Battute finali per la riforma fiscale, Leo: stiamo lavorando sul decreto omnibus

Rosy D’Elia - Fisco

Serve uno sprint per portare a termine la riforma fiscale. Si va verso un decreto omnibus: ma più dei tempi, preoccupano le risorse. Leo: ci stiamo lavorando

Battute finali per la riforma fiscale, Leo: stiamo lavorando sul decreto omnibus

C’è tempo fino alla scadenza del 29 agosto 2026 per inserire gli ultimi tasselli nel mosaico della riforma fiscale. A inizio anno il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo ha annunciato l’arrivo di un decreto omnibus. Un atto finale per toccare alcuni dei punti ancora scoperti.

Ma, sollecitato da Informazione Fiscale, sui tempi di approvazione non si sbilancia: “ci stiamo lavorando, sarebbe il provvedimento che chiude tutta la riforma”, dice a margine dell’evento di celebrazione dei 25 anni dell’Agenzia delle Entrate che si è tenuto il 25 marzo a Montecitorio.

Candidata a entrare nel testo è, ad esempio, la revisione delle regole sulle rendite finanziarie. Ma ci sono anche dei capitoli della legge delega che, con molta probabilità, resteranno buone intenzioni: dalle agevolazioni IRPEF per i giovani alle promesse sulle aliquote IVA.

Riforma fiscale, serve uno sprint. Leo: stiamo lavorando sul decreto omnibus

Il lavoro è delicato e Leo resta cauto: alla base del decreto omnibus c’è una sola condizione: “le risorse a disposizione”, aveva evidenziato a febbraio.

Dall’avvio dei lavori a fine 2023 ad oggi sono stati approvati 18 decreti legislativi e 6 Testi Unici. A ricordarlo la stessa premier Giorgia Meloni nel suo videomessaggio di saluto per il compleanno dell’Agenzia delle Entrate.

E tra i prossimi passi c’è anche l’approvazione in via preliminare del Testo Unico sull’accertamento. Rispetto alle previsioni iniziali, mancherà all’appello il tomo dedicato alle agevolazioni fiscali. Ha chiarito Leo a inizio anno:

“Qui non daremo vita a un Testo Unico, perché la materia è così copiosa, è così rilevante, per cui pensiamo di inserirli in una raccolta sistematica, proprio per far sì che gli operatori abbiano un quadro d’insieme di tutte le agevolazioni ed esenzioni, senza avviare un Testo Unico”.

Riforma fiscale: decreto omnibus in lavorazione, serve un’accelerata sulla tabella di marcia

Il sistema fiscale è ancora in piena evoluzione e l’impresa del riordino della normativa, tra gli obiettivi fissati dalla legge delega, dovrà concludersi con un’opera titanica: l’elaborazione del Codice Tributario.

I lavori sono in corso, ma serve uno sprint: la clessidra della Legislatura sta per esaurirsi e non c’è più spazio per nuove proroghe. La tabella di marcia da rispettare per realizzare il progetto di un nuovo Fisco è stata già rivista nell’estate del 2024 e del 2025.

E una accelerata servirà anche per i lavori di attuazione secondaria: ad oggi per dare concretezza alle novità introdotte serve approvare 34 decreti attuativi, vale a dire che ci sono altrettante disposizioni da dettagliare con dei provvedimenti ad hoc per diventare operative.

Senza questo passaggio, restano inapplicabili. E su questo fronte la macchina burocratica procede a rilento: da un anno all’altro, tra approvazioni e nuovi ingressi, lo stock da smaltire è rimasto stabile a cifra 34.

Riforma fiscale: verso un decreto omnibus, ma servono risorse

Ad oggi, però, più dei tempi da rispettare preoccupano le risorse da impiegare: un problema vecchio quanto la riforma, spiega il viceministro, dal momento che le regole europee non permettono di fare deficit.

Il vero nodo sono i tributi, ammette Leo perché toccarli può avere dei costi molto alti, lo dimostra l’IRPEF.

Un piccolo margine di manovra, “i famosi quattro miliardi”, è stato recuperato dall’eliminazione dell’ACE, Aiuto alla Crescita Economica. Ma adesso che le scadenze si avvicinano, bisogna fare i conti con la realtà e diventa più difficile immaginare di trovare altri bacini di risorse.

Sono lontani i tempi in cui si ipotizzava una IRPEF a due aliquote o l’azzeramento dell’IVA su alcuni beni di prima necessità.

L’inevitabile taglio per il ceto medio, inserito nella Manovra 2026, è costato già circa 4 miliardi, il capitolo di spesa più importante in una Legge di Bilancio ristretta per tenere in equilibrio i conti pubblici, l’instabilità geopolitica richiede nuovi e imprevedibili costi da sostenere.

Giancarlo Giorgetti, numero uno di via XX Settembre, non perde occasione di ribadire l’importanza di contenere la spesa.

“Negli anni recenti l’Italia ha affrontato una fase complessa, segnata da shock esterni, tensioni geopolitiche e un intenso ciclo di riforme e investimenti. In questo contesto, il consolidamento dei conti pubblici è stato perseguito grazie sia a un miglioramento strutturale della capacità di riscossione delle entrate, fondato su equità, digitalizzazione ed efficienza amministrativa, sia grazie a una costante attività di monitoraggio e contenimento della spesa”.

Ha detto il Ministro dell’Economia a Montecitorio, durante la giornata organizzata dall’Agenzia delle Entrate.

In uno scenario di incertezze la volontà di continuare su questa linea è una delle poche certezze e la maggior parte dei punti della legge delega n. 111 del 2023 che non hanno trovato ancora riscontro concreto sono destinati a restare delle idee, soprattutto se per realizzarle servono nuove risorse.

Quanti e quali decreti legislativi della riforma fiscale sono stati adottati?

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network