In Gazzetta Ufficiale le nuove regole per l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di avvocato. Le sessioni comprenderanno due prove scritte e una orale
Le nuovo regole per l’esame di Stato per l’accesso alla professione forense sono ufficiali.
Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, la legge che delega al Governo la riforma dell’ordinamento della professione forense arriva in Gazzetta Ufficiale.
Tra le novità anche le nuove regole per l’abilitazione degli avvocati, con il superamento della disciplina emergenziale introdotta durante la pandemia e confermata fino alla sessione 2025.
Per i futuri avvocati l’esame sarà articolato in 3 prove: due scritte e una orale.
Avvocati: come si accede all’esame di stato
Ottenere una laurea in giurisprudenza è soltanto il primo passo per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Da sola, infatti, non dà diritto ad accedere all’esame di Stato.
Per poter sostenere l’esame è necessario aver effettuato un periodo di praticantato, detto pratica forense, della durata di 18 mesi e secondo i criteri stabiliti dalla legge n. 247 del 2012, che disciplina l’ordinamento della professione forense.
Avvocati: le novità dell’esame di Stato per il 2026
La nuova legge n. 137/2026 che delega al Governo la riforma dell’ordinamento forense prevede all’articolo 2, lettera bb), le nuove regole per lo svolgimento dell’esame di Stato. Questo si svolgerà in un’unica sessione annuale e sarà composto da:
- una prova scritta consistente nella redazione di un parere motivato;
- una seconda prova scritta consistente nella redazione di un atto giudiziario;
- una prova orale.
Le prove scritte si svolgeranno in presenza, utilizzando il PC e con il solo ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza.
La prima prova prevede la redazione di un parere motivato su una questione proposta in una materia scelta dal candidato tra:
- diritto privato;
- diritto penale;
- diritto amministrativo.
La seconda prova scritta prevede la redazione di un atto giudiziario relativo a un quesito proposto in una materia scelta dal candidato tra quelle già previste per la prima prova scritta.
Il colloquio orale verterà sull’analisi di un caso pratico e una serie di quesiti finalizzati a verificare la preparazione, sia sul piano sostanziale sia su quello processuale, nell’ambito del diritto civile, penale o amministrativo.
A ciò si aggiungeranno ulteriori quesiti sull’ordinamento professionale, la deontologia forense, la previdenza e la verifica delle conoscenze teoriche su una materia a scelta tra:
- diritto commerciale;
- diritto costituzionale;
- diritto del lavoro;
- diritto dell’Unione europea;
- diritto ecclesiastico;
- diritto internazionale;
- diritto tributario.
La legge sarà in vigore a partire dal 16 agosto 2026.
Esame di Stato per gli avvocati: stop alla disciplina emergenziale
L’ultima tornata di esami si è svolta secondo le regole previste dal regime transitorio, introdotto durante l’emergenza sanitaria e successivamente prorogato.
L’esame si articolava in una sola prova scritta, consistente nella redazione di un atto giudiziario, seguita da un orale articolato in tre fasi:
- la soluzione di un caso pratico su una materia a scelta tra: diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo;
- la discussione di casi brevi per attestare le capacità argomentative e di analisi su tre materie a scelta tra diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, diritto processuale civile e diritto processuale penale.
- conoscenza dell’ordinamento forense.
La revisione dell’esame di Stato giunge dopo un lungo periodo di confronto. L’obiettivo è la definizione di un quadro normativo stabile e chiaro e di un esame “serio” che possa garantire la selezione per l’accesso alla professione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Esame di Stato per gli avvocati: ufficiali le nuove regole