Bonus ristrutturazioni 2020: lavori ammessi, limiti e come funziona la cessione del credito

Bonus ristrutturazioni, cessione del credito e sconto in fattura anche per la detraizone del 50%. Come funziona, quali sono i lavori ammessi ed i limiti di spesa? Facciamo il punto sulle ultime novità.

Bonus ristrutturazioni 2020: lavori ammessi, limiti e come funziona la cessione del credito

Bonus ristrutturazioni 2020, cessione del credito e sconto in fattura anche per i lavori ammessi alla detrazione del 50%.

Le novità previste dall’articolo 121 del decreto Rilancio puntano a rendere più facili ed accessibili le ristrutturazioni edilizie. Non cambia l’elenco dei lavori ammessi così come resta invariato il limite di spesa.

Le novità previste dalle misure collegate al superbonus del 110% coinvolgono però anche le detrazioni ordinarie sui lavori in casa.

Il bonus ristrutturazioni del 50% è sicuramente una delle agevolazioni dal più ampio respiro, che si appresta a trovare maggiore appeal per effetto della possibilità di cessione del credito.

Grazie al bonus ristrutturazioni è possibile portare in detrazione fiscale del 50% le spese sostenute, entro il limite massimo di 96.000 euro. A spiegare come funziona l’agevolazione è la guida agli incentivi fiscali dell’Agenzia delle Entrate e nelle righe che seguono vedremo punto per punto le regole da seguire.

La detrazione fiscale del 50% spetta per le spese di manutenzione straordinaria negli edifici singoli, mentre è riconosciuta anche per la manutenzione ordinaria nei condomini.

Analizziamo di seguito tutte le istruzioni da conoscere per capire come funziona ora la detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie, quali sono i lavori e le spese ammesse e gli adempimenti richiesti, anche in virtù delle novità sulla cessione e lo sconto in fattura previsti per il 2020 ed il 2021.

Bonus ristrutturazioni 2020, lavori ammessi, limiti e come funziona

Il bonus ristrutturazioni è la detrazione fiscale del 50 per cento riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in condominio o in edifici singoli.

Nonostante siano passati anni dalla sua introduzione, sono ancora in tanti a chiedersi come funziona.

Il bonus ristrutturazioni, prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2020, consente di accedere ad un rimborso Irpef per le spese sostenute, fino ad un massimo di 96.000 euro.

A partire dallo scorso anno e anche per i lavori del 2020 è stato introdotto un nuovo adempimento per l’accesso alla detrazione: per i lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico è obbligatorio l’invio della comunicazione ENEA.

Dopo le prime indicazioni è però necessario scendere nel dettaglio per capire come funziona il bonus ristrutturazioni 2020 e quando spetta. Prima di soffermarci in maniera specifica sull’elenco dei lavori e delle spese riconosciute in detrazione, facciamo il punto sulle novità previste dal decreto Rilancio.

Bonus ristrutturazioni con cessione del credito e sconto in fattura nel 2020 e 2021

Per i lavori effettuati nel 2020 e nel 2021, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione fiscale, il contribuente potrà scegliere di monetizzare subito il bonus Irpef riconosciuto, anche in relazione al bonus ristrutturazioni del 50%.

La novità è parte del pacchetto casa del decreto Rilancio, che accanto all’avvio del bonus del 110% per i “lavori trainanti” e “trainati” di riqualificazione energetica ed adeguamento antisismico, disciplina i due nuovi strumenti della cessione del credito e lo sconto in fattura.

Nel dettaglio, l’articolo 121 del decreto Rilancio prevede che la cessione del credito e lo sconto diretto da parte dell’impresa si applichino per i lavori di:

  • recupero del patrimonio edilizio: interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari nonché dei precedenti interventi e di quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni degli edifici;
  • riqualificazione energetica rientranti nell’ecobonus ordinario, quali, ad esempio, gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, nonché quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico;
  • adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus: l’opzione può essere esercitata anche con riferimento alla detrazione spettante per l’acquisto delle “case antisismiche”;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, per i quali spetta il bonus facciate introdotto dalla legge di Bilancio 2020.

L’esercizio dell’opzione dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate mediante il software disponibile online.

Nel caso di sconto in fattura, l’impresa cessionaria del credito potrà a sua volta cederlo ad altri soggetti, istituti di credito compresi. Banche in campo anche per la cessione del credito da parte del contribuente.

Bonus ristrutturazioni 2020: elenco lavori e spese ammesse in detrazione

Dopo esserci focalizzati sulle novità previste per il prossimo biennio, torniamo sulle regole generali alla base della detrazione fiscale del 50%.

Per capire per quali lavori spetta il bonus ristrutturazioni 2020 è necessario far riferimento alla guida dell’Agenzia delle Entrate, che distingue le spese ammesse per gli interventi in condominio e su edifici singoli.

Nel dettaglio, la detrazione del 50% spetta per:

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne.

Bonus ristrutturazioni 2020: detrazione anche per la sostituzione di porte interne

Il bonus ristrutturazioni 2020 spetta anche per la sostituzione di porte interne. Recentemente dal MEF sono arrivati alcuni importanti chiarimenti sui casi in cui è possibile beneficiare della detrazione Irpef del 50%.

La spesa sostenuta per cambiare le porte in casa rientra nella manutenzione ordinaria. Ciò significa che il lavoro è automaticamente detraibile in condominio, mentre sarebbe escluso per gli edifici singoli.

