La beffa del bonus bollette e il taglio corto delle accise: la sfida del caro energia resta aperta

La guerra in Medio Oriente rischia di avere effetti a lungo termine sul costo dell'energia. Il bonus bollette di 115 euro e il taglio delle accise sono solo misure tampone e dalla portata limitata, e c'è già l'invito a ridurre i consumi. Come? Anche incentivando lo smart working

La beffa del bonus bollette e il taglio corto delle accise: la sfida del caro energia resta aperta

Il bonus bollette di 115 euro e il taglio delle accise fino all’8 aprile sono due degli interventi attualmente in campo per il sostegno a cittadini e imprese colpiti dal caro energia.

Due misure tampone, che sul fronte delle bollette sono state pensate prima dello scoppio della guerra in Iran e si rivolgono a una platea ristretta, mentre per quel che riguarda i carburanti avranno una portata temporale circoscritta.

La guerra in Medio Oriente, con il blocco dello stretto di Hormuz e l’attacco agli impianti energetici di Iran e Quatar, rischia di impattare nel lungo periodo sui costi dell’energia e dei carburanti ed è necessaria una strategia di più ampio respiro da parte del Governo.

Gli interventi messi ad oggi in campo appaiono insufficienti, ed è necessario studiare misure più efficaci anche per ridurre i consumi. Su questo fronte l’Agenzia Internazionale dell’Energia richiama in campo lo smart working come misura per ridurre la domanda sul fronte dei carburanti, rievocando alla mente il periodo dell’emergenza Covid.

Il bonus bollette di 115 euro (pensato prima della guerra) si ferma a gennaio: partenza con “sorpresa”

In uno scenario internazionale carico di incertezze, il Governo ha anticipato il lavoro sul caro energia con il decreto legge n. 21/2026, prevedendo in favore delle famiglie in condizioni di disagio economico un potenziamento del bonus sociale sulle bollette.

Per il 2026 entra in campo un contributo aggiuntivo di 115 euro, il cui avvio è però caratterizzato da un’amara sorpresa. L’ARERA ha diffuso il 19 marzo il provvedimento con le regole operative e, allineandosi a quanto previsto dalla norma, ha circoscritto l’accesso alla misura ai titolari di bonus sociale alla data del 21 febbraio 2026.

Tenuto conto dell’iter che consente di accedere al bonus in bolletta, riconosciuto in automatico e senza fare domanda, a poterne beneficiare saranno solo i nuclei familiare che hanno presentato l’ISEE (di valore fino a 9.796 euro o 20.000 euro in presenza di quattro o più figli), nel mese di gennaio 2026.

Una platea ultra-ristretta, che taglia fuori chi ha ottenuto l’attestazione successivamente per quella che appare come una “svista normativa”. Non si esclude che, anche alla luce delle conseguenze della guerra in Medio Oriente, il Parlamento corra ai ripari per correggere il tiro nel corso della conversione in legge del DL n. 21/2026.

L’iter di discussione degli emendamenti, presentati in Commissione Attività Produttive della Camera, riprenderà la prossima settimana, a conclusione del periodo di stop dei lavori parlamentari per il referendum sulla giustizia.

Taglio delle accise fino all’8 aprile 2026. Dopo Pasqua prezzi pieni e salta l’ipotesi del bonus di 100 euro

Se il bonus bollette tenta di dare una risposta - evidentemente insufficiente - al caro energia, il taglio delle accise partito il 19 marzo sposta l’attenzione sul tema del rialzo del costo dei carburanti.

Anche in questo caso però si tratta di un intervento limitato, che durerà 20 giorni e quindi fino all’8 aprile 2026.

La riduzione delle accise, pari a 25 centesimi al litro, coprirà gli spostamenti del periodo delle festività pasquali, per poi venir meno salvo ulteriori interventi da parte del Governo. In parallelo entrano in campo anche misure specifiche per le imprese della pesca e dell’autotrasporto, con un credito d’imposta che coprirà i maggiori costi sostenuti.

Il mix di interventi in campo sarà in ogni caso a portata limitata sul fronte temporale, in uno scenario in cui con il blocco dello stretto di Hormuz (dal quale passa il 20 per cento del petrolio mondiale), i prezzi sono destinati a salire ulteriormente.

Al Governo è quindi richiesto di valutare sin da subito gli ulteriori interventi da mettere in campo. Oltre alla possibile proroga del taglio delle accise, finanziata dall’aumento del gettito IVA, sarebbe utile valutare anche interventi mirati a sostegno delle classi meno abbienti.

In tal senso, già prima del Consiglio dei Ministri del 18 marzo, era emersa l’ipotesi di un bonus di 100 euro, gestito tramite la Carta dedicata a te, destinato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. Una misura che potrebbe ritornare in auge nelle prossime settimane, risorse permettendo (ed è questo il primo scoglio per ogni intervento contro il caro energia).

Ridurre la domanda per ridurre i consumi: AIE invita allo smart working

Gli effetti del conflitto tra Iran, USA e Israele, con le ripercussioni sull’intero Medio Oriente, sono però imprevedibili e il rischio è che si vada verso un periodo prolungato di aumento dei prezzi, anche a causa del danneggiamento degli impianti energetici iraniani e del Qatar.

Oltre che su misure di sostegno, si inizia a ragionare su misure di comportamento volte a ridurre i consumi. In particolare, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha presentato il 20 marzo un documento contenente una serie di azioni sul lato della domanda, per attenuare gli impatti dei prezzi su imprese e famiglie.

Tra le misure immediate è inserito il ricorso allo smartworking, per ridurre i consumi di carburanti per gli spostamenti casa-lavoro nel caso di mansioni che è possibile svolgere a distanza.

Nel decalogo dell’AIE trova poi spazio la riduzione dei limiti di velocità nelle autostrade, così come incentivi all’uso del trasporto pubblico. Per quel che riguarda i consumi casalinghi, l’invito è ad usare forme di cottura elettriche, per ridurre il consumo di gas.

Sul fronte delle misure sul lavoro, il documento evidenzia che i governi possono dare il buon esempio attraverso misure nel settore pubblico, azioni normative e incentivi mirati.

Su quest’ultimo punto, l’Agenzia invita a prevedere iniziative selettive, indirizzate ai più bisognosi, ritenuti più efficaci e fiscalmente sostenibili rispetto a sussidi generalizzati. Una bocciatura tra le righe di misure come il taglio delle accise che, al contrario, si applicano a tutti e senza filtri.

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