Partite IVA, ultima chiamata per il ravvedimento speciale: si paga entro il 16 marzo 2026

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Partite IVA, verso la scadenza per l'adesione al ravvedimento speciale. Per chi ha scelto il concordato preventivo biennale, è tempo di pagare le somme a forfait dovute: la scadenza è il 16 marzo 2026

Partite IVA, ultima chiamata per il ravvedimento speciale: si paga entro il 16 marzo 2026

Ravvedimento speciale, partite IVA alla cassa.

Entro il 16 marzo 2026 chi ha aderito al concordato preventivo biennale potrà scegliere di aderire alla sanatoria sulle annualità dal 2019 al 2023. Non serve fare domanda, ma è il pagamento il passaggio “obbligato”.

Il ravvedimento speciale permette di mettersi in regola versando un’imposta sostitutiva su una base imponibile forfettaria, determinata sulla base del punteggio di affidabilità fiscale conseguito.

Un concordato “retroattivo” per il quale sarà possibile scegliere di versare in un’unica soluzione o a rate, seguendo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con le FAQ pubblicate il 5 febbraio.

Partite IVA, in scadenza il 16 marzo 2026 il ravvedimento speciale CPB

Ritenuto da alcuni come uno dei principali vantaggi del concordato preventivo biennale, il ravvedimento speciale è stato abbinato al patto tra Fisco e partite IVA nella prima così come nella sua seconda edizione.

Nell’ottica di incentivare le adesioni al concordato, la logica del ravvedimento speciale è di fornire una possibilità di salvaguardia sul passato alle partite IVA che scelgono la via della pianificazione preventiva di redditi - e quindi imposte.

Per chi ha aderito al concordato preventivo biennale 2025/2026, il ravvedimento speciale consente di sanare le irregolarità commesse nelle annualità dal 2019 al 2023, versando un’imposta sostitutiva ridotta su una base imponibile determinata in maniera forfettaria.

Un vero e proprio concordato sul passato, per il quale è dietro l’angolo la scadenza per l’adesione. Il pagamento dell’intera somma dovuta o della prima rata entro la scadenza del 15 marzo 2026, è il passaggio che consente al titolare di partita IVA di ravvedere una o più annualità comprese nel range sopra indicato.

La scadenza ordinaria cade di sabato, e sarà quindi possibile versare le somme dovute entro il termine ultimo di lunedì 16 marzo.

Ravvedimento speciale, imposta e base imponibile a forfait: conta il voto ISA

Per poter calcolare la somma dovuta è necessario considerare il punteggio ISA conseguito nelle diverse annualità interessate dal ravvedimento speciale.

In prima battuta, per determinare la base imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva bisognerà tener presente la differenza tra il reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato in ciascuna annualità e il valore dello stesso incrementato nella misura del:

  • 5 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari a 10;
  • 10 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 8 e inferiore a 10;
  • 20 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 6 e inferiore a 8;
  • 30 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 4 e inferiore a 6;
  • 40 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 3 e inferiore a 4;
  • 50 per cento per i soggetti con punteggio ISA inferiore a 3.

Sul valore del reddito teorico da sanare si applicherà quindi una flat tax ridotta, pari al:

  • 10 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 8;
  • 12 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;
  • 15 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è inferiore a 6.
Punteggio ISAIncremento RedditoAliquota Flat Tax
10 5% 10%
8 - 9,9 10% 10%
6 - 7,9 20% 12%
4 - 5,9 30% 15%
3 - 3,9 40% 15%
inferiore a 3 50% 15%

Sul fronte dell’IRAP, l’imposta sostitutiva è dovuta nella misura unica del 3,9 per cento.

Il valore dovuto è ancor più basso per gli anni 2020 e 2021: le percentuali di cui sopra sono ridotte del 30 per cento in considerazione della crisi Covid-19.

In tutti i casi è prevista una soglia minima pari a 1.000 euro di imposta sostitutiva per ciascun anno “regolarizzato” mediante il ravvedimento speciale.

Calcolo del ravvedimento speciale: due esempi sul 2019 e sul 2020

Supponiamo che un contribuente abbia dichiarato nel 2019 un reddito di 50.000 euro con un punteggio ISA pari a 7.

Per calcolare l’importo dovuto per il ravvedimento speciale è necessario seguire i seguenti passaggi:

  • Determinazione base imponibile: con ISA 7, l’incremento del reddito è del 20 per cento:
    • 50.000 euro x 20% = 10.000 euro (Base imponibile per l’imposta sostitutiva).
  • Calcolo imposta sostitutiva: Con ISA 7, l’aliquota è del 12 per cento:
    • 10.000 euro x 12% = 1.200 euro.
  • Calcolo IRAP: aliquota fissa al 3,9 per cento (390 euro)
    • Totale dovuto per il 2019:1.200 + 390 euro = 1.590 euro.

Per gli anni 2020 e 2021, le basi imponibili calcolate sopra si riducono del 30 per cento. Riprendendo gli stessi dati dell’esempio precedente:

  • Base imponibile ridotta: 10.000 euro - 30% = 7.000 euro;
  • Imposta Sostitutiva (12% su 7.000 €): 840 euro;
  • IRAP (3,9% su 7.000 euro): 273 euro.
  • Totale calcolato: 1.113 euro.

Ravvedimento in un’unica soluzione o a rate dal 16 marzo 2026

Per il versamento dell’imposta sostitutiva, la finestra per il versamento si è aperta dal 1° gennaio e ci sarà tempo fino a lunedì 16 marzo 2026.

Chi sceglie la via del ravvedimento speciale potrà optare per il versamento in un’unica soluzione o a rate e, in quest’ultimo caso, le istruzioni sono state pubblicate dall’Agenzia delle Entrate con una FAQ datata 5 febbraio.

L’Amministrazione Finanziaria ricorda che è possibile ripartire il debito in un massimo di dieci rate mensili di pari importo, da pagare entro il mese di dicembre.

Ravvedimento speciale 2019/2023Scadenze
Prima rata 15 marzo (16 marzo)
Seconda rata 15 aprile
Terza rata 15 maggio
Quarta rata 15 giugno
Quinta rata 15 luglio
Sesta rata 15 agosto (differita al 20 agosto per effetto della proroga feriale)
Settima rata 15 settembre
Ottava rata 15 ottobre
Nona rata 15 novembre
Decima e ultima rata 15 dicembre

Se un contribuente ha versato la prima rata in anticipo (ad esempio il 20 gennaio 2026), la scadenza della seconda rata è fissata al 15 aprile 2026, la terza il 15 maggio 2026, e così via fino a esaurimento del piano.

Il ravvedimento ferma i controlli. Per chi decade più tempo al Fisco

Tra i vantaggi della sanatoria non vi è solo la possibilità di regolarizzarsi a prezzo ridotto, ma anche lo stop agli accertamenti sui redditi d’impresa o di lavoro autonomo relativi alle annualità interessate.

Una limitazione che incontra però delle eccezioni, ad esempio in caso di decadenza dal concordato preventivo biennale, ma anche in caso di mancato versamento delle rate dovute.

In questi casi lo “scudo” viene meno e l’Agenzia potrà riprendere i controlli, con un anno in più di tempo: i termini di decadenza per l’accertamento sono prorogati fino al 31 dicembre 2028.

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