Scontrini verso l’addio? Il DL PNRR punta a eliminare la stampa su carta

Scontrini addio, con il passaggio dalla stampa su carta alla gestione digitale dell'intero flusso: lo prevede un emendamento al DL PNRR in discussione. Entro il 20 aprile 2026 la conversione in legge

Scontrini verso l'addio? Il DL PNRR punta a eliminare la stampa su carta

Lo stop alla conservazione delle ricevute cartacee dei POS apre la strada all’addio agli scontrini.

Il decreto PNRR all’esame della Commissione Bilancio della Camera tenta l’accelerata sul passaggio al digitale dell’intero flusso dei corrispettivi, guardando al rapporto tra negoziante e acquirente.

Un progetto già messo nero su bianco in una risoluzione approvata a giugno dello scorso anno in Commissione Finanze della Camera e sul quale si passa alla fase di attuazione.

Le novità sono contenute in un emendamento presentato dal Deputato Caramanna (Fratelli d’Italia) atteso al voto nelle prossime settimane. Il termine per la conversione in legge del DL PNRR n. 19/2026 è fissato al 20 aprile.

Scontrini addio: la rivoluzione digitale entra in discussione con il DL PNRR 2026

L’emendamento presentato dal Deputato di FdI punta a mandare in soffitta gli scontrini cartacei, applicando al settore commerciale lo stesso switch che dal 2019 ha caratterizzato il sistema della fatturazione tra partite IVA e verso i privati cittadini.

L’obiettivo è completare il transito al digitale dei corrispettivi, con l’eliminazione dell’obbligo di consegna dello scontrino cartaceo al cliente.

Nello specifico, intervenendo sulle disposizioni contenute all’articolo 84, comma 1 del Testo Unico IVA (decreto legislativo n. 10/2026), in vigore dal 1° gennaio 2027, si prevede che lo scontrino venga rilasciato in modalità digitale come via ordinaria.

Una novità che, stando a quanto previsto dall’emendamento in discussione, si applicherebbe sia ai pagamenti in contanti che a quelli effettuati in modalità tracciata, e quindi con carte o bancomat.

Al cliente verrebbe in ogni caso lasciata la possibilità di chiedere l’emissione esplicita dello scontrino standard di carta. La stessa regola prevista ad oggi per le fatture elettroniche B2C.

Sprint sullo scontrino digitale: obiettivo avvio per tutti dal 2027

La proposta dovrà essere sottoposta al voto della Commissione Bilancio della Camera per le dovute conferme.

I lavori ripartiranno dopo il referendum del 22 e del 23 marzo 2026, con tempi stringenti considerando che per la conversione in legge del DL PNRR c’è tempo fino al 20 aprile e che il testo dovrà essere esaminato anche dal Senato.

L’eliminazione dello scontrino cartaceo segue in ogni caso un percorso sul quale alcune conferme erano già arrivate lo scorso anno, con l’approvazione di una risoluzione presentata in Commissione Finanze della Camera dal Deputato Congedo (FdI).

La risoluzione proponeva però un percorso per gradi, prevedendo il passaggio al digitale prima per la grande distribuzione, dal 2027, e poi gradualmente per gli altri soggetti. In aggiunta, lo stop alla carta era limitato ai soli pagamenti tracciabili.

L’emendamento in discussione punta invece a un passaggio generalizzato, anche per i pagamenti in contanti, con decorrenza dal 2027.

Lo scontrino elettronico e il collegamento POS RT guida la rivoluzione digitale

Da quanto sopra è chiara la logica: se l’intero flusso di gestione dei corrispettivi segue lo stesso percorso delle fatture, è possibile completare il percorso di digitalizzazione anche nel rapporto tra clienti e commercianti.

Alla base della proposta c’è non solo l’effetto benefico in termini di impatto ambientale, ma anche le ricadute positive sul fronte della gestione documentale che ricade sui cittadini, ad esempio sul fronte della conservazione degli scontrini cartacei ai fini della dichiarazione dei redditi.

Mettere a disposizione i documenti di spesa in un portale web renderebbe più agevole l’archiviazione dei dati, e non si tratta a ben vedere di un iter complesso da attuare.

Già ad oggi l’Agenzia delle Entrate ha a disposizione i dati dell’intero flusso delle transazioni commerciali, e con l’entrata in vigore dell’obbligo di collegamento tra POS e RT il quadro dei pagamenti diventa ancora più completo.

Già in soffitta l’obbligo di conservare le ricevute cartacee dei POS

In attesa di dettagli sull’esito della proposta presentata in Commissione, è utile ricordare che già nella versione originaria il DL n. 19/2026 prevede una novità in materia di digitalizzazione della procedura di archiviazione degli scontrini.

L’articolo 8, in vigore dal 20 febbraio, prevede che le comunicazioni inviate ai clienti da banche e intermediari finanziari, anche in formato digitale, potranno essere usate in alternativa alle ricevute cartacee emesse dai terminali POS per assolvere agli obblighi in materia fiscale, a patto di porle in conservazione secondo quanto previsto dall’articolo 2220 del Codice Civile.

Il foglio di carta termica rilasciato dal POS al momento del pagamento con carte di credito o debito potrà quindi andare al macero, a condizione però che la documentazione fornita da banche e intermediari finanziari contenga i dettagli della singola operazione posta in essere.

Si tratta di un aspetto non secondario: spesso gli estratti conto bancari standard sono sintetici e non riportano quindi tutte le informazioni utili. Per essere sicuri di poter buttare la ricevute cartacee dei terminali POS, sarà necessario assicurarsi che la banca fornisca la lista dei movimenti analitica.

L’addio alla carta necessita quindi di controlli specifici da parte del contribuente.

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