Pace fiscale: cos’è e come funziona il “condono” delle cartelle Equitalia

Pace fiscale: ecco quando e come sarà il nuovo condono o rottamazione delle cartelle Equitalia che il Governo Lega e M5S intende inserire in Legge di Bilancio 2019.

Pace fiscale: cos'è e come funziona il “condono” delle cartelle Equitalia

Pace fiscale: come funziona e da quando sarà possibile aderire al nuovo “condono” o rottamazione delle cartelle Equitalia?

Sulla base delle ultime novità sembra ormai quasi certo che la pace fiscale sarà inserita nella Legge di Bilancio 2019 o nel decreto fiscale collegato ma non è chiaro quando si potrà fare domanda e quali saranno i debiti ammessi.

Capire, oggi, come funziona la pace fiscale e chi potrà richiedere il condono delle cartelle Equitalia non è così semplice: le novità che emergono quotidianamente sono tante e spesso divergono tra loro.

Tra queste vi è la possibile esclusione per chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle e non ha pagato le rate e l’importo dovuto. Bisognerà attendere almeno fino a settembre, mese a partire dal quale il Governo lavorerà per la definizione della Legge di Bilancio 2019.

Nonostante ciò, cerchiamo di capire cos’è la pace fiscale e qual è il programma attualmente previsto dal nuovo Governo. Innanzitutto, è bene chiarire che a volere fortemente una sanatoria delle cartelle Equitalia è Matteo Salvini della Lega.

Di pace fiscale si era parlato anche durante la fase di formazione del nuovo Governo: una delle novità fiscali inserite all’interno del programma di Lega e M5S, è quello che è già stato definito come il nuovo “condono” o rottamazione delle cartelle Equitalia.

Stando a quanto previsto dal programma, ai contribuenti con debiti nei confronti del Fisco verrà data la possibilità di aderire alla pace fiscale pagando una percentuale minima della cartella: l’importo dovuto verrà calcolato in base alla specifica situazione economica di ciascun soggetto ammesso alla procedura.

Potrebbero essere previste tre diverse aliquote di pagamento, pari al 25%, al 10% e al 6%, applicate in base al reddito.

Ancora, secondo quanto previsto dal contratto di Governo Lega e M5S, soggetti ammessi alla pace fiscale potrebbero essere tutti i contribuenti con debiti fino a 200.000 euro. Dopo le ultime novità emerse a seguito delle dichiarazioni di Salvini, tuttavia, si sollevano diverse perplessità in proposito.

È necessario chiarire che per Lega e M5S, secondo quanto dichiarato in più interviste da Salvini e Di Maio così come trascritto all’interno del Contratto di Governo, la pace fiscale non sarà un condono ma una sorta di maxi rottamazione delle cartelle Equitalia per i contribuenti falliti che non hanno potuto pagare Irpef, Iva, contributi Inps e altre imposte.

Ad oggi non è ancora stata approvata alcuna legge ma è sempre più probabile che sarà con il consueto DL fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 che verrà introdotta la pace fiscale.

La misura si rende necessaria anche per reperire le risorse necessarie all’introduzione della flat tax.

Alla luce delle novità emerse, cerchiamo di seguito di capire ad oggi come funziona e quali cartelle Equitalia potranno aderire alla procedura di condono prevista dalla pace fiscale, sulla base di quanto previsto dal contratto di Governo.

Pace fiscale: cos’è e come funziona il “condono” delle cartelle Equitalia

Potranno aderire alla pace fiscale i contribuenti con cartelle emesse fino al 2014, pari ad un massimo di 200.000 euro e l’importo da pagare sarà pari al 25%, al 10% e al 6% in base al reddito del debitore.

Già qui, tuttavia, sorgono i primi dubbi: Salvini ha dichiarato di voler chiudere soltanto le cartelle fino a 100.000 euro.

Alcune indicazioni su come funzionerà la maxi rottamazione delle cartelle che presto il nuovo Governo potrebbe introdurre sono state anticipate da Armando Siri, senatore e consigliere economico della Lega, in un’intervista al quotidiano Italia Oggi.

La pace fiscale è definita all’interno del Contratto di Governo Lega e M5S come un saldo e stralcio delle somme dovute e non pagate al fisco; la misura non avrà finalità di condono ma intende agevolare i contribuenti che, pur volendo, non potrebbero pagare i proprio debiti a causa di problemi economici.

Proprio per questo la somma che bisognerà pagare in relazione alla singola cartella Equitalia non sarà uguale per tutti ma il calcolo verrà effettuato in base al reddito dichiarato e alle difficoltà economiche del contribuente.

Saranno considerati come parametri per calcolare l’importo dovuto la presenza di figli minori, il possesso dell’abitazione o l’affitto nonché ovviamente l’attività lavorativa e l’eventuale stato di disoccupazione o cassa integrazione.

Cerchiamo di fare qualche esempio per capire nello specifico come funzionerà la pace fiscale.

Pace fiscale: quanto si paga? Alcuni esempi di calcolo per capire come funziona

Per capire in concreto come funziona la pace fiscale e quanto bisognerà pagare con il nuovo condono delle cartelle Equitalia facciamo di seguito tre esempi in base alle tre diverse aliquote previste da Lega e M5S:

  • pace fiscale al 6% per debiti di 150.000 euro di un contribuente in difficoltà economica: l’importo da pagare con il meccanismo di saldo e stralcio sarà pari a 9.000 euro;
  • pace fiscale al 10% per debiti di 150.000 euro di un contribuente con una situazione economica nella media: saldo e stralcio e pagamento di 15.000 euro per mettersi in regola con il fisco;
  • pace fiscale al 25% per debiti di 150.000 euro di un contribuente in buone condizioni economiche: importo da pagare pari a 37.500 euro.

In media, secondo i calcoli effettuati da Lega e M5S, sarà necessario pagare il 15% del proprio debito fiscale per regolarizzare la propria posizione nei confronti del Fisco ma per Armando Siri la maggior parte di cittadini, imprese e società aderiranno alla pace fiscale pagando un’aliquota del 25%.

Quando sarà in vigore la pace fiscale

La pace fiscale è uno dei punti del programma del Governo Conte più atteso da molti contribuenti con debiti nei confronti del Fisco.

Molto probabilmente sarà inserita in Legge di Bilancio 2019, in quanto le maggiori entrate previste con la nuova rottamazione delle cartelle serviranno anche per l’avvio della flat tax, inizialmente rivolta alle partite IVA e alle imprese dal 2019 e dal 2020 estesa alle famiglie.

Con quello che è stato definito come l’ennesimo condono, Armando Siri ha dichiarato che sarà possibile recuperare 35 miliardi di euro; una cifra ritenuta tuttavia enorme e irrealistica dalle opposizioni.

Proprio per questo avanzano diverse ipotesi e tra queste la possibilità che la maxi rottamazione prevista riguarderà anche la fase pre-accertamento, quella delle liti potenziali e il contenzioso tributario in tutti i gradi di giudizio.

In merito alla data di avvio, tra le ultime notizie è emersa la data di fine febbraio 2019: sarebbe questo il modo per evitare che pace fiscale e rottamazione delle cartelle in corso vadano a sovrapporsi.