La sostituzione della caldaia non è più tra i lavori che consentono di beneficiare il bonus mobili. A specificarlo è l'Agenzia delle Entrate nella guida allo sconto fiscale per il 2026
Bonus mobili, sostituzione della caldaia fuori dal perimetro dei lavori trainanti.
Il venir meno della possibilità di beneficiare dei bonus fiscali per le caldaie alimentate a combustibili fossili trascina con sé l’impossibilità di fruire dello sconto fiscale per arredi e grandi elettrodomestici.
A mettere la regola nero su bianco è l’Agenzia delle Entrate, nella guida al bonus mobili 2026.
Bonus mobili, stop allo sconto agganciato alla sostituzione della caldaia
Presupposto per l’accesso al bonus mobili è, anche nel 2026, l’effettuazione di lavori di ristrutturazione ammessi in detrazione fiscale.
La manutenzione straordinaria è la categoria che racchiude le principali voci di spesa che permettono di fruire dello sconto fiscale per arredi ed elettrodomestici, nella quale rientrano anche l’installazione di condizionatori così come le stufe a pellet.
Dal 2025 è invece venuta meno la possibilità di fruire del bonus ristrutturazione per le caldaie alimentate a combustibili fossili, con un impatto quindi anche sul bonus mobili ed elettrodomestici.
A evidenziarlo è l’Agenzia delle Entrate, che nella guida pubblicata il 21 gennaio 2026 specifica che:
“dal 1° gennaio 2025 non sono più detraibili, ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR, le spese per gli interventi di sostituzione (o di nuova installazione) degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili e, dunque, da tale data non è possibile fruire del bonus per l’acquisto di mobili collegati ai predetti interventi.”
Lo stop ai bonus fiscali sulle caldaie tradizionali ha quindi un impatto duplice, chiudendo le porte alla detrazione delle spese collegate relative all’acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo degli immobili ristrutturati.
Bonus caldaie, lo stop non è totale: i casi in cui le detrazioni spettano ancora
Sul tema del venir meno della detrazione fiscale per la sostituzione delle caldaie, è bene evidenziare che non si tratta di una chiusura integrale.
Come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 8/E/2025, l’eliminazione della possibilità di fruire dei benefici fiscali è prevista esclusivamente per le caldaie alimentate a combustibili fossili, alimentate quindi con fonti energetiche non rinnovabili a base di carbonio (ad esempio gas o petrolio) e non combinate con altri generatori di calore alimentati con fonti rinnovabili.
Al contrario, le porte delle agevolazioni restano aperte per microcogeneratori, generatori a biomassa, pompe di calore ad assorbimento a gas e sistemi ibridi, cioè pompe di calore integrate con caldaie a condensazione.
| Intervento Trainante (Esempio) | Bonus Mobili 2026 | Note |
|---|---|---|
| Caldaia a Gas tradizionale | NO | Esclusa dal 01/01/2025 |
| Sistema Ibrido (PdC + Caldaia) | SÌ | Ammesso come manutenzione straordinaria |
| Pompa di Calore | SÌ | Ammessa |
| Stufa a Pellet / Biomassa | SI | Ammessa |
Per queste tipologie di spese, se rientranti nel perimetro del bonus ristrutturazioni, resta ammessa la parallela fruizione del bonus mobili ed elettrodomestici. Sarà quindi necessario scegliere con attenzione la tipologia di spesa da sostenere, per massimizzare i benefici fiscali ottenibili.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus mobili 2026, la sostituzione della caldaia non basta