Boom di scontrini emessi col nuovo collegamento POS RT

Francesco Oliva / Salvatore Cuomo - Comunicazioni IVA e spesometro

L' impatto dell’incrocio dei dati tra incassi elettronici e scontrini sta generando un flusso immediato di liquidità per le casse dello Stato, anche oltre le più rosee attese, aprendo la strada a un importante recupero strutturale che vale miliardi di euro. Ma rimangono di fatto inevase almeno tre domande

Boom di scontrini emessi col nuovo collegamento POS RT

Il collegamento obbligatorio tra POS e registratori telematici sembrerebbe si stia dimostrando

uno degli strumenti di conformità fiscale più efficaci mai introdotti nello storia del fisco in Italia

I dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate nelle scorse settimane dimostrano che l’incrocio automatico delle informazioni ha già fatto emergere ben 5,3 miliardi di euro di base imponibile aggiuntiva generando circa 115 milioni di scontrini fiscali in più.

Il che ha fatto sorgere diverse domande, alcune delle quali sono state inviate direttamente alla nostra redazione:

  • se lo strumento ha dimostrato questa efficacia straordinaria come mai non è stato introdotto prima considerando che gli strumenti tecnologici utilizzati esistono ormai da parecchi anni?
  • se le entrate “aggiuntive” da recupero di evasione cresceranno così tanto come migliorerà (se migliorerà...) il nostro sistema fiscale?
  • a che livello è arrivata realmente l’evasione fiscale in Italia?

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L’analisi della curva: un boom concentrato in soli due mesi

Per valutare la reale portata del nuovo sistema è importante considerare e meglio analizzare la curva di crescita di questi maggiori corrispettivi.

Sebbene l’impianto normativo sia legato alla Legge di Bilancio 2026, entrata in vigore a gennaio, la piattaforma web per l’abbinamento logico dei dispositivi è stata attivata dall’amministrazione finanziaria solo il 5 marzo, cioè più di due mesi dopo.

Questo significa che l’impatto di 5,3 miliardi non si è sviluppato uniformemente sull’intero quadrimestre oggetto di osservazione, ma si potrebbe essere ben concentrato quasi interamente tra la metà di marzo e la metà di maggio, ossia in circa due mesi di reale operatività a regime della misura.

È un dato impressionante

Vuol dire che finora molti esercenti pur utilizzando il POS non hanno emesso lo scontrino o non lo hanno emesso correttamente, in modo da non dichiarare il corrispettivo ai fini reddituali e IVA.

La nuova proiezione di un “tesoretto” annuale molto oltre le stime

Se l’effetto emersione si è generato in un periodo così ristretto le stime iniziali sul rendimento della norma andranno radicalmente riviste al rialzo.

Il gettito immediato che si stima applicando alla base imponibile l’aliquota media ponderata dell’IVA stimata tra il 14% e il 15%, un dato in linea con i modelli macroeconomici del Ministero dell’Economia e delle Finanze basati sulla reale composizione dei consumi nazionali

i circa 750 milioni di euro di IVA recuperati non sono il frutto di quattro mesi ma di appena una sessantina di giorni di pieno funzionamento

Focus: perché il 14-15% del dettaglio è più basso della aliquota media complessiva del 17,53%

Il valore del 17,53% rappresenta la media ponderata dell’intera economia nazionale, dato emergente dalla analisi dei dati della dichiarazioni dei redditi 2024, la quale include anche le grandi forniture industriali, i servizi B2B l’edilizia e i beni di lusso, tutti fortemente concentrati sull’aliquota ordinaria al 22% e solitamente documentati da fatture elettroniche oltre che pagati in modalità diversa dai POS.

Nel caso del commercio al dettaglio, invece, la scelta del 14-15% è in linea con i modelli macroeconomici del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sui corrispettivi di piccoli commercianti, artigiani ed esercenti collegati ai POS e quindi anche spese per alberghi, ristoranti, alimentari ecc il peso delle aliquote ridotte al 4% e al 10% è fisiologicamente e storicamente molto più alto rispetto alla media globale del Paese.

La proiezione su base annua del maggior gettito IVA

Estendendo questa velocità di emersione sui dodici mesi, la nuova base imponibile annuale potrebbe superare i 30 miliardi di euro. Altro dato monstre!

Di conseguenza, il solo gettito IVA strutturale generato da questa misura potrebbe correre verso una quota record compresa tra i 4,2 e i 4,7 miliardi di euro all’anno.

Un bel gruzzoletto che potrebbe regalare più di qualche sorpresa nella prossima Legge di Bilancio 2027, l’ultima della legislatura in corso che terminerà nel 2027.

Risorse subito spendibili contro la crisi e a tutela del welfare

Il vantaggio cruciale di questa accelerazione è che le maggiori risorse IVA sono introitate già da subito dallo Stato attraverso il meccanismo dell’autoliquidazione mensile o trimestrale, garantendo liquidità immediata nelle casse pubbliche.

