Arriva l'intesa delle associazioni datoriali, per ora 14, sul salario giusto: il documento condiviso fissa i criteri per individuare il contratto collettivo di riferimento
Raggiunto un accordo tra le associazioni datoriali per definire i criteri per la misurazione della rappresentanza, maggiore trasparenza sulla contrattazione collettiva e fissare i parametri per individuare il salario giusto.
Si aggiunge un tassello per la lettura delle novità introdotte dal Decreto Lavoro.
L’intesa è stata firmata ieri, 10 luglio, da 14 sigle: CNA, AGCI, ANIA, Casartigiani, CLAAI, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi – la Confederazione formata da Utilitalia e Asstra – e Legacoop.
Ma anche altre associazioni datoriali potranno sposare i principi condivisi.
L’accordo è stato accolto con favore anche dalla Ministra del Lavoro Marina Calderone che ha sottolineato:
“Con la determinazione del TEC di riferimento, firmato dalle parti sociali comparativamente più rappresentative, potremo dare uno stimolo importante anche all’incremento dei salari, che già negli ultimi due anni sono aumentati più dell’inflazione”
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Salario giusto: l’unione fa la forza (contrattuale), raggiunta l’intesa tra associazioni
Si fa un passo avanti verso l’applicazione pratica di quanto previsto in teoria con le novità del Decreto Lavoro.
I dubbi sul trattamento economico da garantire, infatti, sono nati insieme al salario giusto previsto dal DL n. 62 del 2026, che invita a prendere come riferimento il contratto nazionale comparativamente più rappresentativo, ma non definisce come misurare questa rappresentanza.
Con il documento firmato ieri, si definiscono i criteri per individuare il contratto collettivo da prendere a riferimento nella definizione di trattamenti economici adeguati, tenendo conto della tipologia dell’impresa e del settore di attività. La spinta a fissare dei parametri arriva proprio dalle ultime novità normative ed è stata favorita dal lavoro svolto dal CNEL per la riforma dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro.
Ma, come sottolineano le associazioni datoriali, non è un traguardo: rappresenta solo una prima importante tappa.
“Si tratta del primo passo di un percorso che non sarà né breve né agevole, ma che testimonia la volontà delle organizzazioni firmatarie di accompagnare la trasformazione del tessuto produttivo del Paese attraverso un sistema di relazioni industriali fondato su regole certe e condivise”.
Si legge nel comunicato stampa diffuso dalle associazioni.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Salario giusto, l’unione fa la forza (contrattuale): intesa tra associazioni datoriali