Aliquote Irpef 2019: possibili novità in arrivo

Aliquote Irpef 2019: tra le possibili novità della Legge di Bilancio c'è la riduzione da cinque a tre. Rischio taglio e riduzione delle detrazioni fiscali e possibile trasformazione del bonus Renzi in sconto fiscale. Ecco cosa cambia.

Aliquote Irpef 2019: possibili novità in arrivo

Aliquote Irpef 2019: novità in arrivo con la Legge di Bilancio?

Le ipotesi di riforma fiscale fin ora avanzate farebbero propendere per il sì: quello a cui il Governo punta è introdurre i primi accenni di flat tax modificando l’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Le attuali cinque aliquote Irpef potrebbero essere accorpate e ridotte a tre, modificando anche gli scaglioni di reddito necessari per il calcolo dell’imposta dovuta da ciascun contribuente.

Insieme alle novità sulla riforma di aliquote e scaglioni Irpef, con la Legge di Bilancio 2019 potrebbe essere attuato il piano di riduzione delle detrazioni fiscali e alcune agevolazioni potrebbero essere abolite. Tra le novità è possibile che il bonus di 80 euro, per il quale pare essere scongiurata l’abolizione, venga trasformato in uno sconto fiscale.

Il piano è quello di reperire le risorse necessarie per finanziare la flat tax, la riforma della tassazione Irpef che riguarderà sia famiglie che titolari di partita IVA.

Aliquote Irpef 2019: ecco le novità e l’ipotesi di riforma

È da anni che si parla di riforma dell’Irpef e l’ipotesi è che sarà la Legge di Bilancio 2019 a modificare le attuali cinque aliquote e i cinque scaglioni di reddito.

Le aliquote Irpef potrebbero essere ridotte a tre e attualmente il Governo sarebbe al lavoro per valutare gli effetti delle seguenti modifiche:

  • aliquota Irpef tra il 15% e il 25% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota Irpef tra il 26% e il 35% per i redditi compresi tra 28.000 e 75.000 euro;
  • aliquota Irpef del 43% per i redditi superiori a 75.000 euro.

Si tratta di una delle ipotesi di riforma Irpef ad oggi avanzata ma, come evidenziato sopra, non è ancora chiaro quali saranno le aliquote di tassazione per ciascuno scaglione di reddito.

C’è da ricordare che ancor prima dell’alleanza di Governo con la Lega, il programma del M5S già prevedeva una riforma dell’attuale sistema di tassazione.

La riforma Irpef proposta dal Movimento 5 Stelle prevedeva la seguente rimodulazione di aliquote e scaglioni:

  • no Tax Area fino a 10.000 euro di reddito;
  • aliquota Irpef al 23% per i redditi tra 10.000 e 28.000 euro;
  • aliquota Irpef al 37% per i redditi tra 28.000 e 100.000 euro;
  • aliquota Irpef al 42% per i redditi superiori a 100.000 euro.

Quello che è certo è che qualora la Legge di Bilancio 2019 dovesse effettivamente approvare la riforma dell’Irpef, sarà necessario evitare che questa si riveli dannosa per i contribuenti con redditi più bassi.

Scaglioni e aliquote Irpef

Ad oggi, aliquote e scaglioni Irpef per il calcolo dell’imposta sul reddito sono così strutturati :

Scaglioni Irpef 2018Aliquota Irpef 2018Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

La riforma del Governo Lega e M5S potrebbe quindi accorpare il primo e il secondo scaglione Irpef, il terzo e il quarto mentre l’ipotesi è di non toccare l’aliquota Irpef prevista per i redditi più elevati.

Possibili modifiche anche alla no tax area, che ad oggi è fissata a 8.140,00 euro.

Aliquote Irpef, tagli alle detrazioni fiscali dal 2019?

Nel piano di riforma Irpef che il Governo potrebbe attuare con la Legge di Bilancio 2019 si parla anche di possibili tagli alle detrazioni fiscali.

Le ipotesi avanzate attualmente sono due:

  • una prima novità prevede la riduzione dal 19% al 15% dell’aliquota Irpef di detrazione;
  • la seconda ipotesi è che le detrazioni fiscali siano abolite: verrebbero quindi eliminate a partire dal 2019 molte delle agevolazioni attualmente in vigore, come i bonus per la casa o gli sgravi previsti per spese scolastiche o sanitarie.

L’obiettivo delle diverse novità che si vanno pian piano delineando è quello di reperire le risorse necessarie per dare il via alla flat tax, seppur gradualmente, già a partire dalla Legge di Bilancio 2019.

Il rischio è che ad essere svantaggiati siano i contribuenti con redditi bassi che ad oggi, grazie alle numerose detrazioni fiscali, hanno la possibilità di risparmiare sull’Irpef dovuta.

Bonus Renzi cancellato dalla busta paga, diventerà sconto fiscale dal 2019

Nell’ampio disegno di riforma di scaglioni e aliquote Irpef 2019 non può che rientrare anche il bonus Renzi, il credito di 80 euro erogato mensilmente direttamente in busta paga e nella pensione.

Quella che va avanzando è l’ipotesi che la Legge di Bilancio 2019 cancelli il bonus di 80 euro in busta paga per trasformarlo in una riduzione complessiva delle tasse.

È questa l’ipotesi che ad oggi prende piede: a partire dal 2019 quindi la novità paventata da più fonti è che non sarà più erogato il credito Irpef in busta paga ma che il bonus sarà trasformato in un più generico sconto fiscale.

La sostanza è che il bonus Renzi dal 2019 potrebbe non essere più così come è oggi ma che grazie alla revisione di aliquote e scaglioni Irpef o ad un intervento più ampio sulle detrazioni per lavoro dipendente sarà trasformato in uno sgravio dall’Irpef.

L’ipotesi che avanza per la maggiore è che i 960 euro di bonus Renzi erogati ai contribuenti con reddito fino a 24.600 euro, proporzionalmente ridotto per i redditi fino a 26.600 euro, verranno trasformati in una riduzione dell’Irpef mensile.

Tradotto in parole semplici, la novità comporterebbe da un lato il mancato accredito di 80 euro in più sulla busta paga ma, parallelamente, la riduzione delle ritenute fiscali sullo stipendio o sulla pensione.

Si tratta al momento di ipotesi: quello che è chiaro è che il Governo è chiamato da un lato a reperire le risorse necessarie per finanziare la riforma del fisco annunciata con la Legge di Bilancio 2019 e, parallelamente, dovrà evitare di scontentare l’elettorato: il bonus di 80 euro in busta paga è l’“eredità migliore” lasciata dal PD e da Renzi e cancellarlo sarebbe tutt’altro che una mossa gradita agli italiani.