Irpef 2019: aliquote, scaglioni e novità

Aliquote Irpef 2019 e scaglioni: di seguito la tabella per il calcolo e le regole su come funziona l'imposta sui redditi delle persone fisiche. Novità sono in arrivo dal 2020, con l'ipotesi di introduzione della flat tax e le modifiche all'attuale sistema di detrazioni e deduzioni fiscali.

Irpef 2019: aliquote, scaglioni e novità

Irpef 2019: conoscere aliquote e scaglioni è la base di partenza per capire come funziona l’imposta sul reddito delle persone fisiche e per fare il calcolo dell’importo dovuto sulla base delle proprie entrate annue.

Ultimamente si parla molto di Irpef, e non in senso tecnico. A partire dal 2020 è in campo l’ipotesi di riforma dell’attuale sistema di tassazione, con l’introduzione della flat tax del 15% per i contribuenti con redditi fino a 50.000 euro.

Il sistema Irpef 2019 potrebbe quindi cambiare notevolmente a partire dal prossimo anno, con l’ipotesi che accanto all’imposta fissa del 15% vengano meno anche le detrazioni e deduzioni fiscali riconosciute ad oggi, compreso il bonus Renzi di 80 euro.

L’Irpef è l’imposta diretta, personale e progressiva che grava sul reddito da lavoro dipendente e di impresa, secondo quanto previsto dal testo unico delle imposte sui redditi (d.p.r. 917/1986), principale riferimento normativo in materia.

Si parla da tempo di una riforma di aliquote e scaglioni Irpef e l’avvio della revisione del sistema di tassazione dei redditi da lavoro potrebbe partire ufficialmente con la Legge di Bilancio 2020.

Bisogna tuttavia sottolineare che per l’avvio della flat tax per tutti, promessa da diverse forze politiche, bisognerà attendere ancora qualche anno. Per il momento, l’imposta fissa del 15% è stata introdotta, o meglio estesa, esclusivamente per i titolari di partita IVA in regime forfettario e con compensi o ricavi non superiori a 65.000 euro. Dal 2020 dovrebbe partire l’imposta sostitutiva del 20% sui redditi superiori e fino a 100.000 euro, anche se l’Italia è ancora in attesa dell’autorizzazione dell’Unione Europea.

A fronte di un panorama con diversi punti di incertezza, analizziamo come funziona il calcolo Irpef e quali sono gli scaglioni e le aliquote previste ad oggi.

L’imposta è calcolata in base al reddito di ciascun contribuente ed è strutturata in cinque aliquote (dal 23% al 43%) e in cinque scaglioni di reddito. Anche per il 2019 è prevista una no tax area fino a 8.174,00 euro, ovvero detassazione totale dei redditi minimi.

Facciamo quindi il punto su tutte le regole previste, con il dettaglio di aliquote Irpef e scaglioni di reddito in vigore nel 2019 e le regole su come fare il calcolo dell’imposta dovuta.

Ecco la guida passo per passo per capire come funziona l’Irpef.

Scaglioni e aliquote Irpef 2019

Ecco la tabella con gli scaglioni e le aliquote attualmente in vigore:

Scaglioni Irpef 2019Aliquota Irpef 2019Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Come già evidenziato, l’Irpef non è dovuta per i redditi che non superano i 8.174,00 euro che rientrano quindi nella no tax area.

In tutti gli altri casi, il calcolo dell’imposta dovuta dovrà essere effettuato innanzitutto verificando in quale scaglione di reddito si rientra.

Successivamente sarà necessario applicare l’aliquota di riferimento. Vediamo di seguito un utile esempio pratico.

Scaglioni e aliquote Irpef 2019: guida al calcolo

Una delle caratteristiche dell’Irpef è la sua progressività e proprio per questo, in sede di calcolo dell’imposta dovuta, a partire dal secondo scaglione in poi le aliquote si applicano solo sulla parte di reddito che eccede quello dello scaglione precedente.

Ecco tutte le regole e le istruzioni per fare il calcolo Irpef 2019 applicando le aliquote in base allo scaglione di riferimento:

  • 1° scaglione, riguarda tutti i contribuenti che hanno un reddito compreso tra 0 e 15 mila euro. Per questi cittadini l’aliquota Irpef è prevista in misura pari al 23% e corrisponde, in caso di reddito pari 15.000 euro, ad una tassazione di 3450 euro. Nulla è dovuto per i redditi fino ad 8.174,00 euro (no tax area);
  • 2° scaglione, comprende tutti cittadini con reddito tra 15.001 e 28 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef prevista per i contribuenti è del 27%;
  • 3° scaglione, riguarda i redditi compresi tra 28.001 e 55 mila euro. L’aliquota Irpef è pari al 38%;
  • 4° scaglione, che coinvolge tutti i cittadini con reddito da 55.001 a 75 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55 mila euro è pari al 41%.;
  • 5° scaglione, interessa i soggetti con reddito oltre i 75 mila euro, per i quali l’aliquota Irpef applicata è del 43%.

Facciamo un esempio pratico della procedura da seguire per il calcolo Irpef sui redditi 2019:

un soggetto con reddito pari a 20.000 euro dovrà corrispondere un’imposta pari a 3.450 euro (23% di 15.000) più il 27% della parte eccedente i 15.000 euro cioè 1.350 euro (27% di 5.000).

