Irpef 2019: aliquote, scaglioni e novità

Aliquote e scaglioni Irpef 2019: ecco guida completa e istruzioni per il calcolo dell'imposta per lavoratori dipendenti, pensionati e titolari di partita IVA.

Irpef 2019: aliquote, scaglioni e novità

Irpef 2019: aliquote, scaglioni e novità per fare il calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Tutto quello che bisogna sapere in una guida completa ed aggiornata.

L’Irpef è l’imposta diretta, personale e progressiva che pagano lavoratori dipendenti, pensionati e titolari di partita IVA in regime ordinario.

Nonostante gli annunci di riforma, anche nel 2019 non si segnalano particolari novità per quanto riguarda aliquote e scaglioni Irpef. Per l’avvio della flat tax promessa dalla Lega bisognerà attendere ancora qualche anno, tranne che per i titolari di partita IVA in regime forfettario che beneficeranno da subito della tassazione ridotta al 15% sostitutiva anche dell’Irpef.

Ma come funziona il calcolo Irpef? L’imposta è calcolata in base al reddito di ciascun contribuente ed è strutturata in cinque aliquote (dal 23% al 43% e in cinque scaglioni di reddito). Anche per il 2019 è prevista una no tax area fino a 8.140,00 euro, ovvero detassazione totale dei redditi minimi.

Facciamo il punto su tutte le regole previste, con il dettaglio di aliquote Irpef e scaglioni di reddito in vigore nel 2019 e le regole su come fare il calcolo dell’imposta dovuta.

Ecco la guida passo per passo per capire come funziona l’Irpef.

Aliquote e scaglioni Irpef 2019

Ecco la tabella con gli scaglioni e le aliquote attualmente in vigore:

Scaglioni Irpef 2019Aliquota Irpef 2019Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Come già evidenziato, l’Irpef non è dovuta per i redditi che non superano i 8.174,00 euro che rientrano quindi nella no tax area.

In tutti gli altri casi, il calcolo dell’imposta dovuta dovrà essere effettuato innanzitutto verificando in quale scaglione di reddito si rientra.

Successivamente sarà necessario applicare l’aliquota di riferimento. Vediamo di seguito un utile esempio pratico.

Calcolo Irpef 2019: ecco come applicare aliquote e scaglioni sui redditi

Una delle caratteristiche dell’Irpef è la sua progressività e proprio per questo, in sede di calcolo dell’imposta dovuta, a partire dal secondo scaglione in poi le aliquote si applicano solo sulla parte di reddito che eccede quello dello scaglione precedente.

Ecco tutte le regole e le istruzioni per fare il calcolo Irpef 2019 applicando le aliquote in base allo scaglione di riferimento:

  • 1° scaglione, riguarda tutti i contribuenti che hanno un reddito compreso tra 0 e 15 mila euro. Per questi cittadini l’aliquota Irpef è prevista in misura pari al 23% e corrisponde, in caso di reddito pari 15.000 euro, ad una tassazione di 3450 euro. Nulla è dovuto per i redditi fino ad 8.174,00 euro (no tax area);
  • 2° scaglione, comprende tutti cittadini con reddito tra 15.001 e 28 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef prevista per i contribuenti è del 27%;
  • 3° scaglione, riguarda i redditi compresi tra 28.001 e 55 mila euro. L’aliquota Irpef è pari al 38%;
  • 4° scaglione, che coinvolge tutti i cittadini con reddito da 55.001 a 75 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55 mila euro è pari al 41%.;
  • 5° scaglione, interessa i soggetti con reddito oltre i 75 mila euro, per i quali l’aliquota Irpef applicata è del 43%.

Facciamo un esempio pratico della procedura da seguire per il calcolo Irpef sui redditi 2019:

un soggetto con reddito pari a 20.000 euro dovrà corrispondere un’imposta pari a 3.450 euro (23% di 15.000) più il 27% della parte eccedente i 15.000 euro cioè 1.350 euro (27% di 5.000).

Come fare il calcolo Irpef 2019

Saper calcolare l’Irpef è un passo fondamentale per saper leggere la busta paga e per calcolare lo stipendio netto partendo dal lordo.