C’è tuttavia una possibilità di accedere al bonus ristrutturazioni per la sostituzione delle porte anche negli edifici singoli: come chiarito dal Ministero, la detrazione del 50% è riconosciuta qualora la spesa rientri in un intervento più articolato di manutenzione straordinaria.

Come stabilito dalla circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 57 del 1998, la spesa sostenuta per interventi singolarmente non agevolabili (manutenzione ordinaria) si somma al totale degli oneri detraibili qualora integrata o correlata ad interventi di categorie diverse per i quali compete la detrazione d’imposta.

Per individuare quali lavori rientrano nel totale di quelli ammessi al bonus ristrutturazione, è necessario considerare il carattere assorbente della categoria di interventi “superiore” rispetto a quella “inferiore”.

In parole semplici, la spesa sostenuta per sostituire le porte interne è detraibile se si tratta di un lavoro di finitura utile per completare i restanti interventi.

Ciò sta a significare che nel caso di manutenzione straordinaria o ristrutturazione su un edificio singolo, la detrazione del 50% può essere calcolata anche per le spese di sostituzione di porte interne (normalmente rientranti nella manutenzione ordinaria), se necessarie per completare il lavoro effettuato nel suo insieme.

Bonus ristrutturazioni 2020, a chi spetta? Ecco chi può richiedere la detrazione

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50 per cento dall’Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dai seguenti soggetti che sostengono le spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita - compromesso - chi ha comprato l’immobile può usufruire del bonus se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche a chi esegue lavori in proprio sull’immobile ma soltanto per le spese sostenute per l’acquisto del materiale.

Bonus ristrutturazioni 2020: come pagare?

Una delle principali novità del 2020 sul fronte delle detrazioni è l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti. La necessità di pagare solo con mezzi tracciabili era già prevista per tutti i bonus casa, fattore che quindi non cambia nulla su come pagare.

Per pagare le fatture relative ai lavori rientranti nel bonus ristrutturazioni 2020, bisognerà utilizzare un bonifico bancario o postale parlante, all’interno del quale dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento.

In questo caso la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

Comunicazione ENEA bonus ristrutturazioni 2020: è obbligatoria?

Anche per i lavori conclusi nel 2020, qualora rientranti in quelli con obiettivi di risparmio energetico, sarà necessario inviare la comunicazione ENEA.

L’adempimento, già previsto da alcuni anni per l’ecobonus, è stato esteso ormai due anni fa anche per il bonus ristrutturazioni.

La trasmissione dei dati all’ENEA è necessaria per i seguenti interventi edilizi e tecnologici:

Componenti e tecnologieTipo di intervento
Strutture edilizie • riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno, dai vani freddi e dal terreno; • riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi; • riduzione della trasmittanza termica dei Pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno
Infissi • riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi
Impianti tecnologici • installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti; • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto; • sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto; • pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto; • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto; • microcogeneratori (Pe<50kWe); • scaldacqua a pompa di calore; • generatori di calore a biomassa; • installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze; • installazione di sistemi di termoregolazione e building automation; • installazione di impianti fotovoltaici
Elettrodomestici 2 (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017) • forni; • frigoriferi; • lavastoviglie; • piani cottura elettrici; • lavasciuga; • lavatrici

Per i lavori conclusi dal 1° gennaio 2020 la comunicazione ENEA può essere inviata a partire dal 25 marzo: è questa la data a partire dalla quale decorrono i 90 giorni di tempo per tutti gli interventi conclusi prima della messa online del portale per i bonus casa 2020. La scadenza è quindi fissata al 23 giugno.

Uno dei dubbi di molti contribuenti riguarda le conseguente in caso di omesso o tardivo invio della stessa. Per chi si chiede se si perde il bonus ristrutturazioni, la risposta è no.

La normativa che ha introdotto l’obbligo di comunicazione ENEA per i lavori ammessi al bonus ristrutturazioni che comportano anche un risparmio energetico non ha previsto sanzioni in caso di mancato invio.

Allo stesso modo, ad oggi non è previsto che in caso di omesso invio venga meno la possibilità di accedere alla detrazione fiscale prevista per i lavori di ristrutturazione, così come per il bonus mobili ed elettrodomestici.

Bisogna tuttavia chiarire che la risposta corretta a chi si chiede se sia o meno obbligatoria la comunicazione ENEA per le ristrutturazioni è che sì, bisognerà effettuare l’invio entro la scadenza prefissata.

L’obbligo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 per consentire all’ENEA di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico ottenuto grazie alla realizzazione degli interventi edilizi e tecnologici che comportano un risparmio di energia o l’utilizzo di fonti rinnovabili e che accedono al bonus ristrutturazioni del 50%.

Bonus ristrutturazioni 2020, come si richiede e quali documenti conservare

La richiesta del bonus ristrutturazioni 2020 dovrà avvenire in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, salvo i casi in cui si decida di avvalersi della duplice opzione per la cessione del credito e dello sconto in fattura.

Per beneficiare del bonus del 50% in dichiarazione dei redditi, sarà necessario indicare gli oneri sostenuti nel modello 730.

A tal fine sarà necessario conservare i seguenti documenti, anche in caso di future richieste di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate:

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili;
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  • ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’ASL, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

Ricordiamo ai lettori che, nel caso di richieste di chiarimenti, è possibile porre il proprio quesito sul gruppo Facebook Informazione Fiscale.

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