Ravvedimento operoso: calcolo sanzioni e normativa di riferimento

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Ravvedimento operoso: come procedere al calcolo (ed alla riduzione) delle sanzioni. Regole e considerazioni normative.

Ravvedimento operoso: calcolo sanzioni e normativa di riferimento

Ravvedimento operoso: introdotto dall’articolo 13 del decreto legislativo numero 472 del 1997 consiste nella possibilità per il contribuente di regolarizzare la propria posizione fiscale a seguito di mancato, omesso o insufficiente versamento di imposte e tributi.

La possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso e relative regole sono state recentemente modificate, con il DL 193/2016. Il nuovo ravvedimento operoso presenta condizioni ancor più vantaggiose per i contribuenti e quindi mettersi in regola con il Fisco diventa ancora più conveniente.

Ma cos’è nello specifico il ravvedimento operoso?

In sostanza il ravvedimento consiste nella possibilità di regolarizzare i versamenti di imposte omessi, insufficienti o tardivi pagando sanzioni ridotte; il vantaggio è appunto la riduzione delle sanzioni proporzionale al tempo che intercorre tra violazione di obblighi tributari e ravvedimento operoso. Si tratta di un istituto importante del diritto tributario italiano: il contribuente può regolarizzare spontaneamente la propria posizione fiscale versando l’importo dovuto e maggiorato da sanzioni e interessi ridotti.

Ravvedimento operoso: tabella con riduzione sanzioni

Tipologia ravvedimento operoso Termine temporale Sanzione applicabile
Ravvedimento breve Entro 30 giorni 1/10 del minimo
Ravvedimento lungo Dal 31° al 90° giorno successivo alla scadenza 1/9 del minimo
Ravvedimento lungo o annuale Per le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi dal 91° giorno fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione 1/8 del minimo
Ravvedimento oltre l’anno Entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo 1/7 del minimo
Ravvedimento oltre i due anni Dopo due anni dall’omissione o dall’errore 1/6 del minimo
Ravvedimento post contestazione Dopo la contestazione degli errori da parte degli Uffici delle Entrate 1/5 del minimo

Ulteriore riduzione se il pagamento avviene entro 15 giorni e/o entro 90 giorni

Purtroppo spesso leggiamo di ravvedimento sprint o super con riferimento alla possibilità di avere sanzioni molto ridotte se il pagamento avviene entro 15 giorni dalla scadenza del tributo oggetto dell’errore od omissione.

Attenzione: la normativa fiscale italiana non prevede alcun ravvedimento sprint. Esiste una norma che è quella dell’articolo 13 del Decreto Legislativo numero 471/1997 che prevede due “livelli” ulteriori di riduzione delle sanzioni ovvero:

  • riduzione della metà se il pagamento del tributo avviene entro 90 giorni dalla scadenza;
  • riduzione di 1/15 se il pagamento avviene entro 15 giorni dalla scadenza.

A questa previsione è possibile poi sommare quella dell’articolo 13 del Decreto Legislativo numero 472 (attenzione a non confondersi col 471) del 1997 sul ravvedimento operoso. Quindi dopo aver ridotto della metà e poi ad 1/15 è possibile applicare l’ulteriore riduzione ad 1/10 del minimo se il pagamento avviene entro 30 giorni ovvero ad 1/9 del minimo se il pagamento avviene entro 90 giorni.

Facciamo un esempio per capire
Si consideri il caso di un contribuente che ometta - per dimenticanza - di versare 1.000 euro di IVA in data 16 novembre. Il 27 novembre, dopo 11 giorni, si accorge dell’errore e versa il dovuto. A quanto ammonteranno le sanzioni?

In questo caso si dovrà considerare quanto segue:

  • la sanzione ordinaria è pari al 30% del tributo non versato quindi pari a 300 euro;
  • tale sanzione può essere ridotta per effetto di quanto previsto dall’articolo 13 comma 1 del Decreto Legislativo numero 471/1997 come segue:
    • alla metà se il pagamento è effettuato entro 90 giorni, quindi passando da 300 euro a 150 euro;
    • ad 1/15 se il pagamento avviene entro 15 giorni, quindi passando da 150 a 10 euro.

A questo punto il contribuente potrà utilmente applicare il ravvedimento operoso avvalendosi dell’ulteriore riduzione ad 1/10 del minimo: la sanzione finale sarà pari quindi ad 1 euro (1/10 di 10) se il pagamento - come nel nostro esempio - verrà eseguito entro 11 giorni dalla scadenza originaria del tributo in oggetto.

Ravvedimento operoso: condizioni previste prima e dopo la riforma del 2015

Il ravvedimento operoso è stato modificato con la Legge di Stabilità 2015 che ha introdotto importanti novità.

Il nuovo ravvedimento operoso prevede che possano accedervi tutti i contribuenti e per tutti gli omessi o incompleti adempimenti tributari, ad esclusione di notifica degli atti di liquidazione e di accertamento.

La precedente disciplina stabiliva come prerequisiti necessari che:

  • il ravvedimento fosse spontaneo;
  • la violazione non fosse già stata constatata e notificata a chi l’avesse commessa;
  • non fossero iniziati accessi, ispezioni e verifiche;
  • non fossero iniziate altre attività di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) formalmente comunicate all’autore.

Oggi è possibile fruire del ravvedimento operoso anche dopo la constatazione della violazione ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3 (ovvero mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto ovvero nell’emissione di tali documenti per importi inferiori a quelli reali) oppure 11, comma 5 (omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale) del decreto legislativo 471/1997.