Bonus casa, parte il doppio taglio alle detrazioni: cosa cambia nel 730/2026

Anna Maria D’Andrea - Modello 730

Bonus casa, taglio doppio alle detrazioni: non solo le aliquote differenziate del 36 e del 50 per cento, ma anche il meccanismo che riduce i vantaggi per i redditi superiori a 75.000 euro. Cosa cambia nel modello 730/2026

Bonus casa, parte il doppio taglio alle detrazioni: cosa cambia nel 730/2026

Bonus casa, il taglio è doppio e arriverà all’occhio di tutti i contribuenti in fase di compilazione del modello 730/2026.

Dallo scorso anno sia il bonus ristrutturazione che l’ecobonus, due dei pilastri nella disciplina delle agevolazioni edilizie, spettano nella misura del 36 per cento, elevata al 50 per cento per i lavori sulla prima casa.

Non solo: sempre dal 1° gennaio scorso è operativo il meccanismo che calibra le detrazioni in base al reddito e alla situazione familiare.

Per i titolari di redditi complessivi superiori a 75.000 euro i benefici si riducono, ed è questa la novità meno nota che rischia però di incidere notevolmente sull’importo dei bonus riconosciuti a titolo di rimborso.

Bonus casa, nel 730/2026 doppio taglio alle detrazioni

Se è stato sin da subito sotto l’occhio di tutti il taglio delle aliquote dei bonus casa, così non è per quel che riguarda il meccanismo introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e che, in relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio scorso, riduce i vantaggi fiscali per i titolari di redditi superiori a 75.000 euro.

Il tema torna all’attenzione in vista dell’avvio della fase di presentazione della dichiarazione dei redditi 2026, che accoglierà per la prima volta il décalage dei bonus fiscali.

Per quel che riguarda i bonus sulle ristrutturazioni, a spiegare le novità è la guida aggiornata dall’Agenzia delle Entrate e pubblicata nel mese di febbraio.

L’articolo 16-ter del TUIR prevede un meccanismo che calibra le detrazioni in base a due parametri: reddito e composizione del nucleo familiare.

In particolare, per i titolari di redditi complessivi superiori a 75.000 euro, gli oneri e le spese sostenuti sono ammessi in detrazione entro un limite specifico.

Il valore base è pari a:

  • 14.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 75.000 euro e fino a 100.000 euro;
  • 8.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 100.000 euro.

Questi valori vanno però calibrati in base alla situazione familiare del contribuente, mediante l’applicazione di quattro specifici coefficienti:

  • 0,50 per cento per i contribuenti senza figli a carico;
  • 0,70 per cento in presenza di un figlio a carico nel nucleo familiare;
  • 0,85 per cento in presenza di due figli a carico;
  • 1,00 per cento in presenza di più di due figli a carico o almeno un figlio a carico con disabilità accertata.

Il meccanismo che diverrà operativo con la presentazione del modello 730/2026 e con il modello Redditi calcola, in sostanza, il valore massimo di tutti i bonus fiscali fruibili tenuto conto della composizione del nucleo familiare e della condizione reddituale.

Situazione FamiliareCoefficienteReddito > 75.000€ e fino a 100.000€ (Base: 14.000€)Reddito > 100.000€ (Base: 8.000€)
Senza figli a carico 0,50 7.000 € 4.000 €
1 figlio a carico 0,70 9.800 € 5.600 €
2 figli a carico 0,85 11.900 € 6.800 €
Oltre 2 figli o min. 1 figlio con disabilità 1,00 14.000 € 8.000 €

Come indicato dall’Agenzia delle Entrate, anche le spese incluse nei bonus casa rientrano nel calcolo dell’importo massimo detraibile, e sono quelle che incidono maggiormente considerando i costi medi sostenuti per le riqualificazioni edilizie. Fanno invece eccezione le spese sanitarie e le somme investite in start-up e PMI innovative.

Per studiare gli effetti dei tagli delle detrazioni IRPEF sul tuo reddito ti consigliamo il corso di approfondimento (webinar di due ore più guida completa in pdf) realizzato da Sandra Pennacini che ci consente di comprendere bene il meccanismo e di fare anche delle simulazioni:

Bonus casa in 10 anni, nel calcolo del limite le rate inserite in dichiarazione dal 2026

Nel plafond di spesa massima detraibile, per quel che riguarda i bonus edilizi che come noto sono spalmati su più annualità e in particolare in 10 rate, bisognerà considerare solo la quota dell’anno in cui si presenta la dichiarazione dei redditi.

Se quindi ad esempio nel corso del 2025 sono state sostenute spese ammesse al bonus ristrutturazione per un massimo di 20.000 euro, nel calcolo dell’importo complessivo detraibile si considererà solo la rata da indicare nel 730/2026, pari a 2.000 euro.

Le quote ulteriori andranno invece considerate per le dichiarazioni da presentare nei nove anni successivi.

