Pace fiscale: cos’è e come funziona il “condono” delle cartelle Equitalia

Cos'è la pace fiscale e come funziona il condono o rottamazione delle cartelle Equitalia nel programma di Lega e Movimento 5 Stelle? Ecco il piano del Governo Conte, quali saranno i debiti ammessi e quali gli importi da pagare.

Pace fiscale: cos'è e come funziona il “condono” delle cartelle Equitalia

Cos’è e come funziona la pace fiscale?

Una delle novità fiscali inserite all’interno del programma del Governo Conte, formato da Lega e M5S, è quello che è già stato definito come il nuovo condono o rottamazione delle cartelle Equitalia.

Ai contribuenti con debiti nei confronti del Fisco verrà data la possibilità di aderire alla pace fiscale pagando una percentuale minima della cartella: l’importo dovuto verrà calcolato in base alla specifica situazione economica di ciascun soggetto ammesso alla procedura.

Saranno previste tre diverse aliquote di pagamento, pari al 25%, al 10% e al 6%, applicate in base al reddito, e potranno beneficiare del condono grazie alla pace fiscale i contribuenti con debiti fino a 200.000 euro.

È necessario chiarire che per Lega e M5S, secondo quanto dichiarato in più interviste da Salvini e Di Maio così come trascritto all’interno del Contratto di Governo, la pace fiscale non sarà un condono ma una sorta di maxi rottamazione delle cartelle Equitalia per i contribuenti falliti che non hanno potuto pagare Irpef, Iva, contributi Inps e altre imposte.

Ad oggi non è ancora stata approvata alcuna legge ma è chiaro che nelle intenzioni del Governo Conte uno dei primi provvedimenti da approvare sia proprio la pace fiscale, misura necessaria anche per reperire le risorse necessarie all’introduzione della flat tax.

Alla luce delle novità emerse, cerchiamo di seguito di capire ad oggi come funziona e quali cartelle Equitalia potranno aderire alla procedura di condono prevista dalla pace fiscale.

Pace fiscale: cos’è e come funziona il “condono” delle cartelle Equitalia

Potranno aderire alla pace fiscale i contribuenti con cartelle emesse fino al 2014, pari ad un massimo di 200.000 euro e l’importo da pagare sarà pari al 25%, al 10% e al 6% in base al reddito del debitore.

Alcune indicazioni su come funzionerà la maxi rottamazione delle cartelle che presto introdurrà il nuovo Governo è Armando Siri, senatore e consigliere economico della Lega, in un’intervista al quotidiano Italia Oggi.

La pace fiscale è definita all’interno del Contratto di Governo Lega e M5S come un saldo e stralcio delle somme dovute e non pagate al fisco; la misura non avrà finalità di condono ma intende agevolare i contribuenti che, pur volendo, non potrebbero pagare i proprio debiti a causa di problemi economici.

Proprio per questo la somma che bisognerà pagare in relazione alla singola cartella Equitalia non sarà uguale per tutti ma il calcolo verrà effettuato in base al reddito dichiarato e alle difficoltà economiche del contribuente.

Saranno considerati come parametri per calcolare l’importo dovuto la presenza di figli minori, il possesso dell’abitazione o l’affitto nonché ovviamente l’attività lavorativa e l’eventuale stato di disoccupazione o cassa integrazione.

Cerchiamo di fare qualche esempio per capire nello specifico come funzionerà la pace fiscale.

Pace fiscale: quanto si paga? Alcuni esempi di calcolo per capire come funziona

Per capire in concreto come funziona la pace fiscale e quanto bisognerà pagare con il nuovo condono delle cartelle Equitalia facciamo di seguito tre esempi in base alle tre diverse aliquote previste da Lega e M5S:

  • pace fiscale al 6% per debiti di 150.000 euro di un contribuente in difficoltà economica: l’importo da pagare con il meccanismo di saldo e stralcio sarà pari a 9.000 euro;
  • pace fiscale al 10% per debiti di 150.000 euro di un contribuente con una situazione economica nella media: saldo e stralcio e pagamento di 15.000 euro per mettersi in regola con il fisco;
  • pace fiscale al 25% per debiti di 150.000 euro di un contribuente in buone condizioni economiche: importo da pagare pari a 37.500 euro.

In media, secondo i calcoli effettuati da Lega e M5S, sarà necessario pagare il 15% del proprio debito fiscale per regolarizzare la propria posizione nei confronti del Fisco ma per Armando Siri la maggior parte di cittadini, imprese e società aderiranno alla pace fiscale pagando un’aliquota del 25%.

Quando sarà in vigore la pace fiscale

Ad oggi la pace fiscale è soltanto un punto del programma di Lega e M5S in quanto il Governo Conte non ha formalmente ancora avviato la propria attività legislativa.

Tuttavia Salvini ha ribadito che sarà il primo intervento del nuovo Governo perché le maggiori entrate previste con la nuova rottamazione delle cartelle serviranno anche per l’avvio della flat tax, inizialmente rivolta alle partite IVA e alle imprese dal 2019 e dal 2020 estesa alle famiglie.

Con quello che è stato definito come l’ennesimo condono, Armando Siri ha dichiarato che sarà possibile recuperare 35 miliardi di euro; una cifra ritenuta tuttavia enorme e irrealistica dalle opposizioni.