Flat tax, regime forfettario fino a 100.000 euro per le partite IVA

È stata depositata alla Camera la proposta di legge di Lega e M5S per estendere il regime forfettario per le partite IVA fino a 100.000 euro: flat tax al 15% e al 5% per giovani e over 55.

Flat tax, regime forfettario fino a 100.000 euro per le partite IVA

Regime forfettario fino a 100.000 euro per i titolari di partita IVA: è stata depositata la proposta di legge di Lega e M5S sul primo assaggio di flat tax al 15% per le imprese dal 2019.

Potrebbe essere questa la base di partenza della riforma fiscale con la quale il Governo intende introdurre la flat tax, partendo proprio dalle imprese.

Le novità contenute nella proposta di legge che vede come primo firmatario il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, sottoscritta dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Francesco D’Uva, prevedono l’aumento degli attuali limiti di ricavi o compensi per i titolari di partita IVA ai fini dell’accesso al regime forfettario.

A differenza di quanto previsto ad oggi, con limiti differenziati in base al codice ATECO dell’attività esercitata, il nuovo regime fiscale agevolato per le partite IVA dovrebbe quindi avere un limite unico, pari a 100.000 euro.

Le imprese con ricavi non superiori a tale soglia potranno accedere al regime forfettario che, oltre alla flat tax del 15%, prevede numerose semplificazione sul fronte degli adempimenti fiscali, tra cui l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica in vigore dal 1° gennaio 2019.

Inoltre, per i giovani fino a 35 anni e per gli over 55 il regime agevolato consisterà in una flat tax pari al 5%, aliquota di tassazione sostitutiva Irpef attualmente prevista soltanto per le start up nei primi anni di attività.

Flat tax, regime forfettario partite IVA: le possibili novità dal 2019

Oltre a portare a 100.000 euro gli attuali limiti di compensi o ricavi per l’accesso al regime forfettario, la legge di Lega e M5S prevede tra le novità la possibilità di accedervi anche per società di capitali e società di persone.

L’obiettivo è chiaro: dare il via alla flat tax per le imprese più piccole e per i titolari di partita IVA al più presto, ponendo le prime basi per l’avvio della riforma fiscale che dovrebbe esser meglio delineata con la Legge di Bilancio 2019.

Come cambierà il regime forfettario? Le novità contenute nella legge che dovrà essere discussa da Camera e Senato non riguarderanno soltanto l’estensione della flat tax del 15% ad una platea più ampia di titolari di partita IVA, ma potrebbero rendere meno stringenti i limiti per la permanenza nel regime fiscale agevolato.

Tra le novità previste dalla proposta di legge depositata alla Camera da Lega e M5S vi è l’aumento dei limiti per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per i compensi ai collaboratori (che passerebbero da 5.000 a 15.000 euro) e l’aumento a 40.000 euro delle spese per acquisto di beni ammortizzabili (cespiti), al lordo degli ammortamenti.

Partita IVA regime forfettario: come funziona oggi la flat tax del 15%

Come funziona oggi la flat tax al 15% per i titolari di partita IVA? I soggetti esercenti attività di impresa, artistica o professionale applicano il regime forfetario se, contemporaneamente, nell’anno precedente soddisfano i seguenti requisiti:

  • hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nell’allegato 4 annesso alla legge, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata (e che vanno da 25.000 euro a 50.000 euro);
  • hanno sostenuto spese per lavoro accessorio (art. 70 D. lgs. 276/2003), dipendente (artt. 50 e ss. TUIR), a progetto (artt. 61 e ss. D. lgs. 276/2003), svolto sotto forma di associazione in partecipazione (art. 53, comma 2, lettera c TUIR) non superiori ad euro 5.000,00 lordi;
  • hanno sostenuto spese per acquisto di beni ammortizzabili (cespiti), al lordo degli ammortamenti, non superiori a 20.000,00 euro;
  • i redditi conseguiti nell’esercizio dell’attività imprenditoriale, artistica o professionale svolta non eccedono l’importo di 30.000,00 euro lordi.

Ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva, l’aliquota del 15% per le partite Iva in regime forfettario dovrà essere applicata al prodotto tra fatturato e coefficiente di redditività stabilito in base all’attività esercitata.

Per le nuove attività imprenditoriali l’aliquota di tassazione è invece pari al 5% per i primi 5 anni di esercizio, trascorsi i quali si pagherà l’imposta sostitutiva ordinaria del 15%.

Regime forfettario start up, flat tax al 5% per giovani e over 55

Ulteriore novità prevista dalla proposta di legge del Governo consiste nell’applicazione dell’aliquota del 5% - attualmente applicata soltanto alle start up - per i giovani fino a 35 anni e per gli over 55.

Una mini flat tax del 5% che, in caso di approvazione della riforma del regime forfettario, sarebbe applicata alle imprese aperte da giovani e non per i primi anni di attività.

Ad oggi, a beneficiare dell’ulteriore riduzione delle imposte dovute sono soltanto le nuove iniziative imprenditoriali che non siano non prosecuzioni di attività precedenti per i primi 5 anni di attività.

In pratica, si punta ad estendere l’attuale regime forfettario start up per agevolare non solo le nuove imprese ma anche le persone fisiche che magari dopo aver perso il lavoro decidono di aprire una partita IVA e avviare un’attività in proprio.

Il tutto dovrà essere meglio definito in sede di discussione della proposta di legge che dovrebbe iniziare l’iter parlamentare al termine della pausa estiva.