IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e novità sul calcolo

IRPEF 2026, scaglioni e aliquote: guida alle regole per il calcolo, alla luce delle novità in vigore dal 1° gennaio

IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e novità sul calcolo

IRPEF 2026, i tre scaglioni e le tre aliquote dettano le regole per il calcolo dell’imposta.

La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2026) ha modificato le aliquote IRPEF, intervenendo in particolare sullo scaglione di reddito da 28.000 a 50.000 euro. Dal valore del 35 per cento, dal 1° gennaio si applica il 33 per cento.

Prima di scendere nel dettaglio delle regole per calcolare l’imposta dovuta, è utile una premessa: quando si parla di scaglioni IRPEF si fa riferimento ai livelli reddituali da considerare per applicare le diverse percentuali di imposta dovuta, le aliquote per l’appunto.

Soffermiamoci quindi sulle istruzioni da seguire per determinare l’IRPEF dovuta, con un focus su detrazioni, deduzioni e regole specifiche per dipendenti, pensionati e partite IVA.

IRPEF 2026: scaglioni e aliquote

L’IRPEF è un’imposta personale e progressiva:

  • è personale in quanto si adatta alla situazione reddituale e alle spese del contribuente sul fronte di detrazioni e deduzioni;
  • è progressiva in quanto le aliquote di tassazione aumentano all’aumentare del reddito imponibile.

Per capire come si calcola è in primo luogo quindi necessario conoscere le aliquote e gli scaglioni IRPEF di reddito di riferimento, a partire dalle ultime novità.

La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta sulla struttura dell’IRPEF, modificando la seconda aliquota di tassazione.

Con un costo di circa 9 miliardi nel prossimo triennio, per i redditi che appartengono al secondo scaglione (redditi da 28.000 a 50.000 euro), l’aliquota è stata ridotta dal 35 al 33 per cento. Un taglio di due punti che si applicherà, alla luce della progressività del sistema, anche ai redditi dello scaglione più alto e che si affianca a un taglio delle detrazioni per chi supera i 200.000 euro di reddito.

L’IRPEF 2026 è quindi così strutturata:

  • aliquota del 23 per cento per i redditi fino a 28.000 euro (primo scaglione IRPEF);
  • aliquota del 33 per cento per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro (secondo scaglione IRPEF);
  • aliquota del 43 per cento per i redditi che superano 50.000 euro (terzo scaglione IRPEF).
Aliquote IRPEF 2026Scaglioni di reddito
23 per cento Fino a 28.000 euro
33 per cento Da 28.001 a 50.000 euro
43 per cento Da 50.001

Come funziona l’IRPEF, chi paga e chi no: confermata la no tax area

Aliquote e scaglioni sono il primo aspetto da conoscere per capire come funziona e chi paga l’IRPEF. Ma chi sono i soggetti tenuti a versarla?

I soggetti passivi sono persone fisiche, residenti in Italia (per i redditi posseduti all’interno e all’estero), e non residenti in Italia, limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato.

L’IRPEF è in particolare dovuta per il possesso delle seguenti tipologie di reddito:

  • di lavoro dipendente e assimilati;
  • di pensione;
  • di lavoro autonomo;
  • di impresa;
  • fondiari (fabbricati e terreni);
  • di capitale;
  • redditi diversi (articolo 67 del TUIR).

L’IRPEF è quindi applicata a numerose tipologie entrate e si può dire che è dovuta da tutti i contribuenti che percepiscono redditi imponibili.

Non tutti però sono tenuti al pagamento. È infatti prevista una no tax area IRPEF, soglia al di sotto della quale non sono dovute imposte, che per i lavoratori dipendenti e i pensionati è pari a 8.500 euro.

Per i lavoratori autonomi è invece pari all’importo di 5.500 euro.

No tax area IRPEF 2026Contribuenti
8.500 euro Dipendenti
8.500 euro Pensionati
5.500 euro Autonomi

Come si paga l’IRPEF: le regole per dipendenti, pensionati e partite IVA

Il pagamento dell’IRPEF segue modalità differenti a seconda della categoria di appartenenza.

Per dipendenti e pensionati, il versamento avviene solitamente tramite il meccanismo del sostituto d’imposta (il datore di lavoro o l’ente pensionistico come l’INPS).

