Detrazioni fiscali 2020, novità: limiti di reddito e bancomat obbligatorio

Novità sulle detrazioni fiscali dal 2020: sarà introdotto un limite di reddito per l'accesso ai rimborsi Irpef, così come diventerà obbligatorio pagare esclusivamente con bancomat. Ecco cosa cambia con la Legge di Bilancio.

Detrazioni fiscali 2020, novità: limiti di reddito e bancomat obbligatorio

Detrazioni fiscali più difficili dal 2020: il riconoscimento dei rimborsi Irpef sarà subordinato ad una doppia verifica, il limite di reddito e la modalità di pagamento delle spese.

Le novità della Legge di Bilancio 2020 impattano in maniera diretta sulla vita dei consumatori, e per le detrazioni fiscali arriva la rivoluzione. Mentre fervono i lavori del Governo sulla predisposizione del testo della Manovra, atteso a breve in Parlamento, alcuni dei rumors delle ultime settimane vengono confermati.

Tra questi, vi sono le novità sulle detrazioni fiscali che, dal 1° gennaio 2020, saranno progressivamente ridotte dai 120.000 euro di reddito, fino ad annullarsi totalmente per i redditi superiori a 240.000 euro, e verranno riconosciute soltanto per le spese pagate con bancomat.

Le modifiche sulle quali sta lavorando il Governo, che dovrebbero rientrare in Legge di Bilancio 2020, potrebbero lasciare fuori alcune delle spese detraibili socialmente più rilevanti, come quelle mediche e sanitarie. Su queste, avanza l’ipotesi che le detrazioni fiscali continuino ad essere riconosciute a prescindere dal reddito e dalla modalità di pagamento.

Per tutti gli altri oneri detraibili al 19% si profila invece una duplice novità e, oltre alla soglia di reddito di 120.000 euro, è il divieto di pagamento in contanti la modifica che rischia - almeno in prima battuta - di portare alla perdita inconsapevole del diritto al rimborso fiscale per molti contribuenti.

Prende lentamente forma il cuore della Legge di Bilancio 2020 che a maggiori spese pari a 30 miliardi di euro, affianca un totale di maggiori entrate di 15 miliardi, tra Manovra e Decreto Fiscale.

Le detrazioni fiscali, da sempre nel mirino della spending review ma mai toccate per via del loro valore sociale, non vengono risparmiate dalla Legge di Bilancio. Nell’insieme delle “nuove tasse” in arrivo, rientrano quindi a pieno titolo anche i tagli previsti ai bonus Irpef riconosciuti in dichiarazione dei redditi.

Se i dettagli saranno noti soltanto dopo la presentazione della Legge di Bilancio 2020, le anticipazioni emergono ormai quotidianamente e alcune di queste sembrano ormai confermate. Vediamo quindi quali sono le novità in arrivo in merito alle detrazioni fiscali Irpef.

Detrazioni fiscali 2020, novità: limiti di reddito e bancomat obbligatorio

Nel mirino del piano di riordino delle tax expenditures entrano a pieno titolo anche le detrazioni fiscali, e nello specifico i bonus Irpef del 19% riconosciuti in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Tra le novità della Legge di Bilancio 2020 è confermato che dovrà farne a meno chi ha redditi alti.

Il taglio partirà dai 120.000 euro di reddito, e sarà progressivo: chi percepisce redditi sopra tale soglia si vedrà ridurre l’importo della detrazione fiscale riconosciuta, che si azzererà totalmente dai 240.000 euro di reddito in poi.

Non è chiaro come funzionerà il nuovo meccanismo dei “bonus Irpef per scaglioni”, e di quanto sarà il taglio alle detrazioni. Dalle ultime novità, è emerso però che non tutte le spese dovrebbero rientrare nel “bilanciere” del Governo.

Come sopra anticipato, potrebbero non essere introdotti limiti di reddito per le spese sanitarie, mediche e per i farmaci. La stretta riguarderà invece le detrazioni per gli studenti universitari (tra cui il bonus Irpef sugli affitti), così come quelle riconosciute sulle spese veterinarie o per le attività sportive dei figli.

Nessun limite invece per la detrazione degli interessi passivi del mutuo, che dovrebbe restare fruibile per tutti a prescindere dal reddito dichiarato.

