Nessuna indennità ai dipendenti di Inl e Anpal, sciopero il 4 marzo

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Una lunga lista di organizzazioni sindacali ha proclamato l'agitazione perché non è prevista l'erogazione del beneficio al personale delle due agenzie e per la mancanza di finanziamento degli obiettivi di lotta al lavoro sommerso, che pure sono stati inclusi nel Pnrr.

Nessuna indennità ai dipendenti di Inl e Anpal, sciopero il 4 marzo

Sciopero fissato per il prossimo 4 marzo da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’Anpal. I motivi? I dipendenti di entrambi gli enti risultano per ora esclusi dall’erogazione della perequazione dell’indennità di amministrazione prevista nella bozza di un prossimo Dpcm, riconosciuta invece agli altri dipendenti ministeriali.

Inoltre, la lunga lista delle organizzazioni sindacali che hanno fissato la giornata di astensione e che comprende Usb pubblico impiego, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Confintesa Fp e Confsal Unsa protestano anche contro la mancanza di finanziamento degli obiettivi di lotta al lavoro sommerso, nonostante siano stati inclusi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Un corpo ispettivo e amministrativo di supporto ridotto all’osso dai pensionamenti - si legge in una nota di Usb - sempre più privo di strumenti e mezzi, sempre meno formato e motivato, sempre peggio retribuito, è utile solo, nonostante il singolo impegno dei lavoratori del settore, a protrarre questo stato di cose… e questo vale anche per il resto delle funzioni relative alle due ‘Agenzie’”

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Ma cerchiamo di vedere più nel dettaglio le ragioni dello sciopero del 4 marzo.

Personale Inl e Anpal senza indennità di amministrazione

I dipendenti statali saranno interessati prossimamente dall’erogazione di una somma oscillante tra i 2500 e i 1500 euro all’anno, secondo la qualifica, per la perequazione delle indennità di amministrazione, impiegando fondi inclusi nella legge di bilancio del 2020.

Tutto bene quindi? Non tanto dato che per motivi non condivisi alle organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero nazionale del 4 marzo, il personale dell’Inl e dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro e anche quello di altre agenzie, risulta escluso dalla bozza di un prossimo Dpcm.

Si potrebbe pensare che il beneficio venga riconosciuto esclusivamente ai dipendenti dei ministeri, ma questa motivazione viene respinta dai sindacati che segnalano come i due enti di fatto siano sorti come emanazioni dirette del Ministero del Lavoro.

Sta di fatto che l’esclusione dalla perequazione dell’indennità di amministrazione si inserisce in un contesto di fragilità di entrambe le agenzie che operano nel settore delicato della promozione delle opportunità di lavoro (Anpal) e della tutela delle condizioni di legalità e sicurezza dello stesso (Inl).

L’Anpal da tempo è al centro di polemiche per l’utilizzo di personale con contratti a tempo determinato, mentre l’Inl ha un organico ridotto all’osso, nonostante ci sia il gravissimo problema di garantire condizioni di sicurezza e legalità nei luoghi di lavoro.

Sciopero Inl e Anpal, mancano i soldi per la lotta al lavoro sommerso

In particolare, per l’Inl, quello che ha fatto scattare la reazione dei sindacati e dei lavoratori è l’attribuzione di nuove responsabilità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, senza che venissero effettuate nuove assunzioni e senza adeguate risorse economiche.

Tuttavia, il mancato riconoscimento dell’armonizzazione dell’indennità di amministrazione non è l’unico motivo alla base della protesta dei sindacati.

Le organizzazioni di categoria si sono mobilitate anche perché gli obiettivi di contrasto al lavoro sommerso individuati dal Pnrr sono al momento privi di finanziamento nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 agosto dello scorso anno.

Per tutte queste ragioni la giornata del 4 marzo non si limiterà alla sola astensione dal lavoro, ma le organizzazioni sindacali prevedono anche una manifestazione nazionale di tutto il personale, fissata per la stessa giornata.

Inoltre si prevede un calendario fitto di iniziative assembleari e di coinvolgimento dei cittadini nella vertenza.

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