Sanzioni per tardiva emissione fattura elettronica

Sanzioni in caso di tardiva emissione fattura elettronica: la regola prevista dalla circolare 180/E/1998 sulle violazioni formali potrebbe valere anche per le e-fatture?

Sanzioni per tardiva emissione fattura elettronica

Vista l’ormai imminente entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica, anticipato al 2018 per le cessioni di carburanti e previsto a partire dal 2019 per le operazioni tra privati, crescono dubbi e domande su quali siano le sanzioni previste.

In particolare, i maggiori interrogativi riguardano le sanzioni previste in caso di tardiva emissione della fattura elettronica rispetto al momento in cui si effettua l’operazione.

In merito alle sanzioni in caso di emissione tardiva di una fattura bisogna innanzitutto distinguere tra violazioni meramente formali e violazioni sostanziali.

Le prime riguardano quei casi in cui la violazione non comporta un pregiudizio nelle azioni di controllo e non incide sulla determinazione di base imponibile, imposta e sul versamento dell’IVA.

Al contrario, le violazioni sostanziali sono quelle che comportano un danno all’Erario, modificando ad esempio termini e importo del versamento dell’imposta.

Quali sanzioni si applicano nei casi di emissione tardiva della fattura elettronica?

Sanzioni per tardiva emissione fattura elettronica

In merito alle sanzioni per tardiva emissione della fattura, riferimento di prassi è la circolare del Dipartimento delle Finanze n. 180 del 10 luglio 1998, all’interno della quale al punto 2 contenuto a pagina 27 è stabilito che:

Dal testo dell’art. 13 (del Decreto Legislativo 472/1997, n.d.R.) è possibile enucleare almeno tre tipologie di ravvedimento, a seconda che lo stesso si perfezioni - entro le soglie temporali previste - con la semplice rimozione formale della violazione commessa o se ai fini della regolarizzazione, sia anche necessario il pagamento (contestuale o meno) della sanzione ridotta, del tributo dovuto e dei relativi interessi moratori.

Più esattamente, la prima tipologia è quella prevista dal comma 4 e riguarda gli errori e le omissioni che non incidono sulla determinazione e sul pagamento del tributo. Il ravvedimento relativo a tali infrazioni esclude l’applicazione delle previste sanzioni se la regolarizzazione interviene entro tre mesi dall’omissione o dall’errore. Esso si sostanzia, quindi, nel solo adempimento tardivo dell’obbligo imposto.

Rientrano nella suddetta tipologia tutte le violazioni formali (particolarmente numerose in certi settori impositivi, come quello dell’I.V.A.), nonché talune violazioni di natura potenzialmente sostanziale, a condizione che le stesse, nel caso concreto, non abbiano inciso sulla determinazione e sul versamento dell’imposta. Si pensi, nel campo dell’I.V.A., ad una fattura afferente un’operazione imponibile emessa o annotata con un ritardo talmente esiguo da consentire ugualmente la computazione della relativa imposta nella liquidazione periodica di competenza.”

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Circolare del 10/07/1998 n. 180 - Min. Finanze - Dip. Entrate Accertamento e Programmazione Serv. III
La circolare analizza le disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, con un commento ai singoli articoli del D.Lgs. n. 472/97, tenuto conto anche delle integrazioni e correzioni apportate con il D.Lgs. n. 203/98. La circolare illustra le numerose novità introdotte dalla riforma e fornisce indicazioni per una corretta ed uniforme applicazione delle nuove disposizioni in vigore dal 1 aprile 1998.

Tardiva emissione fattura elettronica: quali sanzioni?

In relazione a quanto previsto dalla norma, e poi interpretato dall’Agenzia delle Entrate nella vecchia circolare n. 180/E/1998, appare evidente che una violazione di carattere formale non debba mai dare luogo a sanzioni. Ed è lecito pensare che ciò valga anche nel caso della fattura elettronica tra privati.

Se così fosse, nel caso si verificasse la tardiva trasmissione di una fattura elettronica - rispetto alla sua effettiva emissione - se ciò non dovesse incidere sulla determinazione e sul versamento dell’IVA e quindi comportare danni all’Erario, non sarebbe applicata alcuna sanzione e sarà possibile correggere l’errore o l’omissione entro tre mesi.

A questo proposito, molti professionisti del settore hanno previsto che l’Agenzia delle Entrate interverrà in con un provvedimento ad hoc su questo punto specifico.

Si ricorda che in base a quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 30 aprile 2018, la data di emissione della fattura elettronica sarà quella riportata all’interno del campo “Data” della sezione “Dati Generali” del documento.

Nel caso in cui la fattura elettronica venga scartata dal SdI per mancato superamento della fase di controllo, la fattura si considererà non emessa, al soggetto trasmittente verrà recapitata una ricevuta di scarto entro 5 giorni e sarà necessario procedere con un nuovo invio della fattura corretta.