Bancomat obbligatorio per le detrazioni fiscali dal 2020

Una seconda novità che si avvia verso la conferma è l’obbligo di pagare esclusivamente con mezzi tracciabili, come il bancomat, le spese per le quali si intende fruire di una detrazione fiscale.

L’obbligo di tracciabilità delle spese detraibili potrebbe lasciare fuori, anche in tal caso, le spese mediche. Le conferme arriveranno soltanto con la presentazione del testo della Legge di Bilancio 2020.

In ogni caso, le novità in merito alle detrazioni fiscali 2020 confermano il piano di “lotta al contante” messo in atto dal Governo che, oltre alla Manovra, trova i suoi capisaldi all’interno del Decreto Fiscale n. 124/2019.

Nuovi limiti all’uso del contante, bonus per i pagamenti con bancomat, e pagamenti tracciabili obbligatori per l’accesso alle detrazioni fiscali faranno da fondamenta - secondo le intenzioni dell’Esecutivo - al contrasto all’evasione fiscale, con effetti concreti sulla routine di tutti noi.

Detrazioni fiscali 2020, i “paradossi” dell’Irpef, tutta a carico di chi ha redditi alti

Quando si parla di tagli alle detrazioni Irpef per i contribuenti con redditi alti sono due le opinioni che si contrappongono.

C’è chi pensa che ridurre le agevolazioni per chi guadagna tanto sia lecito se non indispensabile e, al contrario, c’è chi si schiera dal lato opposto della barricata, e ritiene sbagliato penalizzare sempre la stessa categoria di contribuenti.

Il possibile taglio ai bonus Irpef del 19% dai 120.000 euro di reddito in su è una misura ben più controversa di quanto potrebbe apparire, e si lega ad un sistema di tassazione che, nei fatti, penalizza chi guadagna di più e che, guardando alle statistiche, si presenta particolarmente clemente per i contribuenti che si collocano nel primo e nel secondo scaglione Irpef.

Una prova di ciò arriva dai dati che annualmente pubblica il Centro Studi Itinerari Previdenziali, basandosi sulle statistiche relative alle dichiarazioni dei redditi presentati da MEF.

Prendendo quei contribuenti che sarebbero interessati dal taglio delle detrazioni fiscali, ovvero chi percepisce dai 100.000 euro di reddito in su (che diventano circa 52.000 euro al netto delle imposte), vediamo che si tratta dell’1,13% del totale dei contribuenti, 467.442 soggetti, che pagano il 19,35% di tutta l’Irpef.

Tra i 200.000 e i 300.000 euro si trova lo 0,13% dei contribuenti, che versano il 2,99% di Irpef e, infine, sopra i 300.000 euro si trova lo 0,093% dei contribuenti versanti che pagano però il 5,93% dell’Irpef.

Ad essere tagliati fuori dalle detrazioni fiscali, in tutto o in parte, in relazione al reddito percepito, sarebbe insomma poco più dell’1,35% dei contribuenti italiani, con un risparmio di spesa non di certo di rilievo.

A preoccupare dovrebbe essere però la percezione a livello collettivo della novità prevista dalla Legge di Bilancio 2020.

Taglio detrazioni fiscali, il rischio di “disincentivare” gli aumenti di reddito

Il problema era stato già sollevato in merito all’effetto disincentivante della flat tax e del regime forfettario: agevolare eccessivamente una soglia di reddito e tartassare quella superiore, rischia di creare quella che l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha definito come “trappola di povertà”.

Se aumentando il proprio reddito viene meno il diritto a beneficiare di una serie di bonus fiscali, l’effetto indotto è quello di un disincentivo al lavoro e a “massimizzare” i propri guadagni.

Un esempio lampante, oltre quello del forfettario per le partite IVA, riguarda coloro che percepiscono il bonus Renzi: superato anche di un solo euro il limite massimo di 26.600 euro, il rischio è che l’aumento dello stipendio lordo non corrisponda anche ad un incremento del netto in busta paga, eroso dall’elevata tassazione.

La progressività dell’Irpef, figlia del principio fissato dall’articolo 53 della Costituzionale, rischia di tradursi in un sistema che avvantaggia soltanto una parte dei contribuenti, e che scoraggia tutti gli altri.

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