Approvato e pubblicato in tempi record in Gazzetta Ufficiale, il decreto fiscale non porta novità solo sulla tassa sui pacchi e sull'iper ammortamento, ma anche su dividendi, regime impatriati e conti correnti
Più ricco del previsto il pacchetto di novità contenuto nel decreto fiscale, che è stato approvato nel Consiglio dei Ministri del 27 marzo e pubblicato nella stessa giornata in Gazzetta Ufficiale (DL n. 38 del 2026).
Nel testo non ci sono solo le correzioni annunciate sulla Manovra, come la proroga della tassa sui pacchi o l’estensione dell’iper ammortamento. Trovano posto anche il ripristino delle vecchie regole su PEX e dividendi e interventi per far quadrare i conti, come l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti aziendali.
“Si tratta di un provvedimento che va nella direzione di sostenere il sistema produttivo, offrendo alle imprese strumenti più efficaci per adattarsi alle nuove norme fiscali”, commenta soddisfatto il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo.
E, mentre si dovrebbe già avviare il prossimo ciclo di Bilancio, il Governo decostruisce alcuni tra i punti più caldi e discussi della Manovra approvata a fine anno.
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Una sintesi delle novità inserite nel decreto fiscale
| Novità | Decreto fiscale |
|---|---|
| Tassa sui pacchi | Viene prorogata al 1° luglio 2026 l’applicazione del contributo sulle spedizioni di beni importati da Paesi extra-UE, con valore dichiarato inferiore a 150 euro |
| Iper ammortamento | Viene eliminato il vincolo che limitava la maggiorazione dell’ammortamento ai soli beni prodotti negli Stati dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio economico europeo |
| Ritenuta sulle provvigioni | L’esonero viene esteso fino al 30 aprile, le novità della Manovra entrano in vigore dal 1° maggio 2026 |
| Operazioni permutative | Il nuovo regime IVA per le operazioni permutative, prevedendone l’applicazione ai contratti stipulati o rinnovati parte dal 1° gennaio 2026 |
| Credito d’imposta per le imprese salva Transizione 5.0 | Si introduce un credito d’imposta pari al 35 per cento dell’importo richiesto, destinato alle aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti Transizione 5.0 restando fuori dall’agevolazione |
| Regime dividendi e PEX | Viene ripristinato il regime di esclusione dei dividendi (nella misura del 95% per le società) e della participation exemption (PEX) dal 1° gennaio 2026. |
| Lavoratori impatriati | Si esclude la possibilità di beneficiare della flat tax per i super ricchi con redditi esteri per chi aderisce al nuovo regime impatriati |
| Avviamento negativo | Per chi adotta i principi contabili internazionali, si stabilisce che, in operazioni di cessione d’azienda, la differenza negativa tra il corrispettivo e il valore dei beni concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi |
| Sistemi di garanzia dei depositanti | Si prevede una esenzione, fino al 31 dicembre 2028, degli interessi derivanti da titoli obbligazionari corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti |
| Atleti dilettanti | Per i premi erogati agli atleti dilettanti fino al 31 dicembre 2026, viene fissata una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte di 300 euro complessivi |
| Riscossione | Sono introdotti nuovi termini per la richiesta di riconsegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione in specifici casi |
| Imposta di bollo | Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, l’imposta di bollo sui conti correnti e rendiconti aumenta da 100 a 118 euro. |
| Carta europea della disabilità | Vengono stanziati nuovi fondi per l’emissione della carta per l’anno 2026 |
| Avvocatura dello Stato | Viene autorizzata la spesa di 500.000 euro dal 2026 per il pagamento delle spese degli atti processuali e del contributo unificato per conto delle parti patrocinate dall’Avvocatura dello Stato. |
Il decreto fiscale parte dalla tassa sui pacchi
Come da previsioni, il decreto fiscale parte dalla necessità di dare concretezza agli annunci del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Con il DL n. 38 del 2026, arriva la proroga della tassa sui piccoli pacchi (sotto i 150 euro) che nasce in Europa e che in Italia è stata delineata e messa in campo per direttissima, senza aspettare la definizione delle regole comunitarie.
