La riforma fiscale ha delineato i contorni per una semplificazione tout court degli adempimenti fiscali. Il decreto legislativo n. 1/2024 ha dato il via alla tregua feriale di agosto e dicembre così come al progetto della precompilata più facile e per tutti, ma la prova dei fatti smentisce le intenzioni
Un Fisco più semplice per tutti, nell’ottica della leale collaborazione tra Amministrazione finanziaria e contribuenti e per la modernizzazione del sistema tributario italiano.
La riforma fiscale, avviata con la legge delega n. 111/2023, ha individuato i principi e i criteri direttivi per la revisione generale degli adempimenti tributari.
Il primo tassello attuativo della cornice teorica delineata dall’articolo 16 della legge delega n. 111/2023 è arrivato con il decreto legislativo n. 1/2024.
L’emanazione dei provvedimenti attuativi di secondo livello ha chiuso il cerchio, ma alla prova dei fatti la semplificazione fiscale fa i conti con la realtà di un sistema tributario complesso in cui i diversi attori in campo faticano ad allinearsi.
Così è per la tregua prevista nei mesi feriali, ma anche sul fronte dell’estensione della dichiarazione precompilata e per quanto riguarda la semplificazione del calendario dei versamenti.
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Semplificare gli adempimenti: i principi della riforma fiscale tradotti nel decreto legislativo n. 1/2024
Nel complesso lavoro di riforma del sistema fiscale italiano, la semplificazione rappresenta uno degli obiettivi più ambiziosi.
Secondo i dati pubblicati dalla Tax Foundation nell’ultima edizione dell’International Tax Competitiveness Index, l’Italia è tra i Paesi OCSE con il sistema fiscale meno competitivo sul fronte della tassazione delle imprese, delle imposte sui redditi, dell’IVA e più in generale tenuto conto dell’architettura amministrativa.
Ed è alla luce di una complessità che si ripercuote sul rapporto quotidiano tra Fisco e contribuenti che la legge delega n. 111/2023 ha fissato, con l’articolo 16, specifici principi per invertire la rotta.
Il comma 1 racchiude il fulcro delle direttive che hanno orientato l’azione successiva da parte del Governo, improntata a ridurre e semplificare obblighi e adempimenti dichiarativi, rendere più semplice la modulistica, rivedere i tempi di pubblicazione dei modelli rispetto alle scadenze fiscali e dare una nuova spinta al Fisco digitale, puntando sulla dichiarazione precompilata e sulla digitalizzazione dei servizi.
La traduzione dei principi in norme operative è arrivata con il decreto legislativo n. 1/2024, il secondo provvedimento attuativo della riforma fiscale dopo quello relativo alla revisione dell’IRPEF.
I 27 articoli contenuti nel decreto in materia di razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari hanno un taglio pratico, concreto e riguardano “fatti” che caratterizzano la quotidianità del rapporto tra Fisco e contribuenti.
In fase avanzata lo stato di attuazione effettiva: delle 14 misure attuative previste dal D.Lgs. 1/2024 per le quali era prevista l’emanazione di un provvedimento o decreto ne manca soltanto uno.
L’attività regolamentare si è concentrata prevalentemente nel corso del 2024, con un completamento graduale negli anni successivi.
