Presentare il modello 730/2026 congiunto consente a coniugi e uniti civilmente di presentare un'unica dichiarazione dei redditi. Si procede insieme, ma senza effetti su redditi e detrazioni: gli aspetti da considerare
Moglie e marito, così come i partner uniti civilmente, possono presentare il modello 730/2026 insieme.
Il 730 congiunto, precompilato o ordinario, permette di unificare la dichiarazione dei redditi, con il beneficio di una corsia unica per l’erogazione dei rimborsi IRPEF così come in presenza di somme a debito da versare con addebito in busta paga o sulla pensione.
Uniti nella buona e nella cattiva sorte, anche ai fini fiscali, ma senza effetti sul fronte della tassazione dei redditi così come delle detrazioni.
Un unico 730/2026: come funziona la dichiarazione congiunta
Il modello 730 congiunto consente a coniugi e coppie unite civilmente di unificare la propria dichiarazione dei redditi.
Si tratta di una forma di semplificazione che agisce nella fase di liquidazione: in presenza di rimborsi o saldo IRPEF a debito, sarà il sostituto d’imposta del coniuge selezionato come dichiarante a farsi carico dell’erogazione delle somme o della trattenuta degli importi in busta paga o sulla pensione.
Presentare il 730 congiunto, precompilato o ordinario, è quindi particolarmente utile se ad esempio uno dei partner è senza sostituto d’imposta, per evitare i tempi lunghi di pagamento dei rimborsi se entra in campo l’Agenzia delle Entrate o per rendere più agevole le operazioni di pagamento delle imposte a debito.
Attenzione però: la semplificazione è solo procedurale.
Il 730 congiunto non somma o fa una media dei redditi: l’IRPEF resta personale
Molte coppie sposate o unite civilmente pensano che presentare il 730 congiunto significhi unire o fare una media dei propri redditi o poter sommare le detrazioni.
Si tratta di un errore: in Italia, l’imposta sul reddito (IRPEF) è strettamente personale e progressiva.
Presentare il modello congiunto è solo una semplificazione “contabile”, non una fusione fiscale: moglie e marito, così come i due partner uniti civilmente, saranno considerati separati ai fini della tassazione dei redditi.
Nel 730 congiunto ogni reddito è tassato separatamente: aliquote e scaglioni IRPEF restano personali
Supponiamo il caso di un modello 730 congiunto presentato da due coniugi, dei quali la moglie ha percepito redditi pari a 22.000 euro e il marito di 55.000 euro.
Ciascun reddito sarà tassato separatamente: le aliquote IRPEF del 23%, 35% e 43% si applicheranno quindi sulla base delle somme percepite personalmente.
I redditi non si sommano, e non si effettua una media.
Il coniuge con il reddito più basso non rischia quindi di subire un’aliquota più alta a causa del reddito del partner, così come a livello familiare non sarà applicata una tassazione maggiorata considerando le somme percepite da ambedue i partner.
Il 730 congiunto non cambia le detrazioni: il coniuge incapiente non può trasferire le spese
Un altro errore comune riguarda le spese detraibili (spese mediche, ristrutturazioni, scontrini della farmacia).
Le detrazioni spettano a chi ha sostenuto la spesa (ovvero a chi è intestata la fattura o lo scontrino fiscale).
Quando un coniuge ha un reddito proprio (anche minimo, ma superiore alla soglia per essere considerato a carico, che è di 2.840,51 euro lordi l’anno) viene considerato a tutti gli effetti un soggetto fiscale autonomo.
Se questi sostiene delle spese (mediche, assicurazioni, istruzione) ed è l’unico intestatario dei relativi documenti fiscali, si scontra con il limite della propria capienza IRPEF.
In parole semplici, se l’IRPEF lorda da pagare sul proprio redditi è pari a 400 euro, e ha accumulato spese detraibili pari a 600 euro, il conteggio finale sul 730 presentato azzererà l’imposta, ma i 200 euro eccedenti andranno persi.
In sostanza, lo Stato non rimborsa la quota di oneri che superano l’imposta lorda, con la sola eccezione della detrazione per l’affitto.
Il 730 congiunto non agisce quindi come un “travaso automatico”, permettendo al coniuge con il reddito più elevato (e con più alta capienza fiscale) di assorbire e recuperare la quota di spesa che il partner non ha potuto detrarre.
Perché fare il 730 congiunto? I vantaggi
Chiarito quindi che il 730 congiunto non fa risparmiare sul fronte del conto complessivo a livello di tassazione e detrazioni, perché può rivelarsi conveniente per le coppie?
Come detto in premessa, i benefici riguardano le procedure di liquidazione.
Se ad esempio uno dei due coniugi è un lavoratore dipendente e l’altro è un lavoratore precario, licenziato, o un pensionato senza un sostituto d’imposta fisso al momento della dichiarazione, l’intera contabilità si appoggia al datore di lavoro del “Dichiarante”.
Se il coniuge senza datore di lavoro è a credito, il rimborso non arriverà dopo molti mesi direttamente dall’Agenzia delle Entrate, ma verrà accreditato direttamente nella busta paga del partner da luglio a dicembre, sulla base delle tempistiche di presentazione del modello 730.
Se, invece, un coniuge è a debito (deve pagare) e l’altro è a credito (deve ricevere), i due importi si compensano automaticamente nel prospetto di liquidazione finale. La coppia paga o riceve solo la differenza netta.
Da non sottovalutare poi la comodità “burocratica”: si presenta un unico 730, semplificando anche la conservazione dei documenti.
Quanto non si può fare il 730 congiunto
Per completezza, è importante ricordare che la presentazione del modello 730 congiunto non è sempre possibile.
Può essere inviato in prima battuta quando almeno uno dei coniugi o uniti civilmente è in possesso dei requisiti per la presentazione del modello 730.
Possono usarla solo coniugi e uniti civilmente. Di conseguenza, non si tratta di una via percorribile se la coppia è convivente more uxorio (coppia di fatto non legata da matrimonio o unione civile regolamentata).
Non si può usare il 730 congiunto, infine, quando dei due coniugi ha la partita IVA (regime forfettario o ordinario) e deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, così come se si presenta la dichiarazione per conto di minori o persone incapaci.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Moglie e marito, il 730/2026 di coppia non unisce i redditi e non salva dall’incapienza