Decreto fiscale in arrivo tra promesse da mantenere e novità fuori programma

Rosy D’Elia - Fisco

Atteso oggi, in Consiglio dei Ministri, il decreto fiscale in elaborazione ormai da settimane: ci sono le promesse su iper ammortamento e tassa sui pacchi, ma anche fuori programma. Si torna indietro anche sui dividendi

Decreto fiscale in arrivo tra promesse da mantenere e novità fuori programma

Il Consiglio dei Ministri si riunirà oggi, 27 marzo, alle 17 al termine di una settimana politica decisamente complessa. Tra i punti all’ordine del giorno anche il decreto fiscale da approvare per mantenere alcune promesse fatte nelle ultime settimane: dalla proroga della tassa sui pacchi all’estensione dell’iper ammortamento.

Accanto alle novità già annunciate con due comunicati legge tra fine febbraio e inizio marzo, si parla anche di alcuni fuori programma come una ulteriore revisione delle regole di tassazione dei dividendi.

Mentre si dovrebbe già avviare il prossimo ciclo di Bilancio, il Governo decostruisce alcuni tra i punti più caldi e discussi della Manovra approvata a fine anno.

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Il decreto fiscale parte dalla tassa sui pacchi

Per la costruzione del decreto fiscale, atteso oggi in Consiglio dei Ministri, si parte dalla necessità di dare concretezza agli annunci del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

C’è da formalizzare la proroga della tassa sui piccoli pacchi (sotto i 150 euro) che nasce in Europa e che in Italia è stata delineata e messa in campo per direttissima, senza aspettare la definizione delle regole comunitarie.

La fretta nei primi mesi dell’anno ha avuto un effetto boomerang sulla catena della logistica: le spedizioni sono state dirottate in altri paesi UE per poi arrivare via terra in Italia. Questo spostamento ha compromesso anche i due obiettivi principali della novità: fare cassa e limitare l’impatto ecologico dei flussi commerciali.

E ora il biglietto di ingresso di due euro per i pacchi extra UE deve essere rimandato al 1° luglio per essere armonizzato con la stessa tassa in versione europea pari a 3 euro che entrerà in vigore proprio da luglio.

Nel pacchetto di novità del decreto fiscale in arrivo anche l’iper ammortamento

Nella lista di misure da rivedere compare, poi, l’iper ammortamento: la normativa contenuta nella Legge di Bilancio limita l’accesso ai benefici solo a coloro che acquistano beni made in Europe, un requisito stringente che ha bloccato l’attuazione della misura.

Il decreto attuativo doveva essere approvato entro il 31 gennaio scorso, ma tutto è rimasto fermo perché per allargare il raggio d’azione degli investimenti agevolati serve riscrivere la norma di riferimento.

Con il decreto fiscale in arrivo, poi, si chiarirà l’applicazione delle nuove regole per la determinazione dell’imponibile IVA relativo alle permute, che scattano solo in relazione alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.

Il testo, inoltre, dovrà prorogare fino al 30 aprile l’esonero dalla ritenuta sulle provvigioni per agenzie di viaggio e turismo, agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei e agenti e commissionari di imprese petrolifere. È questa, infatti, la prima correzione alla Manovra annunciata con un comunicato legge del 27 febbraio.

Nel decreto fiscale anche novità fuori programma: il Governo torna sui dividendi

Ma, stando alle anticipazioni, il nuovo provvedimento fiscale potrebbe accogliere anche dei fuori programma.

Intervistato dal quotidiano Il Sole 24 Ore nella giornata di celebrazione dei 25 anni dell’Agenzia delle Entrate, il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo ha anticipato l’ipotesi di una revisione della norma che riguarda la tassazione dei dividendi.

Tra i punti più discussi della Manovra fino alla fine, questo passaggio della normativa fiscale in prima battuta era stato rivisto per recuperare risorse: circa 1 miliardo di euro all’anno.

Nella prima formulazione del Disegno di Legge di Bilancio, infatti, si limitava il regime di esclusione dalla tassazione ai dividendi che derivano da partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate in misura non inferiore al 10 per cento, con un potenziale aumento di tassazione dall’1,2 al 24 per cento.

Nella formulazione finale la soglia minima per l’esenzione è stata fissata al 5 per cento o ad importi pari ad almeno 500.000 euro.

Anche per compensare questo ridimensionamento, e quindi un flusso di entrate più basso, era stata introdotta la tassa sui pacchi, ma ora è tutto di nuovo in discussione, anche a causa di difficoltà applicative delle novità inserite in Manovra.

Con questo nuovo intervento, la soglia di esenzione dovrebbe scomparire per ripristinate l’impostazione in vigore fino al 31 dicembre scorso. Anche in questo caso, però, la modifica non sarebbe a costo zero perché le nuove regole sui dividendi avrebbero dovuto portare solo quest’anno 35,2 milioni di euro per poi stabilizzarsi con un flusso di entrate a regime di circa 45 milioni di euro. “Uno sforzo di semplificazione possibile grazie al reperimento di coperture finanziarie a cui hanno lavorato nelle ultime ore gli uffici del Mef”, ha detto Leo.

Nel frattempo il cantiere del Fisco resta sempre aperto, anche in vista dello sprint finale della riforma, e tra le possibili novità fiscali c’è anche una revisione dell’adempimento collaborativo, il patto di fiducia e dialogo tra imprese e Agenzia delle Entrate. Si fa largo l’ipotesi di nuovi benefici premiali per chi aderisce. Sul modello del ravvedimento speciale che ha accompagnato le prime due edizioni del concordato preventivo biennale, si darebbe l’opportunità alle imprese di sanare debiti pregressi in maniera agevolata.

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