Recovery Plan: cos’è e cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Recovery Plan: cos'è e cosa prevede? Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021. Sono 222 i miliardi a disposizione, che il testo del PNRR suddivide in 6 missioni principali.

Recovery Plan: cos'è e cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Recovery Plan, è stato approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A dare il via libera al testo del PNRR è stato il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 12 gennaio 2021.

Cos’è e cosa prevede il testo del Recovery Plan? Si tratta del documento che individua le azioni da porre in essere per il rilancio dell’Italia, e che poggia su un totale di 222 miliardi di euro.

Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza sarà inviato alla Camera e al Senato, e poi sarà sottoposto al vaglio dell’Europa per una valutazione sulle azioni intraprese per superare ed affrontare le conseguenze economiche e sociali causate dal Covid-19.

Digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica ed inclusione sociale sono gli assi strategici del Recovery Plan. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il testo approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021.

Recovery Plan: cos’è e cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il testo del Recovery Plan approvato nella lunga e complessa riunione del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021 stabilisce le misure che dovranno dare attuazione in Italia al programma Next Generation EU, definita come la grande occasione per lo sviluppo dell’Italia, e che richiedere uno sforzo collettivo ed urgente.

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, punta a rendere l’Italia più inclusiva e sostenibile, con una serie di riforme ritenute necessarie per superare la crisi causata dal Covid-19.

Cosa prevede quindi il testo del Recovery Plan? Per analizzare le novità, soffermiamoci sui contenuti del comunicato stampa diramato a conclusione del Consiglio dei Ministri, e della bozza del testo in pdf in circolazione.

Il testo del Recovery Plan è articolato in 6 missioni, aree tematiche strutturali di intervento:

  • digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
  • rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • istruzione e ricerca;
  • inclusione e coesione;
  • salute.

Ecco di seguito il testo in bozza del Recovery Plan (versione del 12 gennaio 2021), in attesa della versione definitiva che sarà vagliata dal Parlamento:

Testo pdf Recovery Plan
Bozza del 12 gennaio 2021

Cosa prevede il Recovery Plan, dalla digitalizzazione della PA al lavoro per giovani e donne

Scendendo nel dettaglio delle 6 missioni previste dal Recovery Plan, si evidenziano i seguenti aspetti, riportati dall’ANSA, contenuti nel testo vagliato dal Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021:

  • La missione digitalizzazione è suddivisa in tre componenti (Pubblica Amministrazione, Cultura e Sistema Produttivo). Tra le misure previste, rientra la digitalizzazione dei servizi dello Stato ai cittadini, lo sviluppo di metodi di pagamento digitalizzati, così come l’implementazione della sicurezza nella gestione di dati sensibili. Ricerca, sviluppo e innovazione sono i focus del programma previsto per la componente del sistema produttivo. Sul fronte della cultura, trovano spazio diversi interventi per la riqualificazione urbana, così come il progetto speciale Roma Caput Mundi, in vista del Giubileo 2025, il progetto Cinecittà per il cinema;
  • La missione Rivoluzione verde e transizione ecologica punta a rendere l’Italia migliore dal punto di vista ecologico ed energetico. Piste ciclabili, rimboschimento e gestione del ciclo dei rifiuti sono alcuni degli obiettivi delineati dal Recovery Plan. C’è poi la proroga del superbonus fino a fine 2022 e fino al 2026 per i territori colpiti da eventi sismici;
  • Sul fronte di Infrastrutture e mobilità sostenibile, una grossa fetta di risorse è destinata a ferrovie e strade, per rafforzare le reti di comunicazione e mobilità, con un occhio di riguardo al Sud. C’è poi la manutenzione e la messa in sicurezza di ponti e viadotti;
  • L’Istruzione punta invece sul raccordo tra mondo della scuola, università e lavoro, nonché sulla ricerca. Rientra nell’ambito delle misure in materia di istruzione anche il potenziamento degli asili nido e dei servizi per l’infanzia, accanto al miglioramento della formazione e del sistema di reclutamento dei docenti;
  • Donne e giovani sono al centro della missione Inclusione e Coesione. Superare il gender gap, migliorare l’accesso al mondo del lavoro per giovani, persone in situazione di fragilità e disabili sono i pilastri sui quali si fonda la missione prevista dal testo del Recovery Plan. Da una revisione delle politiche attive per il lavoro, fino al sostegno alle famiglie e alle genitorialità, si stanziano un totale di 27,26 miliardi di euro.
  • C’è poi la missione Sanità, per la quale si impegnano 19,72 miliardi di risorse. L’obiettivo è creare un sistema di prossimità, con il potenziamento delle strutture sul territorio e della telemedicina. Le “case della Comunità” saranno il punto di riferimento per l’assistenza integrata.

Del totale dei 210 miliardi di euro impegnati dalle sei missioni del Recovery Plan, 144,2 finanziano nuovi progetti, mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a progetti in essere, la cui conclusione verrà accelerata grazie alle nuove risorse.

Nell’insieme, le missioni raggruppano sedici componenti, funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo, che a loro volta si articolano in 47 linee di intervento per progetti omogenei e coerenti.

Recovery Plan, 70% delle risorse per investimenti pubblici, 21% per incentivi e investimenti privati

Una quota rilevante delle risorse del Recovery Plan sono destinate ad investimenti pubblici, con l’obiettivo di rendere l’Italia un Paese migliore per le Next Generation.

La quota di risorse previste a tal fine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è del 70%. Ad incentivi ed investimenti privati sono attribuite il restante 21% di risorse.

Il comunicato stampa diramato a margine del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021 riporta che:

“Impiegando le risorse nazionali del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 non ancora programmate, è stato possibile incrementare gli investimenti di circa 20 miliardi per nuovi progetti in settori importanti, che comprendono la rete ferroviaria veloce, la portualità integrata, il trasporto locale sostenibile, la banda larga e il 5G, il ciclo integrale dei rifiuti, l’infrastrutturazione sociale e sanitaria del Mezzogiorno.”

Entro la fine del 2022 sarà impegnato il primo 70% delle risorse, che verrà speso entro la fine del 2023. Il restante 30% sarà invece speso entro il 2025.

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