Reddito di cittadinanza, flat tax e riforma pensioni: le novità nel testo della Nota al DEF 2019

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Il testo del DEF 2019 è stato pubblicato e trasmesso al Parlamento: confermato l'avvio del reddito di cittadinanza, della flat tax per le partite IVA della riforma pensioni. Ecco tutte le novità.

Reddito di cittadinanza, flat tax e riforma pensioni: le novità nel testo della Nota al DEF 2019

Il testo della nota di aggiornamento al DEF 2019 è stato finalmente pubblicato dal MEF e trasmesso al Parlamento il 4 ottobre 2018.

Nel documento ufficiale pubblicato in versione integrale sono contenute le linee di intervento che il Governo intende attuare con la Legge di Bilancio 2019 e il DEF conferma che, con l’aumento del deficit al 2,4%, si farà il reddito di cittadinanza, la flat tax per le partite IVA e la riforma delle pensioni.

Sono queste le tre principali novità contenute nel testo del DEF 2019 approvato dal Governo e pubblicato dal Ministero dell’Economia, che confermano l’avvio del piano di riforme sia sul fronte fiscale che sul lavoro.

Il testo ufficiale del Documento di Economia e Finanza che stabilisce le misure che saranno inserite in Legge di Bilancio 2019 conferma che non ci sarà l’aumento IVA nel 2019, ma attualmente è previsto un parziale aumento dell’imposta sui consumi nel biennio successivo.

Per le imprese è previsto il taglio dell’IRES nel caso di nuovi investimenti e assunzioni, ma per finanziare il progetto della flat tax saranno abolite l’IRI e l’ACE e ulteriori risorse saranno reperite dal taglio alle detrazioni fiscali e da modifiche a regimi agevolativi e percentuali di acconto d’imposta.

Al netto delle novità rese note con la pubblicazione del testo del DEF 2019 sono numerose le critiche e le preoccupazioni dovute all’aumento del rapporto deficit\PIL al 2,4%.

Il Governo Lega e M5S aveva da tempo annunciato l’intenzione di incrementare l’asticella dell’indebitamento pubblico per finanziare tra l’altro reddito e pensione di cittadinanza. Gli annunci hanno trovato conferma nel testo della Nota di aggiornamento del DEF 2019 ma il rischio paventato da molti è che la situazione economica complessiva dell’Italia possa ulteriormente aggravarsi, a fronte di un debito pubblico abnorme e della fiducia dei mercati che potrebbe ulteriormente calare.

Di seguito tutte le novità contenute nel testo della DEF 2019 che prenderanno corpo nella Legge di Bilancio che dovrà essere approvata entro il mese di dicembre.

Reddito di cittadinanza, flat tax e riforma pensioni: le novità nel testo della Nota al DEF 2019

Nonostante la linea dura di Tria, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio portano a casa con il testo della Nota di aggiornamento al DEF 2019 alcune delle misure più importanti contenute nel Contratto di Governo e nei rispettivi programmi elettorali.

Le misure contenute nelle linee programmatiche che faranno da base alle novità della Legge di Bilancio 2019 sono state pubblicate con il comunicato stampa pubblicato a margine del Consiglio dei Ministri del 27 settembre 2018.

Ecco il testo del DEF pubblicato nella versione ufficiale e definitiva dal MEF il 4 ottobre 2018 che traduce in numeri le misure annunciate dal Governo:

PDF - 2.9 Mb
Nota di Aggiornamento del DEF - Documento Economia e Finanza 2018
Scarica il testo del DEF 2018/2019 pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 4 ottobre 2018

DEF: flat tax, reddito di cittadinanza e riforma pensioni 2019. Tutte le novità

Confermato l’avvio del reddito di cittadinanza, per il quale saranno stanziati 10 miliardi di euro e che sarà preceduto dalla riforma e il potenziamento dei Centri per l’Impiego. I disoccupati e le persone sotto la soglia di povertà potranno contare su una cifra pari a 780 euro, erogata per 12 mesi. Dello stesso importo anche la pensione di cittadinanza: gli assegni minimi saranno innalzati a 780 euro.

Saranno 400.000 mila i lavoratori che potranno andare in pensione con la nuova riforma. Con la Quota 100 si potrà andare in pensione anticipata con 62 anni e 38 di contributi, anche se non è ancora chiaro se vi sarà la tanto temuta penalizzazione dell’1,5% dell’assegno. Secondo il Governo, la riforma delle pensioni favorirà l’assunzione di lavoratori giovani (superamento della legge Fornero). Nel capitolo pensionistico vi sarebbe inoltre una nuova finestra per i lavoratori con almeno 41 anni di contributi versati, i cosiddetti precoci, i quali potranno andare in pensione anticipata senza vincoli di età.

