Caldaie a gas, verso lo stop alle agevolazioni fiscali: ultima chance nel 2024

Direttiva Case Green, raggiunto l’accordo in Europa. Tra i punti di maggior rilievo lo stop alle caldaie a gas dal 2040 e l’eliminazione delle agevolazioni fiscali dal 2025. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024 ultima coda dell’ecobonus per le caldaie a condensazione

Caldaie a gas, verso lo stop alle agevolazioni fiscali: ultima chance nel 2024

Caldaie a gas verso l’addio entro il 2040, ma nel frattempo già dal 2025 verranno meno le agevolazioni fiscali.

Questo uno dei punti al centro dell’accordo sulla Direttiva Case Green raggiunto dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione nel corso della riunione del 7 dicembre, che se da un lato ammorbidisce regole e tempi, dall’altro lascia inalterata la struttura del piano per la riduzione delle emissioni.

Per quel che riguarda le caldaie a gas, dal 1° gennaio 2024 scatterà quindi di fatto l’ultimo anno utile per accedere alle agevolazioni fiscali in caso di sostituzione di impianti esistenti e, in particolare, si va verso la coda finale dell’ecobonus del 65 per cento e del bonus del 50 per cento.

Caldaie a gas, verso lo stop alle agevolazioni fiscali: ultima chance nel 2024

L’accordo raggiunto il 7 dicembre 2023 sulla direttiva Case Green (EPBD) è il passaggio che precede l’approvazione definitiva da parte del Parlamento Europeo del testo che punta a ridurre le emissioni e il consumo energetico degli edifici in tutta l’Europa.

Manca quindi ancora l’ufficialità, ma quel che è certo è che si va verso un futuro di nuove regole sul fronte degli obiettivi di risparmio energetico e in materia di consumi.

La direttiva così come ridefinita prevederà l’obbligo per ciascun Paese di adottare le proprie regole interne con il fine di ridurre i consumi energetici degli edifici residenziali, con limiti blandi da rispettare: entro il 2030 dovrà essere ristrutturato il 16 per cento gli edifici con le prestazioni peggiori ed entro il 2033 bisognerà raggiungere il 26 per cento delle riqualificazioni, con possibilità in ogni caso di esentare dai nuovi obblighi specifiche categorie di immobili residenziali o non (come edifici storici o case vacanza).

Tra i punti di maggior interesse sul fronte dell’impatto dal punto di vista fiscale vi è la graduale eliminazione delle caldaie a gas: dal 2040 ne sarà di fatto vietata la produzione e la vendita. Un periodo ampio quindi che sarà tuttavia anticipato dalla scadenza ultima per la previsione di incentivi da parte dei singoli Stati.

Dal 2025 scatterà di fatto lo stop alle agevolazioni fiscali per l’installazione di caldaie alimentate da combustibili fossili e, guardando alla situazione italiana, verrà conseguentemente meno la possibilità di accedere alle detrazioni fiscali del 50 o del 65 per cento.

Sul fronte degli incentivi per l’efficienza energetica, è da evidenziare che il percorso delineato dalla direttiva europea si inserisce in un quadro di agevolazioni già in scadenza alla fine del 2024, tenuto conto che sia per il bonus ristrutturazione che per l’ecobonus la data ultima per la fruizione è fissata ad oggi al 31 dicembre del prossimo anno.

Detrazioni per caldaie a gas in scadenza a fine 2024: ultimo anno per le agevolazioni al 50 e al 65 per cento

Appare utile fare un quadro delle regole vigenti per capire quindi quali sono le agevolazioni che è possibile sfruttare per un ulteriore anno, prima dell’addio messo nero su bianco dalle regole comunitarie.

In primo luogo, è possibile accedere all’ecobonus in misura pari al 65 per cento delle spese sostenute in caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con un impianto dotato di caldaia a condensazione, con contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti di classe V, VI o VIII della Comunicazione della Commissione 2014/C 207/02, ossia termostati d’ambiente modulanti, centraline di termoregolazione o sensore ambientale o centraline di controllo ambientale.

Via libera anche alle caldaie a condensazione ordinarie, appartenenti almeno alla classe A, per le quali è possibile beneficiare del bonus del 50 per cento previsto per le ristrutturazioni edilizie.

Queste le due agevolazioni che, stando a quanto previsto dall’accordo in merito alla direttiva Case Green, verranno meno dal 2025. Fuori dalla stretta i sistemi ibridi, per i quali salvo passi indietro dovrebbe essere confermata la possibilità di beneficiare delle detrazioni fiscali.

Quel che è certo è che si va verso un nuovo panorama di incentivi in edilizia e le novità previste in ambito comunitario saranno la traccia che guiderà il Governo nella messa a punto della riforma attesa entro la metà del 2024, come annunciato dal Ministro Picchetto Fratin nel corso dell’audizione in Commissione Ambiente della Camera dello scorso 12 ottobre.

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