I lettori che intendono cimentarsi nel calcolo, sulla base del proprio scaglione e dell’aliquota Irpef 2019 di riferimento, dovranno seguire questa procedura:

  • determinare il reddito mensile, facendo concorrere alla sua formazione:
    • lo stipendio del periodo considerato, al netto dei contributi INPS a carico del lavoratore;
    • le indennità di trasferta (le relative diarie sono imponibili per la parte che eccede determinati importi giornalieri, differenziati a seconda che si tratti di trasferte in Italia o all’estero);
    • la parte imponibile delle indennità e degli assegni vari (esclusi quelli per il nucleo familiare);
  • sottrarre dal reddito mensile così ottenuto gli oneri deducibili (ad esempio l’assegno al coniuge separato corrisposto direttamente dal datore di lavoro) ottenendo così l’imponibile fiscale;
  • applicare all’imponibile fiscale così ottenuto le aliquote IRPEF previste dalla normativa vigente a seconda dello scaglione di reddito in cui ci si viene a trovare, ottenendo così l’imposta lorda;
  • sottrarre, infine, le detrazioni fiscali IRPEF previste dal Tuir per tenere conto dell’effettiva capacità contributiva del lavoratore (ad esempio le detrazioni per carichi di famiglia e/o le detrazioni fiscali per spese sanitarie).

Scaglioni e aliquote Irpef 2019: le novità e l’attesa riforma

Quando si parla di Irpef nell’ultimo periodo si fa spesso riferimento alla flat tax, l’imposta fissa promessa dalla Lega che per il momento sarà applicata soltanto ad un numero ristretto di partite IVA.

Ormai da anni sono in molti a sostenere che il sistema di tassazione dei redditi per aliquote e scaglioni Irpef necessità di una riforma, novità per le quali tuttavia sarà necessario attendere ancora.

Non è la prima volta che si parla di riforma Irpef e già il Governo Renzi aveva ipotizzato la riduzione delle aliquote e degli scaglioni al fine di ridurre la pressione fiscale e semplificare il sistema.

Non è stata tuttavia la Legge di Bilancio 2019 a dare il via alle novità su aliquote e scaglioni Irpef, almeno non per le famiglie.

I soggetti che potranno beneficiare dei primi accenni di flat tax (imposta sostitutiva dell’Irpef) sono i titolari di partita IVA che rientrano nei nuovi limiti del regime forfettario. La tassazione dei redditi in tal caso sarà fissa, con un’aliquota pari al 15%.

Quando arriveranno novità per i non titolari di partite IVA? L’ipotesi di un passaggio dalle attuali cinque aliquote all’unica (o alle due) previste dalla flat tax sarà graduale.


L’ipotesi di cui si era parlato negli scorsi mesi ere la seguente:

  • aliquota Irpef tra il 15% e il 25% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota Irpef tra il 26% e il 35% per i redditi compresi tra 28.000 e 75.000 euro;
  • aliquota Irpef del 43% per i redditi superiori a 75.000 euro.

Aliquote Irpef, riforma con tagli alle detrazioni fiscali?

Nel piano di riforma Irpef che il Governo potrebbe attuare nei prossimi anni si parla anche di possibili tagli alle detrazioni fiscali. La Legge di Bilancio 2019 non ha modificato le agevolazioni previste ad oggi, confermando anche il bonus Renzi di 80 euro.

Tuttavia, per l’avvio della riforma Irpef sarà necessario rimodulare la spesa e le detrazioni fiscali Irpef potrebbero essere interessate da molte novità. Le ipotesi avanzate negli scorsi mesi erano due:

  • la riduzione dal 19% al 15% dell’aliquota Irpef di detrazione;
  • la seconda ipotesi è che le detrazioni fiscali siano abolite: verrebbero quindi eliminate molte delle agevolazioni attualmente in vigore, come i bonus per la casa o gli sgravi previsti per spese scolastiche o sanitarie.

Il rischio è che ad essere svantaggiati siano i contribuenti con redditi bassi che ad oggi, grazie alle numerose detrazioni fiscali, hanno la possibilità di risparmiare sull’Irpef dovuta. Bisognerà tuttavia attendere per avere più chiaro se e quando ci sarà la riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche che, almeno per il 2019, resta ancorata alla normativa prevista dal TUIR.

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