione Lazio: presto giù IRAP e addizionale IRPEF

Dopo vent’anni di debito sanitario la Regione Lazio vede la fine delle maggiorazioni fiscali, aprendo la strada ad un nuovo equilibrio del prelievo tributario.

La spinta verso il risanamento strutturale dei conti della sanità laziale si appresta a ridefinire l’assetto impositivo locale, inserendosi in un più ampio contesto di abbattimento della pressione fiscale sia per il tessuto produttivo sia per i contribuenti privati.

Con l’istanza formale di uscita dal Piano di rientro dal disavanzo sanitario trasmessa pochi mesi fa dalla Regione Lazio ai Ministeri affiancanti MEF e Salute si è aperta concretamente la strada per la rimozione delle maggiorazioni coatte che ormai da circa vent’anni hanno penalizzato il territorio.

L’orizzonte temporale definitivo per l’efficacia dello sblocco si colloca nel periodo d’imposta 2027, segnando il ventennale esatto dall’introduzione del prelievo addizionale, scattato nel febbraio 2007.

Il quadro normativo e la fine degli automatismi ex L. 191/2009

Il regime di vigilanza e commissariamento ha comportato per anni l’applicazione automatica degli incrementi d’aliquota previsti per garantire il gettito vincolato alla copertura dei disavanzi sanitari regionali ai sensi dell’articolo 2, comma 80, della Legge n. 191/2009 ovvero la Finanziaria 2010.

Tale normativa ha imposto un duplice aggravio fiscale per cittadine, cittadini e imprese residenti nella Regine Lazio, colpendo quindi sia la produzione delle aziende che il reddito delle persone fisiche.

I dati contabili positivi del Lazio confermati dai numeri dell’esercizio finanziario 2025 evidenziano un avanzo d’amministrazione record pari a 321,8 milioni di euro e un indicatore del deficit stabilmente al di sotto della soglia critica del 5% del fondo sanitario ordinario.

Questi parametri hanno permesso l’avvio dell’iter tecnico di affrancamento.

Il superamento del Piano di rientro determinerà la cessazione del vincolo statale di maggiorazione coatta, restituendo alla Pisana la piena potestà legislativa tributaria in materia di manovra sulle aliquote.

Decorrenza degli effetti fiscali e sfasamento temporale: da quando “riprenderanno a respirare” cittadini, professionisti e imprenditori operanti nel Lazio?

Sotto il profilo strettamente tecnico-tributario l’eventuale approvazione dell’uscita dal Piano da parte del Consiglio dei Ministri atteso entro la fine del 2026 non potrà dispiegare effetti retroattivi sulla liquidazione del periodo d’imposta corrente.

Le aliquote applicabili rimarranno cristallizzate sui valori attuali in forza del principio di irretroattività delle norme tributarie e della necessaria programmazione di bilancio antecedente l’avvio dell’esercizio fiscale.

Il periodo d’imposta 2027 sarà quindi il primo esercizio utile in cui la Regione riacquisirà l’autonomia impositiva e potrà decretare il riallineamento alle aliquote standard mediante la Legge di Stabilità regionale e di conseguenza i riflessi finanziari positivi si manifesteranno sui versamenti intermedi e a consuntivo nei saldi ordinari calcolati nel 2028.

Di conseguenza, nel 2028 addizionale regionale IRPEF e aliquota ordinaria dell’IRAP nella regione Lazio diminuiranno.

Gli impatti sull’IRAP e le anticipazioni selettive

La rimozione dello spread fiscale dello 0,92% sull’IRAP inciderà direttamente sulla determinazione del debito d’imposta per le società di capitali e di persone operanti sul territorio regionale.

Il venir meno della maggiorazione consentirà alle imprese ordinarie di scendere dall’attuale 4,82% all’aliquota base nazionale del 3,90%.

In attesa del riallineamento complessivo l’esecutivo regionale ha già esercitato le proprie prerogative di modulazione interna previste dal D.Lgs. 446/97.

L’ultima manovra di bilancio della Regione Lazio ha, infatti, introdotto una riduzione selettiva della pressione fiscale, dimezzando la maggiorazione per le cooperative sociali, riducendola allo 0,46% con aliquota complessiva al 4,36% e confermando i regimi di esenzione per gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS con valore della produzione inferiore al milione di euro.

La manovra speculare sull’addizionale regionale IRPEF del Lazio

Il meccanismo sanzionatorio del Piano di rientro non ha risparmiato i contribuenti privati, determinando uno scatto forzato e coatto dello 0,50% sull’addizionale regionale IRPEF e spingendo l’aliquota marginale massima al livello record del 3,33%.

