Modello 730/2026: parte l’iter per i rimborsi in busta paga. I casi in cui l’attesa è più lunga

Anna Maria D’Andrea - Modello 730

Chiusa la prima finestra per l'invio, parte l'iter che porta all'accredito in busta paga dei rimborsi relativi al modello 730/2026. L'attesa standard di un mese è però più lunga in alcuni casi, a partire dalla presenza di somme superiori a 4.000 euro

Modello 730/2026: parte l'iter per i rimborsi in busta paga. I casi in cui l'attesa è più lunga

Il 31 maggio si è chiusa la prima finestra per l’invio del modello 730/2026 e si passa ora alla procedura che porterà al riconoscimento dei rimborsi IRPEF in busta paga.

L’iter dei rimborsi, articolato in cinque slot, prevede come primo appuntamento per i datori di lavoro quello del 15 giugno. Questa la data entro la quale l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione l’esito della liquidazione del 730.

Si tratta del modello 730-4, indispensabile per la gestione dei conguagli emersi dalla dichiarazione trasmessa dai contribuenti. A luglio partiranno quindi i primi rimborsi, ma non sempre il pagamento in busta paga è tempestivo.

Rimborsi 730/2026, a luglio i primi pagamenti. Prospetto di liquidazione ai datori di lavoro entro il 15 giugno

Dopo la data del 14 maggio, giorno a partire dal quale il modello 730 precompilato 2026 può essere modificato e inviato, il 31 maggio ha segnato la chiusura del primo dei cinque slot temporali che scandiscono la fase di trasmissione della dichiarazione e il successivo accredito dei rimborsi spettanti.

La tabella di marcia prevede poi come ulteriore scadenza da annotare quella del 15 giugno, giornata ultima entro la quale l’Agenzia delle Entrate dovrà predisporre il prospetto di liquidazione delle dichiarazioni trasmesse entro la fine di maggio.

Il modello 730-4 fornirà ai sostituti d’imposta le “istruzioni” sui rimborsi da riconoscere, ma anche su eventuali somme a debito da prelevare sulle buste paga o sulle pensioni. Partirà quindi l’iter di comunicazione tra Fisco, datori di lavoro ed enti pensionistici, con i primi effetti pratici sugli stipendi del mese di luglio.

I lavoratori dipendenti che hanno già inviato il modello 730 saranno infatti i primi a ricevere il rimborso IRPEF dovuto, per effetto della regola che prevede l’accredito del credito emerso dal prospetto di liquidazione con la prima retribuzione utile. Per i pensionati l’attesa è leggermente più lunga e bisognerà attendere l’emissione del cedolino di agosto.

Rimborsi ad agosto per i 730 inviati entro il 20 giugno 2026

Nel calendario legato al modello 730 del mese di giugno sono poi da annotare ulteriori due appuntamenti collegati tra loro.

Il primo è relativo alla seconda finestra per l’invio della dichiarazione, fissata dal 1° al 20 giugno. In questo caso, i sostituti d’imposta riceveranno il prospetto di liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate entro il 29 giugno, tempistica che consentirà di procedere con il pagamento dei rimborsi nella busta paga di agosto e a settembre per i pensionati.

In tabella, tutte le date che caratterizzano la stagione dei rimborsi IRPEF:

Data di presentazione del 730/2026Messa a disposizione del prospetto (730-4)Rimborso in Busta Paga (Dipendenti)Rimborso nel Cedolino (Pensionati)
Entro il 31 maggio 2026 Entro il 15 giugno Luglio Agosto
Dal 1° al 20 giugno 2026 Entro il 29 giugno Luglio - Agosto Settembre
Dal 21 giugno al 15 luglio 2026 Entro il 23 luglio Agosto - Settembre Ottobre
Dal 16 luglio al 31 agosto 2026 Entro il 15 settembre Ottobre Novembre
Dal 1° al 30 settembre 2026 Entro il 30 settembre Novembre Dicembre

730 senza sostituto, rimborsi superiori a 4.000 euro e controlli: quando i tempi si dilatano

Se in linea di massima le tempistiche di accredito dei rimborsi e, più in generale, di gestione dei conguagli relativi al 730, seguono un iter lineare e per fasi, non sempre i pagamenti arrivano nell’immediato.

È il caso ad esempio dei contribuenti che inviano il modello 730 nella modalità senza sostituto: in questo caso, le operazioni di rimborso vengono eseguite direttamente dall’Agenzia delle Entrate e la fase operativa non parte prima del mese di dicembre dell’anno di riferimento.

In aggiunta, i tempi si allungano anche in caso di controlli preventivi da parte del Fisco, che interessano ad esempio i contribuenti che modificano la precompilata per importi rilevanti, o che sono titolari di rimborsi IRPEF superiori a 4.000 euro.

Se quindi il meccanismo a scaglioni punta a rendere più fluido il flusso dei conguagli, le eccezioni non mancano e per chi si trova in uno dei casi di cui sopra i tempi sono destinati a dilatarsi fino all’inverno.