Partirà anche la flat tax che nella prima fase di attuazione (ovvero nel 2019) riguarderà le imprese e i professionisti e sarà introdotta tramite l’innalzamento a 65.000 euro delle soglie minime per l’accesso al regime forfettario. Beneficiarie della novità e della tassazione fissa al 15% saranno piccole imprese, professionisti e artigiani. La Legge di Bilancio 2019 conterrà inoltre il disegno della riforma Irpef che dovrebbe partire dal 2021, con la riduzione delle attuali aliquote. Non è chiaro invece se sarà reintrodotto il limite dei 35 anni di età per l’accesso al nuovo regime forfettario, così come precedentemente previsto per i minimi.

Fuori dalla flat tax per le imprese saranno le società, per le quali il testo della Nota al DEF 2019 prevede invece la riduzione dell’IRES di 9 punti (dal 24% al 15%) in caso di reinvestimento dei profitti e di nuove assunzioni di giovani. Inoltre, per le società di persone e ditte individuali in contabilità semplificata e in regime di cassa sarà prevista la possibilità di recuperare le perdite di magazzino.

Vanto del Governo Lega e M5S è inoltre lo stanziamento di risorse per i risarcimenti ai truffati dalle banche, grazie all’istituzione di un fondo appositamente dedicato e finanziato dai conti dormienti con una somma pari a 1,5 miliardi di euro.

Rilancio degli investimenti pubblici, modifica al Codice degli appalti e programma di manutenzione straordinaria alla rete viaria sono tre delle ulteriori novità previste dal testo della Nota di aggiornamento al DEF 2019.

Confermata anche la pace fiscale, il condono che a scanso di ulteriori novità dovrebbe riguardate i debitori fino a 500.000 euro e che servirà per recuperare una piccola parte dell’enorme cifra di evaso in Italia. Possibili modifiche anche alla rottamazione in corso, con l’incremento del numero delle rate per chiudere i conti con il Fisco. Tali misure saranno contenute in un apposito decreto fiscale, che potrebbe esser approvato entro la metà del mese di ottobre.

Nessuna novità invece per la fatturazione elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019: una proroga sembra ormai impossibile e, anzi, la sua entrata in vigore sarà fondamentale per perseguire l’obiettivo del contrasto al fenomeno dell’evasione fiscale e che sarà accompagnata dall’obbligo di trasmissione telematica di scontrini e corrispettivi dal 1° luglio 2019.

DEF 2019, il rapporto deficit/PIL sale al 2,4%. Ecco perché Italia non è la Francia

È stato tutt’altro che semplice per il Governo portare a casa il testo della Nota al DEF con le novità previste dal 2019. Questo perché per finanziare l’imponente piano di misure per il contrasto alla povertà (reddito e pensione di cittadinanza), per la riforma delle pensioni e per la flat tax per le imprese l’Italia ha dovuto alzare al 2,4% l’asticella del rapporto deficit/PIL.

In risposta ai contrari all’aumento dell’indebitamento, che rischia di allarmare ulteriormente gli investitori, Di Maio e Salvini hanno più volte portato come esempio il piano di riforme della Francia guidata da Emmanuel Macron.

L’Italia tuttavia non è la Francia e i due Paesi non possono essere paragonati.

Parigi, per consentire il rilancio dell’economia, è pronta a varare una manovra di bilancio 2019 che sfiorerà il limite massimo del rapporto deficit\PIL fissato al 3% dall’UE.

L’indebitamento francese, che passerà dal 2,6% al 2,8% nel 2019 è di gran lunga più sostenibile rispetto a quello italiano: il debito pubblico della Francia è al 96,4% del PIL, quello dell’Italia è pari al 130,7% del PIL. Di gran lunga differente anche la fiducia dei mercati, con lo spread francese pari a 32 punti base contro i 250 dell’Italia.

Sono questi soltanto due degli esempi utili a delineare le differenze tra Italia e Francia che hanno portato al lungo braccio di ferro con il Ministro dell’Economia Giovanni Tria e che alla fine ha portato alla vittoria dei Vice Premier Salvini e Di Maio.

L’attenzione degli osservatori è ora tutta concentrata su quello che sarà il parere dell’Europa, alla quale entro il 15 ottobre il Governo dovrà presentare il Documento programmatico di bilancio.

La Legge di Bilancio 2019 dovrebbe invece iniziare il suo cammino parlamentare dal 20 ottobre. Si preannuncia un duro scontro con le opposizioni.