L’imposta viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione ogni mese.

Ogni anno, attraverso la presentazione del Modello 730, viene effettuato il calcolo definitivo, dal quale può derivare un conguaglio a debito o un credito (e quindi un rimborso IRPEF).

Chi ha una partita IVA (non in regime forfettario, per cui vale l’imposta sostitutiva) gestisce il pagamento in autonomia attraverso il sistema di saldo e acconto tramite Modello F24:

  • il 30 giugno di ogni anno è previsto il versamento del saldo dell’anno precedente e del primo acconto dell’anno in corso. È possibile rateizzare questo versamento fino a novembre;
  • il 30 novembre si versa il secondo o unico acconto, senza possibilità di rateizzare.

IRPEF 2026, cosa sono detrazioni e deduzioni

Per capire come funziona l’IRPEF è necessario considerare anche le regole relative alle detrazioni e deduzioni.

Le deduzioni sono una forma di agevolazione fiscale che consente di ridurre il reddito sul quale applicare le aliquote IRPEF. Tra le spese deducibili vi sono, ad esempio, quelle sostenute per la previdenza complementare, l’assegno al coniuge separato o divorziato, le erogazioni liberali a favore di ONG e ONLUS, entro specifici limiti.

Le detrazioni invece riducono l’IRPEF, e sono “sconti” che si sottraggono direttamente dall’imposta dovuta sulla base del reddito imponibile (reddito al netto delle deduzioni).

Sono ad esempio detraibili le spese sanitarie, le spese di istruzione così come quelle sostenute per ristrutturare casa, entro specifici limiti e seguendo regole ad hoc caso per caso.

Detrazioni IRPEF 2026 su redditi da lavoro dipendente e autonomo

Per capire come funziona l’IRPEF è necessario considerare anche le regole relative alle detrazioni per lavoro dipendente e autonomo.

Le detrazioni sui redditi da lavoro dipendente sono disciplinate dall’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) e sono riconosciute secondo i seguenti importi:

  • 1.955 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro (l’importo minimo della detrazione riconosciuta è pari a 690 euro. In caso di lavoro a tempo determinato, non può essere inferiore a 1.380 euro);
  • 1.910 euro, aumentata del prodotto tra 1.190 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 13.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro;
  • 1.910 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro (la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 22.000 euro).

Per chi percepisce un reddito compreso tra i 25.000 e i 35.000 euro è riconosciuto un importo aggiuntivo di 65 euro. Per i redditi sopra i 50.000 euro non è prevista alcuna detrazione.

Oltre alle detrazioni IRPEF ordinarie, è inoltre riconosciuta in busta paga una detrazione aggiuntiva, secondo i seguenti importi:

  • a chi non supera la soglia dei 20.000 euro viene riconosciuta una somma che non concorre alla formazione del reddito calcolata in base a diverse percentuali:
    • 7,1 per cento fino a 8.500 euro;
    • 5,3 per cento tra 8.500 e 15.000 euro;
    • 4,8 per cento tra i 15.000 e i 20.000;
  • oltre questa soglia diventerà una ulteriore detrazione fiscale:
    • che sarà pari a 1.000 euro tra i 20.000 e i 32.000 euro;
    • per poi ridursi fino ad azzerarsi tra i 32.000 e i 40.000 euro.

A queste si aggiunge il trattamento integrativo, fino ad un massimo di 1.200 euro all’anno.

Le detrazioni incidono sul calcolo dell’IRPEF anche per gli autonomi, che beneficiano di uno sgravio pari a 1.265 euro fino a 5.500 euro di reddito.

Superata tale soglia, l’importo spettante diminuisce e bisognerà tener presenti le istruzioni specifiche di calcolo previste per il proprio scaglione di reddito.

Reddito complessivo annuo Detrazione annua autonomi e modalità di calcolo
Fino a 5.500 euro 1.265 euro
Da 5.500,01 euro e fino a 28.000,00 euro 500 + 765 x (28.000-reddito)/(22.500)
Da 28.000,01 euro e fino a 50.000,00 euro 500 x (50.000-reddito)/(22.000)
Da 50.000,01 nessuna detrazione

In aggiunta, è prevista una ulteriore detrazione di 50 euro per i lavoratori autonomi con redditi annui compresi tra 11.000 e 17.000 euro.

