Il calcolo delle detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi quest'anno sarà più complicato e dal prossimo il livello di complessità aumenta ancora di più tra tagli, decalage e quoziente familiare
Sapere quanto si paga di IRPEF diventa ogni anno più complesso per alcune fasce di reddito: non basta, infatti, conoscere le aliquote. L’importo finale è determinato anche dalle detrazioni fiscali e calcolarle è una corsa a ostacoli.
Da quest’anno debutta il taglio dato dal quoziente familiare, il tetto massimo delle spese detraibili determinato in base alla situazione economica e anagrafica. Mentre per determinare gli sconti IRPEF dal prossimo anno si dovrà tenere conto anche del taglio di 440 euro introdotto per limitare i benefici della riduzione dell’IRPEF per chi supera i 200.000 euro.
Rebus detrazioni fiscali: dichiarazione dei redditi sempre più complessa
Dalle spese scolastiche alle donazioni ai partiti politici, ci sono una serie di costi che i contribuenti sostengono nell’arco dell’anno che possono essere trasformati in sconti d’imposta.
Solitamente si recupera una percentuale della spesa detraibile sostenuta, tenendo conto di particolari requisiti o limiti di importo.
Ad esempio, con la dichiarazione dei redditi si può sottrarre dalle imposte dovute il 19 per cento delle spese scolastiche sostenute, fino a un massimo di 1.000 euro: lo sconto legato ai costi di istruzione, di conseguenza, può arrivare fino a 190 euro.
Accanto a queste regole generali previste dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, negli ultimi anni sono state introdotte una serie di novità per ridurre le detrazioni fiscali ai cittadini e alle cittadine che hanno redditi più alti, anche nell’ottica di limitare i benefici della revisione dell’IRPEF.
Semplificando, non basta più applicare una percentuale alla spesa detraibile per conoscere il valore della detrazione. Ma ci sono una serie di operazioni matematiche preventive e successive da effettuare.
Dichiarazione dei redditi 2026: debutta il quoziente familiare per le detrazioni fiscali
Partendo dalla novità che debutta nella dichiarazione dei redditi 2026, chi ha un reddito alto può calcolare gli sconti d’imposta su un importo massimo di spese detraibili:
- che arriva fino a 14.000 euro per la fascia di reddito tra i 75.000 e i 100.000 euro;
- e a 8.000 euro per chi supera i 100.000 euro.
A complicare il quadro, la necessità di stabilire la cifra effettiva che limita i benefici fiscali in base al numero di figli o figlie a carico, oltre che dal reddito.
| Numero di figli e figlie | Reddito | Tetto massimo |
|---|---|---|
| 0 | Oltre i 75.000 euro | 7.000 euro |
| Oltre i 100.000 | 4.000 euro | |
| 1 | Oltre i 75.000 euro | 9.800 euro |
| Oltre i 100.000 | 5.600 euro | |
| 2 | Oltre i 75.000 euro | 11.900 euro |
| Oltre i 100.000 | 6.800 euro | |
| Più di 2 | Oltre i 75.000 euro | 14.000 euro |
| Oltre i 100.000 | 8.000 euro |
Alla regola, che nasce già complessa, poi non mancano le eccezioni. Non c’è alcuna limitazione specifica per le seguenti tipologie di costi:
- le spese sanitarie detraibili;
- le somme investite nelle start-up innovative;
- le somme investite nelle piccole e medie imprese innovative.
Per calcolare correttamente gli sconti fiscali ci si può affidare alla procedura automatizzata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Ma chi dichiara più di 120.000 euro non può chiudere la pratica con questi calcoli.
Dichiarazione dei redditi 2026: oltre i 120.000 euro, quoziente familiare e decalage per le detrazioni fiscali
In linea con le regole imposte dalle singole detrazioni e nel rispetto del limite di spese detraibili, una volta stabilito il valore delle detrazioni è necessario ridurlo, applicando il decalage previsto dal 2020.
