Aliquote Irpef 2019: possibili novità in arrivo

Irpef 2019: novità in arrivo su aliquote e scaglioni con la Legge di Bilancio. Novità soltanto dal 2020 per le famiglie, per le partite IVA prove di flat tax già dal prossimo anno. Ecco cosa cambia.

Aliquote Irpef 2019: possibili novità in arrivo

Irpef 2019: novità in arrivo su aliquote e scaglioni.

Sarà la Legge di Bilancio 2019 a strutturare il piano di riforma dell’Irpef per le famiglie e per le imprese ma per una revisione delle aliquote bisognerà aspettare almeno fino al 2020.

Inizialmente si era parlato di una riduzione delle aliquote Irpef già dal 2019, con la prima che sarebbe dovuta passare dal 23% attuale al 22% a partire dal prossimo 1° gennaio.

Le novità su aliquote e scaglioni Irpef sono state rinviate e nella nota di aggiornamento al DEF che farà da base alle novità della Legge di Bilancio 2019 è confermato soltanto l’avvio della flat tax per alcune imprese.

Con l’estensione del regime forfettario, i titolari di partita IVA con volume d’affari inferiore a 65.000 euro potranno optare per la tassazione ad aliquota fissa del 15% in sostituzione delle aliquote Irpef e degli scaglioni ordinari.

Quali sono le novità in arrivo nel 2020 e nel 2021? Aliquote e scaglioni Irpef saranno via via ridotti e l’obiettivo finale del Governo è quello di arrivare alla flat tax per imprese e famiglie (che potrebbe trasformarsi in una dual tax con aliquota al 15% e al 20%).

La riforma Irpef potrebbe introdurre anche alcune novità tutt’altro che vantaggiose: si parla già dal 2019 di aumento degli acconti Irpef per le partite IVA e, in parallelo, le famiglie potrebbero trovarsi a dover fare i conti con la riduzione o l’abolizione di detrazioni e deduzioni fiscali.

Osservato speciale è il bonus di 80 euro: il credito Irpef, sebbene per il momento pare ne sia scongiurata l’abolizione, potrebbe essere trasformato in uno sconto fiscale e quindi non più erogato mensilmente in busta paga.

L’obiettivo è quello di razionalizzare le spese fiscali per dare avvio al piano di riforma di aliquote e scaglioni Irpef con la Legge di Bilancio 2019.

Irpef 2019: novità su aliquote e scaglioni

Non è la prima volta che si parla di riforma Irpef e già il Governo Renzi aveva ipotizzato la riduzione delle aliquote e degli scaglioni al fine di ridurre la pressione fiscale e semplificare il sistema.

Potrebbe essere la Legge di Bilancio 2019 a dare il via alle novità su aliquote e scaglioni Irpef ma soltanto a partire dal 2020. È questo l’anno a partire dal quale si inizierà a parlare di flat tax per le famiglie, ma il passaggio dalle attuali cinque aliquote all’unica (o alle due) previste dalla tassa piatta sarà graduale.

La nota di aggiornamento al DEF 2019 ha previsto che a partire dal 2021 le aliquote Irpef saranno due:

  • 23% per il primo scaglione di reddito ovvero fino a 75.000 euro;
  • 33% per i redditi superiori.

Inizialmente tuttavia le aliquote saranno tre e l’ipotesi di cui si era parlato negli scorsi mesi ere la seguente:

  • aliquota Irpef tra il 15% e il 25% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota Irpef tra il 26% e il 35% per i redditi compresi tra 28.000 e 75.000 euro;
  • aliquota Irpef del 43% per i redditi superiori a 75.000 euro.

Il taglio dell’Irpef per lavoratori dipendenti e pensionati sarà graduale e preceduto da una preventiva valutazione degli effetti della prima fase di avvio della flat tax prevista per le piccole imprese dal 2019.

Si tratta di una delle ipotesi di riforma Irpef ad oggi avanzata ma, come evidenziato sopra, non è ancora chiaro quali saranno le aliquote di tassazione per ciascuno scaglione di reddito.

C’è da ricordare che ancor prima dell’alleanza di Governo con la Lega, il programma del M5S già prevedeva una riforma dell’attuale sistema di tassazione.

La riforma Irpef proposta dal Movimento 5 Stelle prevedeva la seguente rimodulazione di aliquote e scaglioni:

  • no Tax Area fino a 10.000 euro di reddito;
  • aliquota Irpef al 23% per i redditi tra 10.000 e 28.000 euro;
  • aliquota Irpef al 37% per i redditi tra 28.000 e 100.000 euro;
  • aliquota Irpef al 42% per i redditi superiori a 100.000 euro.

Quello che è certo è che qualora la Legge di Bilancio 2019 dovesse effettivamente approvare la riforma dell’Irpef, sarà necessario evitare che questa si riveli dannosa per i contribuenti con redditi più bassi.

