Flat tax imprese dal 2019, riforma Irpef nel 2021: le novità fiscali del DEF

Flat tax per le imprese e partire dal 2019. Escluse le società per le quali è prevista la riduzione Ires in caso di investimenti e assunzioni. Riforma Irpef per le famiglie nel 2021. Ecco le novità fiscali previste dalla nota al DEF 2019.

Flat tax imprese dal 2019, riforma Irpef nel 2021: le novità fiscali del DEF

Flat tax a partire dal 2019 ma soltanto per le piccole imprese. Cammino più lungo, invece, per la riforma Irpef che riguarderà le famiglie e che arriverà a compimento soltanto nel 2021.

Sono queste due delle novità fiscali contenute nel Piano Nazionale delle Riforme allegato al testo della Nota al DEF 2019, approvata dal Governo il 27 settembre 2018.

La flat tax sarà introdotta così come annunciato negli scorsi giorni con l’estensione delle soglie per l’accesso al regime forfettario per le partite IVA e il limite per accedere alla tassazione del 15% sarà fissato a 65.000 euro.

Inizialmente, la riforma della tassazione Irpef riguarderà quindi un numero ristretto di contribuenti e nello specifico piccole imprese, professionisti e artigiani. Dalla flat tax potrebbero essere escluse le società: per Srl, Snc e Sas è prevista la riduzione dell’Ires di 9 punti (dal 24% al 15%) ma soltanto in caso di investimenti in beni strumentali o nuove assunzioni.

Più lungo invece il cammino della riforma Irpef per le famiglie: è previsto un iniziale passaggio dalle attuali cinque a tre aliquote Irpef mentre il compimento del piano di riduzione della pressione fiscale non arriverà prima del 2021.

Sarà la Legge di Bilancio 2019 a disegnare il cammino delle novità volte a ridurre la tassazione a carico di lavoratori dipendenti e pensionati.

Flat tax per le partite IVA dal 2019: beneficiari e cosa cambia

L’approvazione della nota di aggiornamento al DEF 2019 conferma che la flat tax sarà introdotta inizialmente per le piccole partite IVA, mediante l’annunciata estensione del limite per l’accesso al regime forfettario che passerà a 65.000 euro.

Cosa cambia per le imprese e i professionisti? È facile: l’imposta applicata sarà pari al 15% e sostituirà le aliquote Irpef attualmente in vigore. Non solo: oltre alla riduzione delle imposte dovute il regime forfettario prevede importanti semplificazioni fiscali, tra le quali l’esenzione dall’obbligo di emissione della fattura elettronica e dagli gli adempimenti IVA.

Sul punto, tuttavia, si attende di leggere i contenuti della Nota al DEF 2019 e della Legge di Bilancio. Sarebbero circa un milione e mezzo gli esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica, con notevoli effetti sul fronte del piano di lotta all’evasione fiscale in materia IVA.

Si ricorda che inizialmente si era parlato di un’estensione dell’attuale regime forfettario fino a 100.000 euro. In merito sarà necessaria preventiva autorizzazione da parte dell’UE e comunque l’aliquota di tassazione passerebbe dal 15% al 20% per i fatturati compresi nello scaglione dai 65.000 a 100.000 euro.

Società fuori dalla flat tax. Taglio Ires per assunzioni e investimenti

Fuori dalla flat tax pare saranno le società, per le quali tuttavia il piano stilato dal Governo nella Nota al DEF e che dovrà prender corpo nella Legge di Bilancio 2019 prevede il taglio di nove punti dell’Ires in caso di utili reinvestiti in beni strumentali o assunzioni.

L’aliquota dell’imposta sul reddito societario per Srl, Snc e Sas passerebbe dunque dal 24% al 15%. In più, alle società di persone e alle ditte individuali in regime contabile semplificato e in regime di cassa la Manovra dovrebbe prevedere la possibilità di recuperare le perdite di magazzino.

È questo il contenuto del piano nazionale delle riforme pensato per incentivare le società a nuovi investimenti e ad assunzioni, sbloccate anche dal prepensionamento per 400.000 lavoratori previsto dal superamento della Legge Fornero e dalla riforma delle pensioni che entrerà in Legge di Bilancio 2019.

Per favorire gli investimenti delle imprese sarà inoltre creata una Banca pubblica a garanzia dello Stato, affiancata da un ulteriore rafforzamento del Fondo di garanzia per la iniziative imprenditoriali da parte di piccole partite IVA.

Per le famiglie dual tax dal 2021: riforma Irpef con taglio aliquote

Le famiglie dovranno attendere fino al 2021 per veder completato il piano di riforma fiscale propagandato dalla Lega. La flat tax diventerà una dual tax, con la riduzione a due delle attuali cinque aliquote Irpef applicate ad altrettanti scaglioni di reddito.

Nel dettaglio, il DEF 2019 prevede che per i redditi fino a 75.000 euro l’aliquota di tassazione prevista sarà pari al 23%. 33% per i redditi superiori a tale soglia. Inizialmente tuttavia le aliquote saranno tre.

Il taglio dell’Irpef per lavoratori dipendenti e pensionati sarà graduale e preceduto da una preventiva valutazione degli effetti della prima fase di avvio della flat tax prevista per le piccole imprese dal 2019.

Ancora non è chiaro invece quale sarà il destino delle numerose detrazione fiscali ad oggi in vigore. Sebbene per il momento pare saranno confermati i principali bonus per la casa, il taglio delle tax expenditures dovrebbe servire per finanziare l’imponente piano di riforma fiscale che sarà disegnato dalla Legge di Bilancio 2019.
Al possibile taglio di agevolazioni e sconti fiscali si affianca la pace fiscale, limitata a cartelle fino a 100.000 euro.

Flat tax e riforma Irpef, coperture dalla pace fiscale. Condono confermato dal DEF

Nella nota di aggiornamento al DEF 2019 è confermata anche la pace fiscale, il condono o meglio dire la nuova rottamazione delle cartelle che dovrebbe riguardare soltanto i ruoli fino a 100.000 euro.

Per il momento è smentita l’apertura ai maxi-debitori, dopo le numerose critiche (in primis dal M5S) all’apertura alle cartelle fino a 1 milione di euro. Ulteriori dettagli potrebbero arrivare già entro il mese corrente: la nuova rottamazione sarà introdotta con decreto, che potrebbe esser approvato dal Governo in concomitanza con la presentazione al Parlamento del DdL di Bilancio, previsto entro il 20 ottobre.

Fattura elettronica, si parte dal 1° gennaio 2019. Stretta agli evasori

Per il momento svanisce l’ipotesi di proroga dell’obbligo di fattura elettronica, in avvio a partire dal 1° gennaio 2019 e che per il momento lascerà fuori le PMI che potranno aderire alla tassazione ad aliquota fissa del 15%.

Il Governo punta ad avviare una fase di vera e propria lotta agli evasori, con il carcere per chi non adempie ai propri obblighi tributari e l’avvio a partire dal mese di luglio dell’obbligo di trasmissione telematica di scontrini e corrispettivi.

L’incrocio dei dati inviati in modalità telematica consentirà di tener traccia delle operazioni rilevanti ai fini IVA dai soggetti passivi d’imposta. In merito si segnala tuttavia come molte imprese abbiano richiesto a gran voce un rinvio dell’e-fattura obbligatoria, a fronte dell’impreparazione al nuovo sistema di fatturazione e ai costi connessi. Richiesta che per il momento è rimandata indietro al mittente e sulla quale non si segnalano aperture da parte dell’attuale Esecutivo.