Non dovranno invece essere considerate, in fase di calcolo, le rate residue spettanti in relazione alle spese incluse nei bonus edilizi sostenute fino al 31 dicembre 2024.

Spese superiori al limite? I bonus sono a scelta

Per comprendere come agirà il meccanismo di riduzione dei bonus fiscali fruibili, è utile riprendere i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate lo scorso anno, in particolare con la circolare n. 6/2025.

Come muoversi se le spese sostenute sono superiori al limite detraibile con il modello 730/2026?

In tal caso bisognerà scegliere: in sede di dichiarazione dei redditi, sarà il contribuente a selezionare gli oneri e le spese da includere nel conteggio e quelle invece a cui rinunciare.

Un passaggio che, come specificato, interesserà non solo i bonus edilizi ma tutte le detrazioni fiscali fruibili, con la sola eccezione delle spese sanitarie e di quelle sostenute per gli investimenti in start-up innovative e PMI.

Nel limite di reddito contano tutte le entrate

Appare inoltre utile soffermarsi sulla nozione di reddito complessivo, parametro che come detto rappresenta la prima “soglia di sbarramento” sul fronte dell’importo massimo ammesso in detrazione.

Per chi presenta il modello 730/2026, non si fa riferimento solo al reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nell’anno, ma alla totalità delle entrate percepite.

I redditi tassati con imposte sostitutive non sono invisibili al nuovo meccanismo, ma al contrario per stabilire i limiti delle detrazioni bisognerà sommare:

  • redditi ordinari: stipendi, pensioni, affitti tassati ordinariamente;
  • redditi assoggettati a cedolare secca;
  • redditi tassati con il regime forfettario;
  • mance nel settore turistico tassate al 5 per cento;
  • agevolazioni ACE (aiuto alla crescita economica).

Per quel che riguarda le partite IVA inoltre, in caso di adesione al concordato preventivo biennale per il calcolo delle detrazioni e dei benefici fiscali farà fede il reddito effettivo.

Dal valore del reddito complessivo sarà dedotta esclusivamente la rendita catastale della prima casa, a patto che rappresenti l’abitazione principale del contribuente e non sia stata concessa in affitto.

Bonus casa, nel 730/2026 debutta il taglio delle aliquote. Riduzione progressiva degli sconti sulle ristrutturazioni

Se il décalage calibrato in base a parametri reddituali e familiari è il taglio meno noto atteso al via, vale la pena soffermarsi anche sulla riduzione delle aliquote dei bonus edilizi.

Dallo scorso anno ha fatto il suo debutto la differenziazione dell’aliquota di detrazione per i lavori effettuati sulla prima casa e per quelli che interessano le seconde case.

La percentuale standard di detrazione è del 36 per cento, valore che nel 2025, così come nel 2026 per effetto di quanto previsto dall’ultima Manovra, sale al 50 per cento per i lavori sulla prima casa in relazione alle spese sostenute dal proprietario dell’immobile o da chi detiene su di esso un diritto reale di godimento.

Nel modello 730/2026 bisognerà quindi verificare le condizioni che determinano l’aliquota applicabile, per evitare di commettere errori.

Nei prossimi anni bisognerà poi far fronte a una serie di modifiche che ridurranno progressivamente la portata dell’agevolazione.

Dal 1° gennaio 2027 il valore base della detrazione scenderà al 30 per cento, con il mantenimento di un’aliquota più elevata, pari al 36 per cento, per i lavori sull’abitazione principale.

Dal 2028 al 2033 bisognerà far fronte a un nuovo décalage: la detrazione scenderà al 30 per cento per tutti, e diminuirà in parallelo anche il limite di spesa: da 96.000 euro si passerà a 48.000 euro.

Nel 2034 poi la detrazione aumenterà al 36 per cento, ma resterà invariato e fissato a 48.000 euro il limite di spesa.

Periodo di RiferimentoTipologia Immobile / SoggettoAliquota DetrazioneLimite di Spesa
Dal 26/06/2012 al 31/12/2024 Qualsiasi immobile (senza distinzioni) 50% 96.000 €
Dal 01/01/2025 al 31/12/2026 Abitazione principale (proprietari/diritti reali) 50% 96.000 €
Dal 01/01/2025 al 31/12/2026 Altri casi 36% 96.000 €
Dal 01/01/2027 al 31/12/2027 Abitazione principale (proprietari/diritti reali) 36% 96.000 €
Dal 01/01/2027 al 31/12/2027 Altri casi 30% 96.000 €
Dal 2028 al 2033 Qualsiasi immobile ammesso 30% 48.000 €
Dal 2034 in poi Qualsiasi immobile ammesso 36% 48.000 €

Una serie di ritocchi che, salvo passi indietro, renderanno sempre meno conveniente la disciplina delle agevolazioni per i lavori di ristrutturazione.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network