| Macro-Tema | Articoli di riferimento decreto 1/2024 | Focus principale e misure operative |
|---|---|---|
| 1. Dichiarazioni dei Redditi e Precompilata | Artt. 1, 2, 19, 20 | Estensione ed evoluzione della precompilata: introduzione del modello 730 guidato/semplificato; estensione del modello semplificato a chi non ha P.IVA ma percepisce redditi diversi/finanziari; estensione della precompilata alle P.IVA; ampliamento della trasmissione di dati reddituali da soggetti terzi. |
| 2. Semplificazione della Modulistica e del 770 | Artt. 3, 13, 15, 16 | Riduzione del carico informativo nei quadri fiscali: eliminazione dell’obbligo di Certificazione Unica per i forfettari; nessuna decadenza dai benefici in caso di omessa indicazione dei crediti d’imposta spettanti; eliminazione dai Modelli Redditi/IVA/IRAP di dati superflui o già in possesso del Fisco; superamento sperimentale del Modello 770 per sostituti d’imposta fino a 5 dipendenti mediante comunicazioni mensili in F24. |
| 3. Calendario Fiscale e Invio Dati Spese Sanitarie | Artt. 11, 12 | Riorganizzazione delle scadenze e flussi: anticipazione dal 30 novembre al 31 ottobre del termine di presentazione di REDDITI e IRAP (e apertura canali dal 15 aprile dal 2025); stabilizzazione dell’invio con cadenza annuale dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per la precompilata. |
| 4. Gestione degli Incarichi e Deleghe Professionisti | Artt. 4, 21 | Rapporti Fisco-Intermediario-Cliente: introduzione della procedura telematica per comunicare la cessazione dell’incarico di depositario delle scritture contabili; creazione del Modello Unico di Delega (valido fino a 4 anni) per l’accesso ai servizi dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. |
| 5. Revisione e Semplificazione degli ISA | Artt. 5, 6, 7 | Ottimizzazione degli Indici Sintetici di Affidabilità: adeguamento tempestivo alle nuove classificazioni ATECO; riduzione e precompilazione dei dati richiesti nei modelli ISA; rilascio anticipato dei software di calcolo ISA entro aprile per il 2024 ed entro il 15 marzo dal 2025. |
| 6. Scadenze di Versamento, Soglie Minime e F24 | Artt. 8, 9, 14, 17, 18 | Razionalizzazione dei pagamenti: unificazione al giorno 16 del mese di tutte le rate di saldo/acconto con termine ultimo al 16 dicembre; innalzamento a 100 € della soglia minima per i versamenti periodici IVA e ritenute di lavoro autonomo; innalzamento delle soglie per l’esonero dal visto di conformità sui crediti (70.000 € IVA / 50.000 € dirette) per contribuenti ISA affidabili; possibilità di addebito preventivo a scadenze future di F24 ricorrenti e integrazione con PagoPA. |
| 7. Tregua Fiscale e Servizi Digitali/Cassetto Fiscale | Artt. 10, 22, 23 | Miglioramento delle relazioni Fisco-Contribuente: sospensione dell’invio degli avvisi di controllo automatizzato e formale, liquidazioni e compliance nei mesi di agosto e dicembre; potenziamento dei canali digitali di assistenza, registrazione atti e contrattazione a distanza; consultazione massiva ed estrazione dati/ruoli nel cassetto fiscale. |
| 8. Corrispettivi Telematici e Adempimenti Immobiliari | Artt. 24, 25 | Integrazioni tecnologiche e territoriali: autorizzazione all’uso di soluzioni software per memorizzare/trasmettere i corrispettivi giornalieri e integrarli con i sistemi di pagamento elettronico (POS); invio telematico dei tipi di frazionamento sul "Portale dei Comuni". |
| 9. Disposizioni Finali e Decorrenze | Artt. 26, 27 | Clausole finanziarie: copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla non decadenza dei crediti d’imposta (Art. 13) e fissazione dell’entrata in vigore del decreto dal 13 gennaio 2024. |
Dichiarazione precompilata per tutti, nuove scadenze e semplificazioni per CU e 770
Al centro dei ritocchi le regole in materia di dichiarazione dei redditi.
Ben 10 degli articoli del decreto legislativo n. 1/2024 prevedono interventi sul tema, a partire dall’articolo 1 che ha introdotto il modello 730 semplificato e dal successivo articolo 2 che ha esteso la dichiarazione di dipendenti e pensionati a tutti i contribuenti persone fisiche non titolari di partita IVA, inclusi coloro che percepiscono tipologie reddituali in precedenza dichiarabili solo con il modello Redditi (ad esempio redditi di capitale o finanziari esteri).