Calcolo IRPEF 2026: istruzioni ed esempio

Analizzate le regole principali alla base dell’IRPEF, è bene soffermarsi su come fare il calcolo dell’imposta dovuta.

Per calcolare l’IRPE sarà necessario conoscere due informazioni:

  • l’importo dello stipendio lordo;
  • gli scaglioni IRPEF

Si dovrà quindi:

  • determinare il reddito mensile;
  • sottrarre gli oneri deducibili per ottenere l’imponibile fiscale;
  • applicare la relativa aliquota IRPEF e calcolare l’imposta lorda;
  • sottrarre dall’imposta lorda le detrazioni fiscali IRPEF.

È opportuno sottolineare che concorrono al reddito mensile le seguenti somme:

  • lo stipendio al netto dei contributi INPS a carico del lavoratore;
  • le indennità di trasferta;
  • la parte imponibile delle indennità e degli assegni vari (esclusi quelli per il nucleo familiare).

Come già spiegato in precedenza, nel caso in cui i redditi non raggiungano il tetto di 8.500 euro l’imposta non è dovuta.

In base al principio della progressività, stabilito dall’articolo 53 della Costituzione, si deve considerare che si applica l’aliquota più bassa alla prima parte di reddito, secondo gli scaglioni stabiliti.

A partire dal secondo scaglione la seconda aliquota si applica sulla parte di reddito che eccede lo scaglione precedente.

Ad esempio, in caso di reddito lordo di 30.000 euro, l’IRPEF sarà così calcolata:

  • il reddito fino a 28.000 euro verrà assoggettato all’aliquota al 23 per cento;
  • la parte rimanente, pari a 200 euro, verrà assoggettata all’aliquota del 33 per cento.

A livello operativo, l’IRPEF complessiva dovuta al lordo di ulteriori oneri detraibili sarà quindi pari ad un totale di 6.440 euro fino a 28.000 euro, mentre sui 2.000 euro che eccedono l’IRPEF dovuta applicando l’aliquota del 35 per cento sarà pari a 660 euro.

In totale quindi, l’IRPEF lorda dovuta nell’esempio riportato sarà pari a 7.100 euro.

IRPEF: domande e risposte

Cos’è l’IRPEF
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, dovuta in caso di possesso di redditi di fabbricati e terreni, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, assimilati e di pensione, redditi di lavoro autonomo e d’impresa e redditi diversi elencati all’articolo 67 del TUIR. Sono soggetti passivi dell’Irpef le persone fisiche residenti e non residenti nel territorio dello Stato.

Aliquote e scaglioni IRPEF: cosa sono?
L’IRPEF è un’imposta progressiva, strutturata secondo specifiche aliquote applicate a determinati scaglioni di reddito. Semplificando, le aliquote IRPEF sono le percentuali di imposta dovuta. Gli scaglioni sono invece i livelli di reddito previsti ai fini del calcolo dell’imposta dovuta.

Cosa sono le addizionali IRPEF?
All’IRPEF nazionale si affianca l’IRPEF locale: tutti i soggetti passivi d’imposta versano una quota di imposte anche a regioni e comuni, secondo le aliquote e le regole specifiche previste dai singoli Enti. Con il termine addizionali si intende quindi la quota di IRPEF dovuta a regioni e comuni.

Chi paga l’IRPEF
Sono soggetti passivi dell’IRPEF le persone fisiche residenti e non residenti nel territorio dello Stato. Non tutti però pagano l’IRPEF: chi percepisce redditi in no tax area è esonerato dal versamento dell’imposta.

Quanta IRPEF pago in base al reddito?
L’IRPEF si calcola sulla base del proprio scaglione di reddito: fino a 28.000 euro l’aliquota applicata è del 23 per cento, valore che passa al 33 per cento fino a 50.000 euro e al 43 per cento superata quest’ultima soglia.

Come si paga l’IRPEF?
I contribuenti con sostituto d’imposta (tipicamente dipendenti e pensionati) pagano l’IRPEF mensilmente mediante un sistema di ritenute effettuate dal datore di lavoro o ente previdenziale. I titolari di partita IVA (o meglio i contribuenti senza sostituto) pagano l’IRPEF mediante modello F24, direttamente all’Agenzia delle Entrate, secondo il sistema di saldo e acconto.

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