Scaglioni e aliquote Irpef 2019: procedura di calcolo step by step, ecco come procedere

Saper calcolare l’Irpef è un passo fondamentale anche per saper leggere la busta paga e per calcolare lo stipendio netto partendo dal lordo.

I lettori che intendono cimentarsi nel calcolo, sulla base del proprio scaglione e dell’aliquota Irpef 2019 di riferimento, dovranno seguire questa procedura:

  • determinare il reddito mensile, facendo concorrere alla sua formazione:
    • lo stipendio del periodo considerato, al netto dei contributi INPS a carico del lavoratore;
    • le indennità di trasferta (le relative diarie sono imponibili per la parte che eccede determinati importi giornalieri, differenziati a seconda che si tratti di trasferte in Italia o all’estero);
    • la parte imponibile delle indennità e degli assegni vari (esclusi quelli per il nucleo familiare);
  • sottrarre dal reddito mensile così ottenuto gli oneri deducibili (ad esempio l’assegno al coniuge separato corrisposto direttamente dal datore di lavoro) ottenendo così l’imponibile fiscale;
  • applicare all’imponibile fiscale così ottenuto le aliquote IRPEF previste dalla normativa vigente a seconda dello scaglione di reddito in cui ci si viene a trovare, ottenendo così l’imposta lorda;
  • sottrarre, infine, le detrazioni fiscali IRPEF previste dal Tuir per tenere conto dell’effettiva capacità contributiva del lavoratore (ad esempio le detrazioni per carichi di famiglia e/o le detrazioni fiscali per spese sanitarie).

Una volta compresi gli aspetti teorici possiamo passare alla pratica: per tutti i lettori interessati a quantificare l’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sul proprio reddito è possibile fare riferimento al nostro tool per il calcolo Irpef.

Scaglioni e aliquote Irpef 2019: le novità e l’attesa riforma

Quando si parla di Irpef nell’ultimo periodo si fa spesso riferimento alla flat tax, l’imposta fissa promessa da diverse forze politiche ma che per il momento sarà applicata soltanto ad un numero ristretto di partite IVA.

Ormai da anni sono in molti a sostenere che il sistema di tassazione dei redditi per aliquote e scaglioni Irpef necessiti di una riforma, per la quale tuttavia sarà necessario attendere ancora.

Non è la prima volta che si parla di riforma Irpef e già il Governo Renzi nella passata legislatura aveva ipotizzato la riduzione delle aliquote e degli scaglioni al fine di ridurre la pressione fiscale e semplificare il sistema.

Non è stata tuttavia la Legge di Bilancio 2019 a dare il via alle novità su aliquote e scaglioni Irpef, almeno non per le famiglie.

I soggetti che possono beneficiare dei primi accenni di flat tax (imposta sostitutiva dell’Irpef) sono i titolari di partita IVA che rientrano nei nuovi limiti del regime forfettario. La tassazione dei redditi in tal caso sarà fissa, con un’aliquota pari al 15%.

Quando arriveranno novità per i non titolari di partite IVA? L’ipotesi di un passaggio dalle attuali cinque aliquote all’unica (o alle due) previste dalla flat tax sarà graduale.


L’ipotesi di cui si era parlato negli scorsi mesi ere la seguente:

  • aliquota Irpef tra il 15% e il 25% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota Irpef tra il 26% e il 35% per i redditi compresi tra 28.000 e 75.000 euro;
  • aliquota Irpef del 43% per i redditi superiori a 75.000 euro.

Quella che sta prendendo piede ultimamente è invece la flat tax del 15% esclusivamente per i contribuenti con redditi fino a 50.000 euro. L’intento è agevolare e ridurre le imposte sul reddito del ceto medio, anche se restano forti perplessità su quali vantaggi potrebbe avere l’imposta fissa che, per sua natura, comporta l’addio alle agevolazioni fiscali Irpef riconosciute attualmente.

Aliquote Irpef, riforma con tagli alle detrazioni fiscali?

Come anticipato, nel piano di riforma Irpef che il Governo potrebbe attuare nei prossimi anni si parla anche di possibili tagli alle detrazioni fiscali. La Legge di Bilancio 2019 non ha modificato le agevolazioni previste, confermando anche il bonus Renzi di 80 euro.

Tuttavia, per l’avvio della riforma Irpef sarà necessario rimodulare la spesa e le detrazioni fiscali Irpef potrebbero essere interessate da molte novità.

Le ipotesi avanzate sono due:

  • la riduzione dal 19% al 15% dell’aliquota Irpef di detrazione;
  • la seconda ipotesi è che le detrazioni fiscali siano abolite: verrebbero quindi eliminate molte delle agevolazioni attualmente in vigore, come i bonus per la casa o gli sgravi previsti per spese scolastiche o sanitarie.

Il rischio è che ad essere svantaggiati siano i contribuenti con redditi bassi che ad oggi, grazie alle numerose detrazioni fiscali, hanno la possibilità di risparmiare sull’Irpef dovuta.

Si pensi, a titolo di esempio, ai bonus per i lavori in casa, o a quelli per le spese scolastiche o sanitarie: la flat tax e la riforma Irpef 2020 potrebbe trasformarsi in un gioco a somma zero per la maggior parte dei suoi destinatari e, addirittura, finirebbe col penalizzare i contribuenti con redditi più bassi.

Bisognerà tuttavia attendere per avere più chiaro se e quando ci sarà la riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche che, almeno per il 2019, resta ancorata alla normativa prevista dal TUIR.

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