La precompilata punta però a diventare la scelta primaria anche dei titolari di partita IVA: l’articolo 19 ha previsto dal 2024 l’estensione della dichiarazione dei redditi pronta all’uso anche per le persone fisiche che esercitano attività imprenditoriale. In parallelo è stata semplificata la modulistica (articolo 15) e la scadenza generale per adempiere agli obblighi dichiarativi è stata anticipata al 31 ottobre.
Sul fronte delle scadenze, il lavoro di riforma ha allineato i tempi di pagamento per tutte le categorie di contribuenti: secondo quanto previsto dall’articolo 8, dipendenti, pensionati e partite IVA che optano per il versamento delle imposte a rate pagano entro il 16 di ciascun mese, fino al 16 dicembre.
Impattano sugli obblighi dichiarativi anche le novità in chiave semplificazione che interessano i sostituti d’imposta. Tra queste l’abolizione della CU per i soggetti minimi e i forfettari, contenuta nell’articolo 3 e legata all’avvento della fatturazione elettronica.
Non da meno, l’articolo 16 prevede il superamento del modello 770 per i sostituti d’imposta fino a 5 dipendenti: dall’invio della dichiarazione annuale si è passati alla possibilità di trasmissione dei dati delle ritenute a cadenza mensile contestualmente ai versamenti F24.
Un Fisco semplice e più digitale: potenziato il Cassetto Fiscale, al via la delega unica
In risposta ai principi dettati dalla riforma fiscale, dal 2024 è stato avviato anche il percorso per una maggiore digitalizzazione del sistema fiscale.
In più fasi, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a rafforzare il Cassetto Fiscale: ha preso il via nelle scorse settimane il servizio di interoperabilità, ma è stato anche avviato il cammino per la pubblicazione di avvisi bonari e atti nel “cruscotto online” del Fisco.
Più semplice e più digitale anche la modalità di versamento delle imposte, con l’addebito in conto degli F24 relativi a scadenze ricorrenti o versamenti rateizzati, fino all’apertura all’utilizzo dei sistemi e canali di pagamento offerti dalla piattaforma PagoPA per il versamento delle somme dovute tramite F24.
Quest’ultimo punto resta però uno dei nodi ancora da sciogliere: si tratta dell’unica disposizione contenuta nel decreto legislativo n. 1/2024 ancora in attesa di attuazione.
Per quel che riguarda il rapporto con gli intermediari, la riforma fiscale ha portato all’introduzione di una procedura telematica per comunicare all’Agenzia delle Entrate la cessazione dell’incarico di conservazione dei libri e dei registri contabili se il cliente non vi provvede, spostando presuntivamente il luogo di conservazione presso il domicilio fiscale del contribuente.
È inoltre arrivato a compimento il progetto della delega unica: da dicembre dello scorso anno, un unico modello permette ai contribuenti di delegare i professionisti all’accesso a un numero più ampio di servizi dell’Agenzia delle Entrate e dell’AdER.
Le semplificazioni inciampano nella realtà dei fatti: cortocircuito tra abolizione CU e precompilata
Riavvolgere il filo su quanto fatto per dare concretezza al piano della riforma fiscale è utile per evidenziare i pro di un lavoro corposo effettuato nell’ultimo biennio dal Governo e dal Parlamento, ma non si può che guardare allo stato dell’arte da un punto di vista critico.
Il merito di aver posto i tasselli per la semplificazione del sistema fiscale italiano fa i conti con le sue complessità intrinseche. È il caso dell’abolizione delle Certificazioni Uniche per i forfettari, che presenta due elementi controversi.
In primis, lo stop all’invio delle CU, motivato dall’avvento dell’e-fattura anche per le partite IVA minori, non ha considerato il caso dei professionisti esclusi dal perimetro del Fisco digitale.
Il più eclatante è quello dei medici, per i quali vige il divieto di fatturazione elettronica: l’Agenzia delle Entrate è dovuta correre ai ripari specificando l’obbligo immutato di trasmissione delle certificazioni da parte dei sostituti d’imposta. Una situazione analoga si è verificata per i collaboratori assicurativi.
Il secondo problema operativo incide sul progetto di estensione della precompilata alle partite IVA, con un vero e proprio cortocircuito tra due delle disposizioni contenute nel decreto n. 1/2024.