Gli sconti d’imposta del 19 per cento sulle spese previste dall’articolo 15 del TUIR decrescono a partire dai 120.000 euro di reddito fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 240.000 euro.
Anche in questo caso ci sono delle eccezioni: salve le spese sanitarie e quelle sostenute per gli interessi passivi per mutui.
Calcolare le detrazioni IRPEF assomiglia a un rompicapo e il livello di complessità è destinato ad aumentare con le dichiarazioni dei redditi del 2027.
Verso dichiarazioni dei redditi ancora più complesse
L’ultima Manovra approvata, infatti, prevede un taglio di 440 euro sull’importo complessivo di alcune detrazioni per i redditi che superano i 200.000 euro: la regola nasce per escludere i contribuenti più ricchi dal risparmio fiscale che deriva dalla riduzione della seconda aliquota IRPEF.
Vengono ridimensionati gli sconti legati alle seguenti voci:
- spese detraibili al 19 per cento (escluse quelle sanitarie);
- erogazioni liberali in favore dei partiti politici;
- premi di assicurazione per rischio eventi calamitosi.
A partire dalle dichiarazioni del prossimo anno, oltre al canonico calcolo delle detrazioni fiscali, i contribuenti con redditi alti arrivano al risultato finale facendo altre tre operazioni matematiche:
- è necessario applicare il tetto dato dal quoziente familiare;
- ridurre l’importo, tenendo conto del decalage previsto oltre i 120.000 euro;
- tagliare la cifra finale di 440 euro.
Tutto questo escludendo da ogni sottrazione le spese che fanno eccezione.
| Misura | Descrizione | Soglie di reddito | Importi / Tetti | Voci escluse (Salvate dai tagli) |
| Tetto Quoziente Familiare (Art. 16 ter TUIR) | Limite massimo delle spese su cui calcolare la detrazione | 75.000€ - 100.000€ | Max 14.000 euro | Spese sanitarie, investimenti in Start-up e PMI innovative |
| Oltre 100.000€ | Max 8.000€ | Spese sanitarie, investimenti in Start-up e PMI innovative | ||
| Decalage (Art. 15 TUIR) | Riduzione progressiva della detrazione del 19% fino all’azzeramento | Da 120.000€ a 240.000€ | Riduzione progressiva fino a 0€ | Spese sanitarie, interessi passivi su mutui |
| Taglio forfettario | Sottrazione fissa dall’importo finale delle spese detraibili, delle donazioni, dei premi assicurativi | Oltre 200.000€ | Taglio di 440€ | Spese sanitarie |
La necessità di limitare i benefici per le persone più ricche nasce anche dall’esigenza di limitare le cosiddette tax expenditures, le spese fiscali che derivano dai benefici concessi ai contribuenti. L’obiettivo ultimo, quindi, è quello di preservare le casse dello Stato.
Ma quando il percorso tracciato è troppo complesso, si compromette anche la possibilità di arrivare alla meta. E, infatti, secondo gli studi condotti dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio sulla Manovra 2026, il risparmio che deriverà dal taglio di 440 euro è irrisorio.
Si agisce su importi già ridotti dalle regole precedenti: coordinando la novità con le precedenti misure, si potranno recuperare solo 11 milioni di euro, a fronte di un potenziale risparmio di 79,2 milioni di euro.
Le novità hanno preso posto nell’articolo 16-ter del TUIR che ha un nome paradossale: riordino delle detrazioni.
Orientarsi tra le regole diventa, anno dopo anno, sempre più complesso. E dalle stime di incasso dell’UPB arriva un messaggio chiaro: i risultati della stratificazione delle norme non sono solo formali, le conseguenze di una mancata armonizzazione normativa sono soprattutto sostanziali.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dichiarazione dei redditi: dal 2026 il calcolo delle detrazioni fiscali diventa sempre più complesso