L’addizionale regionale IRPEF nelle varie regioni d’Italia (dati 2025)

Regione / P.A. Fino a 15.000 euro 15.001 euro - 28.000 euro 28.001 euro - 50.000 euro Oltre 50.000 euro
Abruzzo 1,67 % 1,67 % 2,87 % 3,33 %
Basilicata 1,23 % 1,23 % 1,23 % 1,23 %
Calabria 1,73 % 1,73 % 1,73 % 1,73 %
Campania 1,73 % 2,96 % 3,20 % 3,33 %
Emilia-Romagna 1,33 % 1,93 % 2,93 % 3,33 %
Friuli-Venezia Giulia 0,70 % 1,23 % 1,23 % 1,23 %
Lazio 1,73 % 1,73 % 3,33 % 3,33 %
Liguria 1,23 % 1,23 % 3,18 % 3,23 %
Lombardia 1,23 % 1,58 % 1,72 % 1,73 %
Marche 1,23 % 1,53 % 1,70 % 1,73 %
Molise 2,03 % 2,23 % 2,63 % 2,63 %
Piemonte 1,62 % 2,13 % 2,75 % 3,33 %
Puglia 1,33 % 1,43 % 1,63 % 1,85 %
Sardegna 1,23 % 1,23 % 1,23 % 1,23 %
Sicilia 1,23 % 1,23 % 1,23 % 1,23 %
Toscana 1,42 % 1,43 % 3,32 % 3,33 %
P.A. Bolzano 1,23 % 1,23 % 1,23 % 1,73 %
P.A. Trento 1,23 % 1,23 % 1,23 % 1,73 %
Umbria 1,73 % 3,02 % 3,12 % 3,33 %
Valle d’Aosta 1,23 % 1,23 % 1,23 % 1,23 %
Veneto 1,23 % 1,23 % 1,23 % 1,23 %

Per calmierare l’impatto sui redditi medio-bassi nelle more del commissariamento la Regione ha mantenuto operativo un fondo straordinario (cosiddetto “taglia-tasse”) che sterilizza l’aliquota all’1,73% per i redditi fino a 28.000 euro lasciando però esposti al prelievo massimo i contribuenti sopra i 30.000 euro.

La fine della fase emergenziale sbloccherà definitivamente anche questo fronte: sulla base del protocollo d’intesa siglato tra l’amministrazione regionale e le organizzazioni sindacali la Regione si è formalmente impegnata a rimuovere la maggiorazione dello 0,50% contestualmente all’uscita dal Piano.

Anche in questo caso l’efficacia del taglio decorrerà dall’anno d’imposta 2027 traducendosi in un alleggerimento progressivo e strutturale direttamente sulle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori residenti nel Lazio solo dal 2028.

In un contesto nazionale ecco l’asimmetria della leva fiscale a livello locale

La traiettoria di uscita intrapresa dal Lazio si inserisce in un panorama nazionale che vede ancora diverse regioni del centro sud sottoposte ai vincoli dei Piani di rientro dal deficit sanitario e più esattamente Abruzzo, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia ma con impatti decisamente asimmetrici sul piano del prelievo fiscale locale.

Il Lazio condivide la pressione fiscale IRAP e il meccanismo sanzionatorio solo con Abruzzo e Puglia, mentre altre regini come Campania, Calabria e Molise addirittura fanno peggio con l’aliquota IRAP ordinaria si attesta al 4,97%.

Da segnalare due Regioni virtuose con l’aliquota IRAP ridotta in situazioni relativamente diffuse e addirittura al di sotto dell’aliquota ordinaria del 3,90 per cento valida su scala nazionale:

  • si tratta della Valle d’Aosta, che si attesta al 2,98% per i soggetti passivi che, alla chiusura del singolo periodo d’imposta, realizzino, su base nazionale, entrambi i seguenti presupposti: a) un incremento del valore della produzione netta, aumentato degli ammortamenti rilevanti ai fini IRAP e diminuito dei contributi pubblici rilevanti ai fini IRAP, di almeno il 5 % rispetto alla media del triennio precedente b) un incremento dei costi relativi al personale, classificabili nell’articolo 2425, comma primo, lettera b), numero 9), del codice civile, diminuiti degli oneri deducibili ai fini IRAP di almeno il 5 % rispetto alla media del triennio precedente;
  • e del Trentino Alto Adige che addirittura prevede il 2,68% per la Provincia Autonoma di Trento; stessa quota per le imprese di Bolzano ma in questo caso solo per i soggetti passivi che erogano elementi economici aggiuntivi ai propri dipendenti in applicazione di contratti collettivi territoriali integrativi, accordi aziendali o che erogano premi di risultato in conformità ai relativi accordi quadro territoriali di settore.
Regione / Provincia Autonoma Aliquota Ordinaria IRAP 2025
Abruzzo 4,82 %
Basilicata 3,90 %
Calabria 4,97 %
Campania 4,97 %
Emilia-Romagna 3,90 %
Friuli-Venezia Giulia 3,90 %
Lazio 4,82 %
Liguria 3,90 %
Lombardia 3,90 %
Marche 3,90 %
Molise 4,97 %
Piemonte 3,90 %
Puglia 4,82 %
Sardegna 3,90 %
Sicilia 3,90 %
Toscana 3,90 %
Trentino-Alto Adige - Prov. Aut. Bolzano 3,90 %
Trentino-Alto Adige - Prov. Aut. Trento 2,68 %
Umbria 3,90 %
Valle d’Aosta 3,90 %
Veneto 3,90 %

Il definitivo ritorno alla normalità tributaria per la generalità dei contribuenti laziali resta ora subordinato all’ultimo via libera del Tavolo tecnico interministeriale sul rispetto dei LEA (Livelli essenziali di assistenza).

Il successo dell’iter rappresenterebbe un importante precedente di sblocco fiscale in un quadro centro-meridionale ancora fortemente ingessato dai vincoli di finanza pubblica.

Attenderemo e, ovviamente, seguiremo gli sviluppi su questo delicato tema.