Il compito dell’Agenzia delle Entrate di attingere ai dati delle fatture per la messa a punto della precompilata comporta che la dichiarazione predisposta necessita di essere verificata con cura. Uno dei problemi riscontrati quest’anno riguarda gli incassi: l’Agenzia delle Entrate considera incassate tutte le fatture emesse, senza tener conto però del criterio di cassa, che tassa solo i compensi effettivamente percepiti.
Scadenze fiscali lineari? Difficile rispettare i tempi, anche per il Fisco
A inibire il progetto di semplificazione dei dichiarativi anche i “tempi mobili” per il Fisco: se il decreto legislativo n. 1/2024 ha fissato al 15 marzo di ciascun anno il termine per la messa a disposizione dei software ISA, il calendario reale è stato oggetto di più ritocchi.
In primis, il decreto legislativo n. 108/2024 ha spostato la scadenza di un mese, fissando il termine al 15 aprile di ciascun anno. I lavori dell’Agenzia delle Entrate non proseguono però sempre linearmente, e per quest’anno la scadenza è stata differita ex post al 15 maggio.
Il rinvio dei tempi di pubblicazione dei software ISA incide sulle attività dichiarative, arrivano a complicare il quadro delle scadenze dei versamenti.
Cosa succede quindi? Si prorogano le imposte per le partite IVA, intervenendo sullo “scadenzario fisso” voluto nell’ambito della riforma fiscale per tutte le categorie di contribuenti.
La razionalizzazione del calendario viene di fatto meno a fronte di esigenze di proroga e rinvii ormai diventate consuetudine e che caratterizzano il rapporto tra Fisco e contribuenti.
La tregua feriale e la compliance con leva antievasione: un rapporto complicato
L’articolo 10 del decreto n. 1/2024 ha introdotto la cosiddetta tregua feriale, che prevede la sospensione, nei mesi di agosto e dicembre, dell’invio da parte dell’Amministrazione finanziaria di comunicazioni sui controlli automatizzati e formali, lettere per l’invito alla compliance e liquidazioni da tassazione separata.
L’obiettivo è garantire una pausa a contribuenti e intermediari fiscali nei periodi tradizionalmente dedicati alle ferie estive e alla chiusura dei bilanci d’esercizio.
Tuttavia, sotto il profilo critico, l’efficacia reale di questo stop è spesso minata dalle dinamiche operative che lo precedono.
Per evitare di accumulare ritardi nell’attività di accertamento e rispettare le scadenze dei piani della performance, si assiste di frequente a una concentrazione degli invii nella finestra temporale immediatamente precedente alla pausa (in particolare nelle ultime settimane di luglio).
Una conferma è arrivata dall’Agenzia delle Entrate in relazione alla tregua di agosto: seppur smentendo il boom di controlli pre-ferie, il comunicato diffuso il 17 luglio evidenzia che gli inviti alla compliance emessi nel mese che precede l’avvio della tregua rappresentano il 9 per cento del totale annuo.
Si tratta di una quota rilevante, su base annua, e che finisce con l’appesantire il lavoro degli studi già alle prese con scadenze ordinarie e straordinarie.
Abbassare la guardia è un’operazione quasi impossibile per il Fisco, considerando che le attività di compliance sono ormai un pilastro per il contrasto all’evasione fiscale. Negli accordi stretti con il MEF, l’Agenzia delle Entrate si è impegnata a inviare 2,4 milioni di lettere di compliance nel corso del 2026, per un totale di incassi attesi pari a 14,5 miliardi di euro.
In chiusura, quel che appare evidente è che l’obiettivo della semplificazione fa i conti con la realtà di un sistema fiscale complesso e articolato, dove non sempre tutti gli attori in campo seguono lo stesso copione.
Il lavoro avviato dalla legge delega n. 111/2023 è solo un primo tassello, ma per razionalizzare il Fisco italico la strada da fare è ancora lunghissima.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Fisco, semplificazioni a metà: dalla tregua feriale alle scadenze, le promesse della riforma e la realtà dei fatti