La fretta nei primi mesi dell’anno ha avuto un effetto boomerang sulla catena della logistica: le spedizioni sono state dirottate in altri paesi UE per poi arrivare via terra in Italia. Questo spostamento ha compromesso anche i due obiettivi principali della novità: fare cassa e limitare l’impatto ecologico dei flussi commerciali.
E ora il biglietto di ingresso di due euro per i pacchi extra UE deve essere rimandato al 1° luglio per essere armonizzato con la stessa tassa in versione europea pari a 3 euro che entrerà in vigore proprio da luglio.
Nel pacchetto di novità del decreto fiscale in arrivo anche l’iper ammortamento
Nella lista di misure corrette con il decreto fiscale compare, poi, l’iper ammortamento: la normativa contenuta nella Legge di Bilancio limita l’accesso ai benefici solo a coloro che acquistano beni made in Europe, un requisito stringente che ha bloccato l’attuazione della misura.
Il decreto attuativo doveva essere approvato entro il 31 gennaio scorso, ma tutto è rimasto fermo perché per allargare il raggio d’azione degli investimenti agevolati serve riscrivere la norma di riferimento.
Il testo, poi, chiarisce anche l’applicazione delle nuove regole per la determinazione dell’imponibile IVA relativo alle permute, che scattano solo in relazione alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.
E arriva la proroga fino al 30 aprile dell’esonero dalla ritenuta sulle provvigioni per agenzie di viaggio e turismo, agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei e agenti e commissionari di imprese petrolifere. È questa, infatti, la prima correzione alla Manovra annunciata con un comunicato legge del 27 febbraio.
Nel decreto fiscale anche novità fuori programma: il Governo torna sui dividendi
Ma il nuovo provvedimento fiscale ospita anche dei fuori programma.
“Un importante intervento riguarda il regime PEX e quello dei dividendi. Vengono ripristinate le regole vigenti al 2025 in modo da evitare comportamenti elusivi ed ulteriori complicazioni nel sistema.”
Con una nota, il viceministro Leo conferma quanto anticipato già nei giorni scorsi.
A distanza di qualche mese dall’entrata in vigore delle novità, si torna indietro anche sui dividendi. Tra i punti più discussi della Manovra fino alla fine, questo passaggio della normativa fiscale in prima battuta era stato rivisto per recuperare risorse: circa 1 miliardo di euro all’anno.
Nella prima formulazione del Disegno di Legge di Bilancio, infatti, si limitava il regime di esclusione dalla tassazione ai dividendi che derivano da partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate in misura non inferiore al 10 per cento, con un potenziale aumento di tassazione dall’1,2 al 24 per cento.
Nella formulazione finale la soglia minima per l’esenzione è stata fissata al 5 per cento o ad importi pari ad almeno 500.000 euro.
Anche per compensare questo ridimensionamento, e quindi un flusso di entrate più basso, era stata introdotta la tassa sui pacchi, ma ora si ripristina il vecchio regime.
E la modifica non è costo zero perché le nuove regole sui dividendi avrebbero dovuto portare solo quest’anno 35,2 milioni di euro per poi stabilizzarsi con un flusso di entrate a regime di circa 45 milioni di euro. La novità era stata definita da Leo, in un’intervista con il quotidiano Il Sole 24 Ore, come “uno sforzo di semplificazione possibile grazie al reperimento di coperture finanziarie a cui hanno lavorato nelle ultime ore gli uffici del Mef”.
Ma per far tornare i conti lo sforzo viene richiesto anche a cittadini e cittadine: tra le novità che contribuiranno a coprire i costi del decreto fiscale c’è anche l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti aziendali da 100 a 118 euro.
Nel frattempo il cantiere del Fisco resta sempre aperto, anche in vista dello sprint finale della riforma, e tra le possibili novità fiscali c’è anche una revisione dell’adempimento collaborativo, il patto di fiducia e dialogo tra imprese e Agenzia delle Entrate. Si fa largo l’ipotesi di nuovi benefici premiali per chi aderisce. Sul modello del ravvedimento speciale che ha accompagnato le prime due edizioni del concordato preventivo biennale, si darebbe l’opportunità alle imprese di sanare debiti pregressi in maniera agevolata.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Decreto fiscale: novità su pacchi e iper ammmortamento, ma anche su dividendi e conti correnti