Ancora non è chiaro quale sarà il destino delle numerose detrazione fiscali ad oggi in vigore. Sebbene per il momento pare saranno confermati i principali bonus per la casa, il taglio delle tax expenditures dovrebbe servire per finanziare l’imponente piano di riforma fiscale che sarà disegnato dalla Legge di Bilancio 2019.

Scaglioni e aliquote Irpef 2019, novità solo dal 2020

A scanso di novità, quindi, è ormai quasi certo che le aliquote e scaglioni Irpef 2019 saranno invariate e che bisognerà attendere almeno fino al 2020 per l’avvio di una riforma strutturale della tassazione sul reddito delle persone fisiche.

Pertanto, l’Irpef 2019 sarà così strutturata:

Scaglioni Irpef 2019Aliquota Irpef 2019Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Cosa cambierà dal 2020? La riforma del Governo Lega e M5S potrebbe accorpare il primo e il secondo scaglione Irpef, il terzo e il quarto mentre l’ipotesi è di non toccare l’aliquota Irpef prevista per i redditi più elevati.

Possibili modifiche anche alla no tax area, che ad oggi è fissata a 8.140,00 euro.

Irpef 2019, novità per le imprese: flat tax e regime forfettario fino a 65.000 euro

Ad essere immediatamente avviata sarà la riforma dell’Irpef per alcune imprese, grazie all’estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario che dovrebbe essere introdotta con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019.

Cosa cambia? In sostanza, le imprese con fatturato non superiore a 65.000 euro potranno scegliere di aderire al regime forfettario che prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva Irpef pari al 15%.

Il regime sarà opzionale e ciascuna partita IVA potrà calcolare se conviene rimanere nel regime a tassazione ordinario ovvero transitare nel nuovo forfettario. A fare da discrimine saranno gli eventuali costi detraibili e deducibili, possibilità esclusa per chi aderirà alla flat tax.

Aliquote Irpef, tagli alle detrazioni fiscali dal 2019?

Nel piano di riforma Irpef che il Governo potrebbe attuare con la Legge di Bilancio 2019 si parla anche di possibili tagli alle detrazioni fiscali.

Le ipotesi avanzate attualmente sono due:

  • una prima novità prevede la riduzione dal 19% al 15% dell’aliquota Irpef di detrazione;
  • la seconda ipotesi è che le detrazioni fiscali siano abolite: verrebbero quindi eliminate a partire dal 2019 molte delle agevolazioni attualmente in vigore, come i bonus per la casa o gli sgravi previsti per spese scolastiche o sanitarie.

L’obiettivo delle diverse novità che si vanno pian piano delineando è quello di reperire le risorse necessarie per dare il via alla flat tax, seppur gradualmente, già a partire dalla Legge di Bilancio 2019.

Il rischio è che ad essere svantaggiati siano i contribuenti con redditi bassi che ad oggi, grazie alle numerose detrazioni fiscali, hanno la possibilità di risparmiare sull’Irpef dovuta.

Bonus Renzi cancellato dalla busta paga? Potrebbe diventare sconto fiscale

Nell’ampio disegno di riforma di scaglioni e aliquote Irpef 2019 non può che rientrare anche il bonus Renzi, il credito di 80 euro erogato mensilmente direttamente in busta paga e nella pensione.

Quella che va avanzando è l’ipotesi che la Legge di Bilancio 2019 cancelli il bonus di 80 euro in busta paga per trasformarlo in una riduzione complessiva delle tasse.

È questa l’ipotesi che ad oggi prende piede: a partire dal 2019 quindi la novità paventata da più fonti è che non sarà più erogato il credito Irpef in busta paga ma che il bonus sarà trasformato in un più generico sconto fiscale.

La sostanza è che il bonus Renzi dal 2019 potrebbe non essere più così come è oggi ma che grazie alla revisione di aliquote e scaglioni Irpef o ad un intervento più ampio sulle detrazioni per lavoro dipendente sarà trasformato in uno sgravio dall’Irpef.

L’ipotesi che avanza per la maggiore è che i 960 euro di bonus Renzi erogati ai contribuenti con reddito fino a 24.600 euro, proporzionalmente ridotto per i redditi fino a 26.600 euro, verranno trasformati in una riduzione dell’Irpef mensile.

Tradotto in parole semplici, la novità comporterebbe da un lato il mancato accredito di 80 euro in più sulla busta paga ma, parallelamente, la riduzione delle ritenute fiscali sullo stipendio o sulla pensione.

Si tratta al momento di ipotesi: quello che è chiaro è che il Governo è chiamato da un lato a reperire le risorse necessarie per finanziare la riforma del fisco annunciata con la Legge di Bilancio 2019 e, parallelamente, dovrà evitare di scontentare l’elettorato: il bonus di 80 euro in busta paga è l’“eredità migliore” lasciata dal PD e da Renzi e cancellarlo sarebbe tutt’altro che una mossa gradita agli italiani.