Pur nel rispetto dei rigidi vincoli di finanza pubblica presidiati dalla Ragioneria Generale dello Stato questo flusso di cassa straordinario e ampio offre al Governo un margine di manovra strategico decisivo.

Questi fondi possono coprire una fetta importante delle risorse necessarie per mitigare i contraccolpi della crisi energetica su imprese e famiglie evitando al contempo dolorosi tagli lineari alle spese del welfare sanità e servizi sociali o ai progetti di sviluppo economico dai quali finora il bilancio pubblico era stato costretto ad attingere.

L’impatto differito: la componente imposte dirette nel 2027

A questo scenario già fortemente positivo si aggiungerà, in seconda battuta, l’effetto sulle imposte dirette tra le quali l’IRPEF l’IRES e l’IRAP.

La tassazione sui profitti derivanti dai 5,3 miliardi emersi in questa prima fase e di quelli che si accumuleranno nei prossimi mesi non è, infatti, conteggiata nei dati attuali

Questi importi concorreranno a formare il reddito dell’esercizio in corso, e i relativi versamenti a saldo si manifesteranno in differita nel corso del 2027 configurando per lo Stato un tesoretto a lungo termine ancora più imponente del previsto.

Potremo finalmente sperare ad una effettiva diminuzione del debito pubblico e della pressione fiscale?

Se lo strumento ha dimostrato questa efficacia straordinaria come mai non è stato introdotto prima considerando che gli strumenti tecnologici utilizzati esistono ormai da parecchi anni?

A questa domanda non sappiamo dare una risposta tecnicamente sostenibile però possiamo provare a ragionare con l’esperienza sul campo: si tratta di volontà politica.

Si potrebbero fare tantissimi esempi di incrocio di informazioni tra banche dati esistenti che non sono state mai fatte. Se si facessero risolveremmo molti problemi ma, allo stesso tempo, andremmo a scoperchiare sacche di evasione fiscale “politicamente accettata”...

Si tratta di un cambio culturale, discorso ben diverso da quello legato all’operatività dei singoli strumenti.

Insomma, volere è potere.

Se le entrate “aggiuntive” da recupero di evasione cresceranno così tanto come migliorerà (se migliorerà...) il nostro sistema fiscale?

Anche qui è difficilissimo dare una risposta.

Sicuramente, come già avvenuto con la fattura elettronica, il collegamento POS RT consentirà di recuperare strutturalmente una parte di evasione fiscale degli anni precedenti.

Su come migliorerà il nostro sistema fiscale ci sentiremmo di evitare previsioni troppo entusiastiche ma, allo stesso tempo, di ribadire un concetto tanto semplice quanto complicato:

Occorre semplificare moltissimo e ridurre la burocrazia a tutti i livelli

A che livello è arrivata realmente l’evasione fiscale in Italia?

L’evasione fiscale in Italia in Italia è un fenomeno storicamente significativo, ma i dati ufficiali più recenti (pubblicati e commentati nelle ultime relazioni del MEF) mostrano una tendenza al calo rispetto agli anni passati.

Attualmente, la stima complessiva del cosiddetto tax gap - la differenza tra le imposte che dovrebbero essere versate e quelle effettivamente incassate - oscilla tra gli 80 e i 90 miliardi di euro all’anno.

Si tratta di un passo avanti importante, considerando che fino a pochi anni fa la cifra superava stabilmente i 100 miliardi.

La propensione all’evasione (cioè la percentuale di imposta che viene sottratta rispetto al totale dovuto) è scesa complessivamente al 17% a livello nazionale.

La situazione varia in modo drastico a seconda del tipo di imposta e della categoria di contribuente.

L’IVA e l’IRPEF da lavoro autonomo e d’impresa costituiscono, da sole, quasi il 78% dell’intera evasione nazionale.

Il calo più netto degli ultimi anni è stato registrato proprio sull’IVA e, in parte minore, sull’IRAP.

Questo risultato è dovuto in gran parte all’introduzione di misure digitali e di tracciabilità, come l’obbligo della fatturazione elettronica e lo split payment.

Il prossimo 22 giugno 2026 alle 15.00 Sandra Pennacini e Francesco Oliva terranno un webinar live da non perdere in materia di Concordato Preventivo Biennale per le Partite IVA.

Si parlerà di come gestire il CPB nella dichiarazione dei redditi 2026, di rinnovo, di questioni contabili, delle flat tax previste, delle ultime novità e di tanto altro.

L’appuntamento è accreditato per commercialisti ed esperti contabili (per la sola live) e già accreditato per tributaristi.

Con l’acquisto del webinar si riceveranno la registrazione del video corso visibile in differita, una guida operativa con schede e schemi di sintesi e una raccolta ragionata di articoli di approfondimento sul tema. Attenzione: sarà anche l’occasione per ringraziare e presentare una piccola sorpresa ai numerosi Professionisti che seguono il progetto Academy sin dall’inizio...!